Territori

Nozze in vista tra A2A e la brianzola Aeb

A2A

A2A e Aeb hanno completato positivamente la fase di studio della partnership industriale. Aggregazione con scissione parziale di Unareti, obiettivo efficacia dal 1 luglio.

Dopo il sì bipartisan alle linee guida presentate dalla Lega con maggioranza e minoranza che si sono trovate d’accordo alle nozze tra Aeb e A2A, arriva l’ufficialità. I cda della multiutility A2A e Ambiente Energia Brianza, Aeb, hanno infatti definito “il percorso di studio di fattibilità per la realizzazione del progetto di partnership territoriale”, spiega una nota.

L’ACCORDO

I due gruppi hanno “completato positivamente la fase di studio della partnership industriale” con l’approvazione dei cda di Unareti (100% da A2A) e di Aeb di un progetto di aggregazione: l’operazione si farà con una scissione parziale di Unareti a favore di Aeb. Il progetto prevede che il ramo d’azienda oggetto di scissione sia costituito da alcuni asset di distribuzione gas nelle province di Milano e Bergamo e dall’intera partecipazione nella società dedicata alle attività di illuminazione pubblica: Aeb arriverebbe così a beneficiare di 79 mila punti di riconsegna del gas e diventerebbe il polo di sviluppo del gruppo nel segmento dell’illuminazione pubblica, con oltre 250mila punti luce. Oltre a questo, A2A farà il suo ingresso nel capitale di Aeb con una quota del 33,5%.

LA MOZIONE LEGHISTA

Il via libera è stato favorito la scorsa settimana dall’ok alla mozione leghista, presentata da Stefano Casiraghi, dal titolo ‘Le regole brianzole per una possibile partnership tra Aeb ed A2A’. In sostanza, la maggioranza del capitale sociale di Aeb resterebbe in mano ai Comuni soci, con capofila Seregno (Monza): “A2A diventerebbe partner industriale della Società, con prerogative di governance adeguate a consentire il consolidamento”.

ORA SERVE IL VIA LIBERA DI COMUNI, AZIONISTI E CDA

Naturalmente ora, il progetto di partnership sarà sottoposto all’approvazione dei consigli comunali, dell’assemblea degli azionisti di Aeb e del cda di A2A. Per essere definitiva, l’operazione dovrà terminare la fase di due diligence e avere il via libera antitrust. Le linee guida strategiche già condivise, verranno declinate nelle prossime settimane nel Piano Industriale di Aeb e “le parti hanno condiviso l’obiettivo di perfezionare il progetto di aggregazione con efficacia 1 luglio 2020”. La nuova Aeb post aggregazione potrà contare su un ebitda di oltre 50 mln, raggiungendo una dimensione rilevante nel panorama nazionale, “con la possibilità di attivare sin da subito sinergie commerciali, industriali ed operative in tutti i settori”.