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Nomine, Starace verso la riconferma in Enel?

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A via XX Settembre il gradimento va alla continuità nelle nomine in Enel. Per il Mef si preannuncia un megadividendo da circa 780 milioni di euro il prossimo anno, rispetto ai 671 dell’esercizio precedente

Con la fine dell’anno e l’avvicinarsi imminente – a primavera prossima – della scadenza dei cda delle quotate di Stato, tornano a farsi sentire prepotenti i rumors sul totonomine. Malgrado nelle scorse settimane si fosse ventilato negli ambienti che contano la possibilità che il numero uno di Enel Francesco Starace avesse terminato il suo mandato nell’azienda di Viale Regina Margherita e fosse in procinto di transitare in Eni, le ultime notizie lo confermano saldo al timone dell’azienda energetica.

PER IL MEF IL GRADIMENTO VA ALLA CONTINUITÀ DEL PIANO ZERO-EMISSIONI E TRANSIZIONE ENERGETICA

“Francesco Starace, che con l’approvazione del bilancio 2019 chiuderà il suo secondo mandato alla guida dell’Enel, terrebbe più alla riconferma che a un passaggio in quel di San Donato, e negli ambienti vicini all’azionista Mef (23,5%) l’ipotesi sta prendendo piede”, scrive Mf-Milano Finanza. Secondo il quotidiano, infatti, “a via XX Settembre il gradimento va alla continuità del piano zero-emissioni e transizione energetica, ma anche alla politica di dividendi crescenti”.

STARACE HA SEMPRE NEGATO

“Di un presunto desiderio di Starace di passare al Cane a sei zampe (anche l’ad Claudio Dcscalzi è in scadenza) si parla da mesi – si legge ancora su Mf-Milano Finanza -, ma il diretto interessato ha ovviamente sempre negato. Andando oltre le smentite di rito: ‘Non considero una promozione andare all’Eni e non ho nessuna intenzione di andarci. Non c’entro niente e non avrei nessuna capacità da dare’, è la posizione. All’Enel, intanto, Starace ha già disegnato il percorso del gruppo verso la nuova fase della transizione energetica, per la quale nel nuovo piano al 2022, si prepara a investire circa 14,4 miliardi di euro dedicati alla crescita nelle rinnovabili (+22%) e altri 13,3 miliardi alla transizione energetica”.

ENEL SI È GUADAGNATA UN POSTO NELLO STOXX EUROPE 50

“Del duello a distanza Eni-Enel si è ripreso a parlare non solo per i desiderata attribuiti di volta in volta a Starace, ma anche in termini di capitalizzazione di mercato. Considerata un’azione più conservativa, quella dell’ex monopolista elettrico è cresciuta da gennaio di circa il 40%, tanto che il market cap il 30 ottobre ha toccato addirittura quota 70 miliardi di curo, primo posto nel listino italiano e prima azienda nel settore utilities in Europa, fino a guadagnarsi l’ammissione nello Stoxx Europe 50, che raccoglie titoli che insieme coprono circa il 50% dell’intero flottante del mercato azionario europeo”, ha concluso il quotidiano finanziario ricordando che nell’esercizio 2019, agli azionisti Enel andranno 0,33 euro per azione rispetto ai 0,28 nel 2018. Per il Mef significa un assegno di circa 780 milioni di euro, rispetto ai 671 dell’esercizio precedente, cifra che potrebbe salire quasi a un miliardo al termine dell’arco di piano.