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Piano di transizione Banca d'Italia

Net zero 2050: la Banca d’Italia pubblica il Piano strategico per la transizione climatica

Via Nazionale punta alla riduzione delle emissioni del 90% entro la metà del secolo con tappe intermedie al 2035. Il Governatore Panetta: “Un impegno verso le generazioni future attraverso l’elettrificazione e l’efficienza”.

La Banca d’Italia ha presentato ufficialmente giovedì 29 gennaio 2026 il suo nuovo “Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”. Il documento strategico definisce una traiettoria rigorosa per azzerare l’impronta carbonica dell’Istituto entro il 2050, rafforzando contestualmente la resilienza delle infrastrutture critiche di fronte ai rischi derivanti dal riscaldamento globale. È quanto emerge dalla pubblicazione rilasciata dall’Istituto, che dettaglia le azioni aziendali necessarie per allinearsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi e alla legge europea sul clima. La strategia non si limita a una dichiarazione d’intenti, ma stabilisce parametri tecnici e scadenze precise, ricalcando le migliori prassi adottate dalle banche centrali internazionali per garantire la stabilità finanziaria anche attraverso la sostenibilità ambientale.

IL MONITO DEL GOVERNATORE PANETTA SULL’URGENZA DEL CAMBIAMENTO

L’introduzione del Piano è affidata a una riflessione del Governatore Fabio Panetta, il quale sottolinea come i prossimi anni saranno determinanti nella lotta alla crisi climatica. Nonostante un contesto internazionale che vede talvolta affievolirsi gli impegni di alcuni grandi paesi, Panetta ribadisce la fermezza dell’indirizzo europeo e nazionale. “Resta fermo l’indirizzo affinché nel corso del prossimo decennio le emissioni nette di gas serra diminuiscano sensibilmente, per azzerarsi entro il 2050. È un impegno che dobbiamo alle generazioni a venire”, dichiara il Governatore. La fotografia scattata da Via Nazionale evidenzia che la decarbonizzazione deve procedere di pari passo con misure di adattamento, poiché gli effetti del clima cambieranno lo scenario operativo per i prossimi decenni. Il pilastro tecnologico di questo passaggio sarà il definitivo addio al gas in favore dell’elettricità, una scelta che ridurrà la dipendenza energetica da fonti importate e volatili.

OBIETTIVI DI LUNGO TERMINE E TRAGUARDI INTERMEDI AL 2035

Il cuore della strategia risiede nel raggiungimento del “net zero” entro il 2050, partendo dai livelli registrati nell’anno base 2019. È la fotografia scattata dai dati statistici allegati al Piano: l’obiettivo è abbattere del 90% le emissioni di gas serra derivanti dalle operazioni aziendali, provvedendo alla rimozione permanente della quota residua tramite tecnologie di compensazione e forestazione. Per monitorare i progressi, l’Istituto ha fissato due traguardi intermedi da centrare entro il 2035: una riduzione di due terzi delle emissioni dirette (Scope 1) e indirette legate all’energia acquistata (Scope 2), accompagnata da una contrazione del 40% delle altre emissioni indirette (Scope 3), che includono l’intera catena del valore e il pendolarismo dei dipendenti. Nel 2019, le emissioni totali ammontavano a 10.559 tonnellate di CO2 equivalente per gli Scope 1 e 2, e 81.955 tonnellate per lo Scope 3.

DECARBONIZZAZIONE DEGLI EDIFICI E INVESTIMENTI IN ENERGIA PULITA

Per tradurre questi numeri in realtà, la Banca d’Italia ha pianificato la progressiva sostituzione delle caldaie a gas con sistemi a pompa di calore alimentati da rinnovabili. Questo intervento riguarderà prioritariamente i 14 edifici istituzionali responsabili dell’80% delle emissioni dirette, inclusi Palazzo Koch e il centro Donato Menichella di Frascati. Sul fronte dell’approvvigionamento, l’Istituto acquista già dal 2013 esclusivamente energia elettrica certificata da fonti rinnovabili e intende potenziare l’autoproduzione tramite impianti fotovoltaici on-site. Uno strumento innovativo citato nel Piano è il ricorso ai Power Purchase Agreement (PPA), contratti di lungo termine che assicurano stabilità ai prezzi energetici e stimolano la costruzione di nuovi impianti green sul territorio italiano, garantendo certezze agli investitori.

LOGISTICA SMART E CICLO DI VITA DELLE BANCONOTE

La trasformazione investe anche l’assetto logistico e operativo. L’adozione del lavoro ibrido ha permesso di avviare il desk sharing, riducendo il fabbisogno di spazi fisici e, di conseguenza, i consumi energetici e i costi operativi. Particolare attenzione è rivolta al ciclo di vita delle banconote: dalla produzione con materiali ecosostenibili all’utilizzo di macchinari a basso assorbimento, fino alla logistica della distribuzione affidata a mezzi a ridotto impatto ambientale. Dal 2004 lo stabilimento di produzione è certificato ISO 14001, e i rifiuti costituiti da banconote logore triturate vengono avviati interamente a termovalorizzazione con recupero di energia. In prospettiva, la terza serie di banconote in euro sarà progettata integrando criteri di sostenibilità ancora più avanzati.

LA SFIDA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DEI DATA CENTER

Un capitolo cruciale riguarda l’evoluzione delle infrastrutture informatiche. Il consolidamento dei servizi IT e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale comporteranno inevitabilmente un aumento della domanda di energia. Per mitigare questo impatto, la Banca sta progettando un nuovo data center a Castel Romano che utilizzerà sistemi di raffreddamento “free cooling” e tecnologie di virtualizzazione per ottimizzare i carichi di lavoro. Il Piano prevede inoltre l’integrazione di metriche di impatto ambientale nelle analisi costi-benefici dei progetti informatici, sfruttando algoritmi di IA per regolare automaticamente temperatura e umidità degli ambienti server, riducendo così l’impronta carbonica complessiva.

GOVERNANCE E TRASPARENZA NELLA CATENA DI FORNITURA

Il successo del Piano dipende da un sistema di governo strutturato e dal coinvolgimento dei fornitori. Il Direttorio definisce la strategia, mentre il Comitato di coordinamento per la gestione aziendale supervisiona le iniziative trasversali. Un elemento di innovazione metodologica è l’introduzione del “prezzo interno del carbonio” (costo ombra), che dal 2028 diventerà uno strumento ordinario per valutare gli acquisti di beni e servizi. La Banca intende premiare, tramite punteggi nelle gare d’appalto, i fornitori che dimostrano politiche climatiche certificate da standard internazionali come SBTi. Questo impegno si estende oltre i confini aziendali con progetti di forestazione urbana, che hanno già portato alla piantumazione di 7.200 alberi in Italia, e la partecipazione attiva a network internazionali come il NGFS per promuovere la finanza sostenibile.

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