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Transizione energetica e nucleare

Meloni: “Legge delega sul nucleare entro l’estate”. Attacco al Superbonus

La Presidente del Consiglio annuncia il quadro giuridico per il ritorno all’atomo e quantifica in 174 miliardi l’impatto dei bonus edilizi sui conti pubblici. Sostegno alle famiglie fragili con un piano casa da un miliardo di euro per centomila alloggi.

In occasione del Premier Time tenutosi presso il Senato della Repubblica, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato la rotta delle prossime riforme strategiche del Paese, ponendo scadenze precise per il dossier energetico e analizzando con durezza lo stato delle finanze pubbliche.

Rispondendo alle sollecitazioni dei vari gruppi parlamentari, la Premier ha annunciato che entro l’estate verrà approvata la legge delega sul nucleare, mossa necessaria per definire il quadro giuridico atto a riprendere la produzione energetica da questa fonte in Italia.

Durante il confronto, Meloni ha inoltre affrontato il tema del debito pubblico, imputando la sua crescita esclusivamente al costo del Superbonus, e ha illustrato le nuove misure operative per le Comunità Energetiche Rinnovabili e per l’edilizia popolare.

L’EREDITÀ DEL SUPERBONUS E L’IMPATTO SUL DEBITO PUBBLICO

Rispondendo a un’interrogazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, riguardante la crescita e la competitività industriale, la Presidente Meloni ha evidenziato una profonda contraddizione nelle critiche rivolte all’esecutivo, spesso diviso tra accuse di eccessiva austerità e richiami per l’aumento del rapporto debito/Pil.

La Premier ha chiarito che l’attuale dinamica del debito è condizionata in modo determinante dal Superbonus, definendo la cifra di 174 miliardi di euro come un onere che lo Stato “finiremo di pagare nel 2027 quando sarà finito il nostro mandato”.

Meloni ha criticato apertamente la gestione dei governi precedenti, affermando che “abbiamo avuto dei colleghi che hanno sperperato risorse ipotecando i cinque anni successivi perché sapevano che non avrebbero dovuto loro prendersi la responsabilità di quelle scelte e poi ci fanno la morale e quindi la morale mi pare eccessiva”.

Secondo la Presidente, senza il peso di centinaia di miliardi di euro definiti come “bruciati per misure elettorali senza controllo”, l’Italia avrebbe avuto le risorse necessarie per uscire anticipatamente dalla procedura di infrazione europea.

IL CRONOPROGRAMMA PER IL NUCLEARE E LA DIVERSIFICAZIONE ENERGETICA

Il tema dell’energia è stato al centro del botta e risposta con Carlo Calenda, il quale ha proposto l’istituzione di una cabina di regia sulle questioni più urgenti. Meloni ha rivendicato l’impegno costante del governo, citando strumenti come il “gas release” e i passi avanti verso l’energia atomica.

La notizia principale riguarda la tempistica legislativa: “Entro l’estate sarà approvata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”.

L’obiettivo dichiarato è ridurre una dipendenza energetica considerata sempre più pericolosa, puntando sulla diversificazione sia delle fonti internazionali sia delle tecnologie nazionali. In questo contesto, è stato richiamato il “decreto bollette”, descritto come un provvedimento inedito che ha reperito risorse tassando le imprese produttrici per calmierare i prezzi al consumo.

Carlo Calenda ha replicato accogliendo con favore l’apertura sul nucleare, invitando il governo a trasformare questa disponibilità in un impegno strutturale e condiviso.

IL RILANCIO DELLE COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI

Un altro passaggio tecnico di rilievo ha riguardato le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Meloni ha sostenuto che la normativa originaria fosse “scritta in maniera così sbagliata da rendere questo strumento nei fatti inattuabile”.

Per correggere il tiro, l’esecutivo ha trasformato i prestiti previsti in contributi a fondo perduto e ha ampliato la platea dei beneficiari includendo i comuni con una popolazione fino a 50mila abitanti, affidando contestualmente la gestione operativa al Gestore dei Servizi Energetici (GSE). La Presidente ha sottolineato che il successo del nuovo assetto è dimostrato dal fatto che oggi le domande presentate superano la capienza economica disponibile.

“Quando le istruttorie saranno concluse, capiremo anche quanti ulteriori risorse dovessero servire per coprire tutte le richieste ammissibili”, ha aggiunto, rivendicando come la misura sia finalmente diventata un volano concreto per la transizione ecologica territoriale.

DIFESA DELLA PROPRIETÀ E IL NUOVO PIANO CASA DA UN MILIARDO

Infine, la Premier ha affrontato il tema dell’abitare, collegandolo alla tutela delle fasce più deboli e alla difesa del diritto di proprietà. Il governo ha presentato un Piano Casa che prevede lo stanziamento di circa un miliardo di euro per la creazione di oltre 100mila alloggi nell’arco di dieci anni.

Secondo la visione esposta da Meloni, lo Stato ha il dovere di aiutare chi ha diritto a una casa popolare e sostenere i lavoratori che non riescono a sostenere i prezzi di mercato, ma deve anche agire con fermezza contro le occupazioni abusive. “Per noi la proprietà privata è un diritto che va difeso, non è accettabile che un cittadino debba aspettare anni per rientrare in possesso di un immobile”, ha dichiarato, ribadendo che la casa non deve essere considerata un lusso ma un bene fondamentale.

Questo approccio integra la strategia sociale del governo, mirata a fornire risposte concrete alla crisi abitativa pur mantenendo una linea rigorosa sulla legalità e sul rispetto dei beni privati.

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