La Premier mette il dossier bollette davanti alla difesa e cerca deroghe agli aiuti di Stato a Bruxelles. Intanto, Montecitorio corre per approvare la legge delega sull’atomo entro la fine di maggio.
L’energia diventa la priorità assoluta dell’agenda politica italiana, superando persino i pur rilevanti impegni sulla difesa e il riarmo europeo. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiarito in un recente vertice di maggioranza che il contrasto al caro-bollette e la salvaguardia della competitività industriale rappresentano una urgenza che “purtroppo viene prima” di ogni altro dossier.
In questo clima di emergenza, il governo ha impresso un’accelerazione decisa alla legge delega sul nucleare, puntando a chiudere il voto nelle commissioni parlamentari per approdare in Aula il prossimo 26 maggio. La strategia della Premier mira a ottenere da Bruxelles sconti e deroghe sugli aiuti di Stato in cambio della partecipazione italiana ai piani militari comuni, nel tentativo di scongiurare una paralisi logistica del Paese e rispondere al grido d’allarme lanciato da Confindustria sulla perdita di posti di lavoro nel continente.
IL VERTICE DI GOVERNO E LA PRIORITÀ DELL’ENERGIA SULLA DIFESA
Come riportato da “La Repubblica”, i corridoi di Palazzo Chigi sono stati teatro di un serrato confronto tra Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Poco prima di radunare il Consiglio dei Ministri, la Premier ha voluto sciogliere i nodi più intricati: dalle spese per la difesa al rinnovo dei vertici delle authority, fino al delicato nodo del caro-benzina. Nonostante le pressioni internazionali sul riarmo, Meloni ha ribadito che oggi il “problema dei problemi” resta l’energia.
La strategia delineata consiste nello sfruttare la scadenza delle misure europee del programma Safe per trattare con l’Ue deroghe agli aiuti di Stato. Sul tavolo c’è anche il decreto accise, la cui proroga scadrà tra una settimana. Secondo le fonti riferite da “La Repubblica”, il ministro Giorgetti ha avvertito che “i cordoni della borsa sono tirati”, ma Salvini preme per un intervento immediato sulla benzina per evitare lo sciopero degli autotrasportatori previsto dal 25 al 29 maggio, che rischierebbe di bloccare l’intera economia nazionale.
LO SPRINT ALLA CAMERA PER IL RITORNO AL NUCLEARE
Mentre la diplomazia si muove a Bruxelles, a Montecitorio si lavora a ritmi serrati per ridefinire il mix energetico nazionale. Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” riferisce che la maggioranza ha avviato uno sprint sulla legge delega per il nucleare “sostenibile” e “da fusione”. Nelle commissioni Ambiente e Attività produttive, le votazioni sono state accorpate e i tempi degli interventi contingentati per superare l’ostacolo dei circa 500 emendamenti presentati, in gran parte dalle opposizioni.
L’obiettivo è concludere l’esame in commissione entro martedì per poi trasmettere il testo all’Aula lunedì 26 maggio. Questa accelerazione è considerata vitale per garantire energia a costi competitivi nel medio-lungo termine. Sul punto è intervenuto anche il presidente di Enel, Paolo Scaroni, che dalle colonne del “Sole 24 Ore” ha esortato a “investire massicciamente”, sottolineando come la strategia energetica europea debba poggiarsi su un trittico inscindibile: elettrificazione, rinnovabili e nucleare.
IL GREEN DEAL E LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ INDUSTRIALE
L’esigenza di un approccio pragmatico alla transizione ecologica è stata il filo conduttore del “Sustainable Economy Forum” di San Patrignano, promosso da Confindustria. Letizia Moratti, in apertura dei lavori, ha avvertito che “occorre rendere il percorso del Green Deal sostenibile anche dal punto di vista economico, industriale e sociale”, aggiungendo che la transizione non deve essere un dogma ma una realtà da realizzare con concretezza.
In un videomessaggio riportato dal “Sole 24 Ore”, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha rivendicato l’azione di semplificazione normativa e riduzione della burocrazia intrapresa dall’Ue per stimolare l’innovazione. Tuttavia, le imprese chiedono di più: Aurelio Regina, delegato di Confindustria per l’Energia, ha ricordato che il nucleare di nuova generazione potrebbe creare una filiera italiana capace di generare 120mila posti di lavoro e un indotto da 50 miliardi di euro di fatturato. ORSINI E
L’ALLARME SUL MILIONE DI POSTI DI LAVORO PERSI
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha espresso una posizione molto critica verso le politiche europee degli ultimi anni. Durante il forum di San Patrignano, Orsini ha citato il dato drammatico riferito dal Commissario Ue Stéphane Séjourné: un milione di posti di lavoro persi nel 2025 a causa della scarsa competitività industriale dell’Europa. “L’Unione europea non ha così chiaro cosa voglia dire competitività e tenere insieme sostenibilità ambientale e sociale”, ha dichiarato Orsini secondo quanto riportato dal “Sole 24 Ore”.
Il leader degli industriali ha sottolineato che le imprese italiane sono già “amiche dell’ambiente”, avendo raggiunto nel 2021 gli obiettivi di riciclo fissati per il 2030, ma ha avvertito che l’Europa deve smettere di penalizzare le eccellenze con approcci ideologici, mettendo invece al centro il principio della neutralità tecnologica per abbattere il costo fondamentale dell’energia.
CARO-CARBURANTI E LOGISTICA: IL RISCHIO DI UN BLOCCO NAZIONALE
L’ultimo fronte di crisi riguarda l’autotrasporto, un settore che rappresenta il 9% del Pil e muove 120 miliardi di euro. Al “Fiap Logistic Village” di Milano, come scrive “Il Sole 24 Ore”, il malcontento è palpabile. Alessandro Peron, segretario generale della Fiap, ha denunciato il mancato arrivo dei decreti attuativi per i 100 milioni di euro stanziati dal governo a ristoro degli investimenti in veicoli moderni.
Molte aziende starebbero perdendo centinaia di migliaia di euro al mese. In risposta, il ministro Adolfo Urso ha rassicurato il comparto ricordando che il taglio delle accise è stato esteso al 22 maggio e che, se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero persistere, saranno adottati “interventi mirati e congrui”. Nonostante ciò, il fermo dei servizi è già stato proclamato dal 25 al 29 maggio, spingendo Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, a lanciare un appello affinché non vengano danneggiati i flussi delle merci e l’intera economia del Paese.


