Sostenibilità

Nucleare, eccco la fotografia di Arera sul decommissioning italiano

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Besseghini in audizione in commissione Ecomafie ha evidenziato criticità ed elementi positivi del decommissioning nucleare italiano

“Al fine di contenere il costo complessivo della commessa nucleare, nell’interesse dei clienti del servizio elettrico, l’autorità ha definito da diversi anni una regolamentazione improntata all’efficienza che punta a incentivare la riduzione dei costi e accelerare l’avanzamento. Nel convincimento che l’accelerazione dell’attività di decomissioning sia lo strumento principale per contenere i costi della commessa nucleare migliorando la sicurezza nucleare dei siti”. Lo ha detto il presidente di Arera in audizione in commissione Ecomafie sulla questione dei rifiuti nucleari italiani.

COSA FA ARERA NEL SETTORE DEI RIFIUTI NUCLEARI

Arera verifica la congruità dei criteri per il rimborso dei costi sostenuti per lo smantellamento delle centrali nucleari, la chiusura del ciclo del combustibile e le attività connesse. Le risorse vengono raccolte dagli oneri di sistema con una componente tariffaria dedicata in bolletta, A2-Rim. Tali oneri nucleari vengono aggiornati sulla base dei programmi di Sogin e tenendo conto dei criteri di efficienza economica. Per quanto riguarda il deposito nucleare “a regime i costi del deposito nazionale saranno a carico degli oneri nucleari solo per la parte afferente alla commessa nucleare, la parte restante rimborsati all’utente elettrico con costi di conferimento.

LA REGOLAZIONE DI ARERA COME FUNZIONE DI STIMOLO

“L’Autorità ha definito periodi pluriennali di regolazione individuando dettagliati criteri di efficienza economica” e introducendo “meccanismi incentivanti per accelerare l’attività di decommissioning” come “meccanismi premio-penalità sul raggiungimento di obiettivi” o “price cap”. La regolazione dell’Autorità, ha ammesso Besseghini presenta “un’importante funzione di stimolo per Sogin, per la pianificazione basata sui programma a vita intera, sui programmi scorrevoli, sulle commesse per task. Tuttavia tale pianificazione necessita di alcuni significativi miglioramenti”, ha ammesso il presidente di Arera.

TAVOLO PERMANENTE DIVENTI VERA E PROPRIA CABINA DI REGIA

“L’Autorità si è fatta promotrice da anni di un tavolo di coordinamento tecnico con Mise e Dpartimento radioprotezione di Ispra poi confluito in Isin. Il confronto si è rivelato efficace e ha definito gli obiettivi critici della commessa nucleare per distinguere le responsibilità endogene di Sogin da quelle di costante ritardo nell’avanzamento basate su elementi di natura esogena. Nel 2019 anche a seguito di una necessità sollevata da Arera, il Mise ha promosso un tavolo permanente con la partecipazione di ministero Ambiente, Mef, Isin e Autorità che accanto al rafforzamento del tavolo tecnico promuovesse un confronto di alto livello tra strutture di indirizzo politico. L’Autorità “nel cogliere con favore questo tavolo permanente” auspica che “questa iniziativa possa diventare “una vera e propria cabina di regia” capace di condurre “all’effettivo rafforzamento del coordinamento” tra le varie amministrazioni “nel comune intento di spingere il processo di decommissioning verso obiettivi più sfidanti in termini di efficienza ed efficacia”.

AUMENTATI I VOLUMI DI SMANTELLAMENTO

In ogni caso, ha sottolineato Besseghini, “l’attività svolta ha sortito alcuni importanti effetti” come un “aumento dei volumi di smantellamento da circa 15-30 mln di euro all’anno di costi esterni-interni 2001-2007 agli attuali 60 mln di euro l’anno di soli costi esterni con un massimo raggiunto nella gestione 2018 di 76 mln di euro”. Ma anche un “miglioramento del rapporto tra costi di struttura e costi totali di smantellamento da una media del 76% nel periodo 2002-2004 a circa il 44% nel 2017 e 2018” con una “maggiore focalizzazione sui progetti strategici della commessa nucleare più che raddoppiati rispetto al periodo precedente”, ha spiegato Besseghini.

COSTI QUASI RADDOPPIATI RISPETTO A QUANTO PREVENTIVATO: DA BOLLETTE 3,5 MILIARDI MA NE SERVIRANNO ALTRETTANTI

Recentemente l’Autorità ha però “espresso al governo la propria insoddisfazione per i flebili miglioramenti registrati a fronte dei persistenti ritardi che si stanno accumulando e alla urgente necessità di affrontare alcune criticità anche legate alla governance inerenti al processo di smantellamento”. Ad esempio, l’attività di regolazione dell’Authority “si sta rivelando di limitata efficacia ai fini di una decisa accelerazione dell’attività di decommissioning” e “non ha potuto evitare continue attività di ri-pianificazione” con aumento dei tempi e dei costi. “La natura strutturale delle criticità emerge dall’analisi di diversi programmi a vita intera o dei programmi quadriennali” e dalla “persistente difficoltà di Sogin di rispettare le previsioni di avanzamento in termini di tempi e di costi”. Questo allungamento dei tempi di decommissioning “ha determinato conseguenze dirette sui costi attesi a vita intera che ad oggi risultano quasi raddoppiate rispetto a quanto previsto nel 2001”. Giova ricordare, ha aggiunto Besseghini che i programmi nucleari “hanno pesato sulle bollette per 3,5 mld di euro e per raggiungere l’obiettivo di greenfield serviranno altrettante risorse oltre agli investimenti necessari per il deposito nazionale”.

MANCATA PUBBLICAZIONE CNAPI TRA LE CRITICITA’

Tra le criticità esogene – “su cui continuano a non registrarsi miglioramenti” – riconosciute dal presidente di Arera, vi è “la mancata pubblicazione della Cnapi, primo passo per l’avvio dell’iter di individuazione del sito per il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, snodo essenziale per il processo di decommissioning e per i costi ad esso associati”, né “paiono essere prossime ad essere risolti i problemi di dotazione organica di Isin”. Il deposito nazionale, ha detto Besseghini “non solo è essenziale per chiudere la commessa nucleare ma anche al paese per la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari prodotti. In tema di costi già nel 2014 abbiamo inviato al Parlamento una segnalazione per evidenziare alcune criticità dovute alla copertura dei costi utilizzando la componente A2”.

ARERA ORIENTA A MODELLO DI CONTENIMENTO ONERI

“In mancanza delle auspicate modifiche del quadro normativo, l’Autorità è orientata a utilizzare, già a partire dal 2020, un modello di regolazione ancor più focalizzato a contenere, nel breve termine, gli oneri posti in capo ai clienti elettrici, anche facendo leva su meccanismi penalizzanti per Sogin,a fronte di ulteriori allungamenti dei tempi necessari al completamento della commessa nucleare e, dunque, del suo costo totale atteso”, ha detto Besseghini.

NECESSARIO ASSICURARE CHIAREZZA E STABILITÀ AGLI OBIETTIVI E ALL’ASSETTO SOCIETARIO DI SOGIN

“A fronte del persistere delle criticità rappresentate, l’Autorità rinnova ancora il proprio appello al Parlamento e al Governo, affinché sia impressa una svolta decisiva alla complessa questione del decommissioning degli impianti nucleari. Al fine, dunque, di porre rimedio, nel medio-lungo termine, alle criticità ‘di sistema’ di cui soffre la commessa nucleare e alle problematiche relative al potenziamento di ISIN, nonché all’avvio del processo per l’individuazione del sito in cui realizzare il Deposito nazionale, l’Autorità auspica la ridefinizione di un quadro normativo e istituzionale in grado di bilanciare le primarie istanze di sicurezza con quelle di economicità e speditezza del processo di decommissioning”, ha sottolineato il presidente di Arera. L’Autorità reputa, inoltre “necessario assicurare chiarezza e stabilità agli obiettivi e all’assetto societario di Sogin, affinché la stessa sia in grado di assolvere con continuità e sollecitudine alle proprie delicate funzioni. La regolazione può apportare un contributo al miglioramento dell’andamento delle attività di smantellamento delle centrali elettro-nucleari solo nel caso in cui sia attuato un controllo coordinato, attraverso una governance unitaria, di tutti gli aspetti che la caratterizzano. A tale scopo, l’Autorità evidenzia l’opportunità di valutare la riunificazione delle funzioni di regolazione e controllo (anche di tipo economico), attualmente svolte dalla stessa Autorità,in capo ai Ministeri competenti, e il parallelo trasferimento alla fiscalità generale degli oneri nucleari che, quindi,non graverebbero più sulla bolletta elettrica”. L’Autorità conferma, in ogni caso, “il proprio impegno a continuare a svolgere la propria funzione indipendente di tutela dei clienti dell’energia elettrica, qualora gli oneri generali non siano trasferiti a carico della fiscalità generale, nonché a continuare a fornire il proprio contributo nelle diverse sedi istituzionali. In tale ipotesi, l’Autorità ribadisce l’importanza del Tavolo di coordinamento tra le istituzioni interessate che si auspica, come già richiamato, possa assumere un ruolo di vera e propria Cabina di regia, dotata di adeguati poteri di coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali,in modo da assicurare il necessario confronto e raccordo politico, strategico e funzionale su una materia di tale rilevanza per il Paese”, ha concluso Besseghini.

LA MEMORIA DEPOSITATA DA ARERA