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Ondata di gelo artico fa aumentare la domanda di energia, l’Europa allo stress test

Inverno Europa

All’inizio della prima ondata di freddo i prezzi dell’elettricità sono aumentati vertiginosamente, poiché le basse velocità del vento hanno impedito alle turbine eoliche di generare energia

La maggior parte dei sistemi energetici europei dovrà affrontare la prova più dura questo inverno, quando una cosiddetta “irruzione artica” (in inglese “arctic blast)” che porterà temperature gelide determinerà inevitabilmente un aumento della domanda di energia e riscaldamento nelle prossime due settimane.

LE PREVISIONI METEO PER I PAESI NORDICI

I Paesi nordici, il Regno Unito e la Germania vedranno tutti delle temperature inferiori alla media nelle prossime due settimane, con le temperature che nella capitale norvegese Oslo all’inizio della prossima settimana dovrebbero scendere fino a -9,5°C, secondo una previsione meteorologica di Maxar Technologies citata da Bloomberg.

Nel Regno Unito, lunedì scorso il Met Office ha avvertito di aver emesso una serie di allerte meteo “poiché una massa d’aria marittima artica porterà freddo nel Regno Unito, con il rischio di rovesci e neve. Sebbene non sia chiaro quanto durerà questo periodo di freddo, la situazione potrebbe proseguire fino alla prossima settimana, con le temperature che rimarranno ben al di sotto della media per questo periodo dell’anno”.

DOPO UN AUTUNNO CALDO, ARRIVA IL FREDDO

Dopo un autunno caldo con temperature elevate, l’ondata di freddo delle prossime due settimane sarà il primo vero banco di prova per gli sforzi di risparmiare energia di molti Paesi europei. All’inizio della prima ondata di freddo, la scorsa settimana, i prezzi dell’energia elettrica in Europa sono aumentati vertiginosamente, poiché le basse velocità del vento hanno impedito alle turbine eoliche di generare energia.

LA RIPRESA DELLA PRODUZIONE EOLICA

All’inizio di questa settimana la produzione eolica è invece schizzata, spingendo i prezzi dell’energia elettrica in Europa verso il basso all’inizio di martedì ed allentando parte della tensione sui sistemi energetici. La produzione di energia eolica in Germania ha iniziato a riprendersi, così come quella del Regno Unito. Lunedì scorso la National Grid ESO ha affermato che domenica 4 dicembre l’eolico ha generato il 36,1% dell’elettricità britannica, seguito dal gas (29,2%) e dal nucleare (15,4%). I prezzi dell’energia elettrica in Europa, tuttavia, dovrebbero rimanere elevati almeno per le prossime due settimane, a causa dell’ondata di freddo.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Per quanto riguarda l’Italia, se per il momento il rischio di blackout è da escludere, il maltempo sta rendendo la situazione complicata. Il ponte dell’Immacolata vedrà temperature decisamente più basse e perturbazioni in gran parte del Paese, portando piogge, temporali e anche nevicate. Con il caro energia e i prezzi del gas in rialzo da settimane, poi, è probabile che molti italiani decideranno di incrementare l’uso del riscaldamento.

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