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MuVen, advisor all’opera per il terzo partner

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Sintonia tra Sboarina e Rucco: “L’opera non resti incompleta”

“’L’aggregazione tra Agsm e Aim è un grande risultato, un evento storico: ma adesso è necessario trovare un terzo partner industriale, altrimenti l’opera rimane incompleta’. Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e quello di Vicenza, Francesco Rucco, presentano più o meno con le stesse parole il via libera alla ‘fusione a due’, che ha creato mille polemiche e che continua a tenere altissima la tensione politica a Palazzo Barbieri. Sboarina parla di ‘passaggio epocale’, rivendica di aver fatto quello che ‘ in 13 anni chi c’era prima di noi non era stato capace di fare’ ma sottolinea che adesso ‘individuare un partner industriale è necessario’”. È quanto scrive il Corriere di Verona.

LA SCELTA DEL TERZO PARTNER

“Il sindaco di Verona – prosegue il quotidiano – ricorda che è già stata fatta ‘un’indagine di mercato nel settore: il percorso – spiega – è quindi in itinere. Bisognava chiudere la fusione a due perché scadevano i termini per utilizzare i dati certificati finora, ma il partner industriale è necessario a parere di tutti…a meno che qualcuno non dica il contrario, ma in quel caso dovrà dirlo’. E ai vertici del Carroccio veronese, probabilmente, sono fischiate le orecchie. (…) E Rucco conferma che ‘al tavolo degli advisor sono al vaglio le proposte di A2A, di Hera, di Iren e di Dolomiti-Alperia’. Il sindaco di Verona cita quanto già avvenuto con la partecipazione di Agsm e Aim, assieme ad A2A, alla gara di Ascopiave, spiegando che il terzo partner allora aveva un nome mentre adesso il nome non c’è ancora. Rucco aggiunge che l’operazione è complessa e non è il caso di fissare date di scadenza e spiega che a differenza di quanto accaduto in altre zone del Veneto, dove oggi i Comuni lamentano il loro mancato coinvolgimento (il riferimento è alle proteste di alcuni Comuni contro Hera, proprio per i contatti con Agsm-Aim delle scorse settimane, ndr) noi faremo le cose con trasparenza assoluta’”.

I DETTAGLI TECNICI DELL’OPERAZIONE

“I due sindaci forniscono altri dettagli tecnici: il cda della nuova azienda sarà di 6 persone, 3 veronesi e 3 vicentini, ma per le decisioni importanti (come un aumento di capitale o un cambio dello statuto) serviranno 5 voti su 6 in cdA e l’85% nell’assemblea dei soci. (…) La scelta di una fusione per incorporazione (con Agsm che incorpora Aim) viene infine legata a questioni fiscali”, conclude il quotidiano.