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Nomine, la partita dei presidenti anima lo scontro Pd-M5s

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Nel settore energia si va verso un giro di conferme per gli amministratori delegati di Eni, Enel e Terna. Nel vivo, invece, la partita per le nomine delle presidenze

“Il governo prova a chiudere la partita delle nomine pubbliche nelle principali società di Stato. Dopo il rinvio deciso a causa dell’emergenza determinata dalla pandemia del coronavirus, tra il 17 e il 20 aprile saranno depositate le liste dei nuovi consigli di amministrazione di Enel, Eni, Poste, Terna, Leonardo ed Enav. In linea di massima le decisioni sono già state prese. L’accordo, anche su spinta del Quirinale, è di cambiare il meno possibile nelle posizioni apicali, di dare cioè continuità gestionale ai campioni nazionali”. È quanto scrive Il Messaggero.

SUDDIVISIONE TRA PD E M5S

“La prima certezza è che gran parte degli amministratori delegati delle principali società saranno confermati. All’Eni rimarrà per un altro mandato di tre anni Claudio Descalzi, all’Enel sarà confermato Francesco Starace e alle Poste Matteo Del Fante”, evidenzia il quotidiano della Capitale, che aggiunge: “Negli accordi tra Pd e Cinquestelle sarebbe stata stabilita una suddivisione alla pari per le società più grandi: tra al Pd e le restanti ai Cinquestelle”.

I NOMI

In particolare, “siccome alla scorsa tornata le nomine le hanno determinate i Dem (anche se in epoca renziana), tutte le conferme sarebbero considerate caselle occupate dal Nazareno. I Cinquestelle intendono dunque assicurarsi Leonardo, Terna ed Enav, anche se, come detto, Leonardo potrebbe uscire dalla disputa. A Terna invece sembra profilarsi il ricambio: all’ad Luigi Ferraris verrebbe infatti assicurato un passaggio al gruppo Ferrovie”. “Per l’Eni si prospetta il nome di Gianni De Gennaro, attualmente alla presidenza di Leonardo. Il suo posto nel gruppo della difesa, dovrebbe essere preso dal generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza e direttore dell’Aise, i servizi di sicurezza esterna, Luciano Carta”.

VIA LIBERA DEI CINQUESTELLE

Infatti, come evidenzia il Fatto Quotidiano “si può dire in tanti modi, ma il più semplice è pure il più efficace: i Cinque Stelle hanno ormai accettato, senza neanche brontolare troppo, la conferma di Claudio Descalzi per il terzo mandato in Eni. Hanno preso atto del clima prevalente che vuole, dal Colle al Partito democratico fino a pezzi dell’alta burocrazia, il nullaosta al manager. E gli spianano laicamente la strada in cambio della presidenza”.

DISTANZE TRA M5S E PD NELLA PARTITA DEI PRESIDENTI

Secondo Mf-Milano Finanza tuttavia “a meno di una settimana dal termine fissato per la presentazione delle prime liste di candidati, la partita nomine è ancora più che mai aperta sul fronte dei presidenti. (…) Ieri mattina si è tentato di ricomporre le distanze in una video-riunione PD-5 Stelle, che però si è conclusa con un nulla di fatto e semmai lavoro di ricucitura in più per gli uomini che gestiscono il dossier, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini, il viceministro all`Economia Antonio Misiani, mentre Italia Viva ha preferito la rappresentanza di Maria Elena Boschi piuttosto che direttamente Matteo Renzi. Ma la situazione è talmente ingarbugliata che Franceschini, dicono fonti del PD, starebbe pensando a un passaggio al Quirinale, in particolare per quanto riguarda i destini dei presidenti di Leonardo ed Eni. I consiglieri del presidente Sergio Mattarella, infatti, seguono da vicino la partita e già hanno fatto arrivare la loro contrarietà all’ipotesi di congelare i vertici delle partecipate di Stato fino a quando non sarà passata l’emergenza Covid- 19”.

“Alla presidenza dell’Eni i 5 Stelle vedrebbero bene Franco Bernahé, molto vicino allo scomparso Gianroberto Casaleggio, anche se fino a una settimana fa sembravano risalite le quotazioni per una riconferma di Emma Marcegaglia. Al toto-presidente partecipa anche Gianni De Gennaro, attualmente in Leonardo, dove al suo posto potrebbe arrivare, molto gettonato, il generale Luciano Carta, che dal 2018 è il direttore dell`Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna. Sembrerebbe tenere, invece, Patrizia Grieco in Enel. soprattutto per dare continuità al suo lavoro nella corporale governance e sostenibilità del gruppo, oltre che per le note ragioni di equilibrio nelle quote di genere”, ha sottolineato il quotidiano economico.

“In Terna, la società dei cavi elettrici, per dire, è quasi certo l’arrivo di Stefano Donnarumma (ora nella romana Acca)”, ha aggiunto il Fatto Quotidiano.