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Nessun divorzio tra la Francia e il nucleare. Ecco i piani di Macron

Nucleare Francia

Le strategie energetiche dell’Eliseo tra dichiarazioni, fatti e numeri

Una delle differenze maggiori tra i paesi pilastro dell’Unione europea, Francia e Germania, risiede nel campo energetico. Berlino ha fatto fatica a digerire l’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia comunitaria ufficializzata la settimana scorsa, ma al contempo è legata alla Russia e alle sue forniture, il che rende non facile negoziare anche con gli Usa su eventuali blocchi al Nord Stream 2.

LA FRANCIA CHE FA

Oltralpe, invece, la Francia è la potenza nucleare europea per eccellenza. Adesso, riporta Euractiv, “Anche se riduciamo il nostro consumo di energia del 40%, l’uscita dal petrolio e dal gas nei prossimi trent’anni significa che dovremo sostituire una parte del nostro consumo di combustibili fossili con l’elettricità”, ha detto il presidente nel suo discorso durante un viaggio a Belfort, nella Francia orientale. “Dovremo essere in grado di produrre fino al 60% in più di elettricità di quanto facciamo oggi”.

RINNOVABILI…

“La chiave per produrre questa elettricità più decarbonizzata, più sicura e più sovrana è proprio avere una strategia plurale”, ha detto anche Macron. Appunto, plurale. Ciò significa fare ricorso a tutto. Alle rinnovabili, su cui lo stesso premier ha detto che “dobbiamo aumentare la nostra capacità di produrre energia rinnovabile”, ha detto Macron e ha promesso un “abbattimento delle barriere normative purché i progetti siano accettati a livello locale”. Compreso l’eolico, per il quale il 2022 vedrà nascere “il primo parco offshore a largo di Saint-Nazaire”.

… E NUCLEARE

Ma anche il nucleare, appunto. “Inizieremo il lavoro preparatorio nelle prossime settimane: finalizzare gli studi di progettazione, rinviare la questione alla Commissione nazionale per il dibattito pubblico, definire le posizioni per tre coppie di EPR e aumentare il settore” sono state le parole dell’inquilino dell’Eliseo. Il riferimento è al piano francese di sei nuovi reattori nucleari di tipo EPR 2 “entro il 2028, con il primo reattore che sarà messo in servizio entro il 2035”. In più, occorrerà estendere il ciclo vita di quelli esistenti. “Spero che nessun reattore nucleare in uno stato di produzione venga chiuso in futuro, dato l’aumento molto significativo del nostro fabbisogno di elettricità. A meno che, ovviamente, non ci siano ragioni di sicurezza per farlo” è stato l’invito di Macron.

Tutto nelle mani di EDF, allora.

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