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Oneri di sistema, FdI a Mise e Mef: Sono deducibili dai bilanci di Eni ed Enel?

Fine tutela

Secondo Bignami se gli oneri di sistema fossero deducibili si creerebbe una ‘partita di giro’ singolare e tale per cui, da un lato, le società incasserebbero gli oneri dagli utenti e, dall’altro, deducendo tali oneri, verserebbero importi verosimilmente molto più ridotti allo Stato in termini di tassazione”.

Eni ed Enel deducono gli oneri di sistema dal bilancio? Arriva da Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia un’interrogazione a risposta scritta che chiede al governo proprio se “intenda adottare le iniziative di competenza per verificare che gli oneri siano effettivamente deducibili dai bilanci delle due società per azioni”. E se si intendano, per questo, “adottare iniziative per apportare correttivi normativi volti a superare le criticità in relazione ai tributi che le due società per azioni versano alle casse erariali”.

LA VAGHEZZA DEL CONCETTO ‘ONERI DI SISTEMA’

L’interrogazione di Bignami è rivolta a Mef e Mise. Secondo l’esponente di FdI “gli ‘oneri di sistema’ presenti tra le voci delle bollette elettriche e del gas pagate dagli utenti finali comprendono i corrispettivi destinati alla copertura dei costi relativi ad attività di interesse generale sia per il sistema elettrico che per il sistema gas”. Di tali oneri “si era ampiamente parlato in occasione della delibera n. 50 dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente del 1° febbraio 2018 con la quale si stabilì che l’ammontare delle morosità andava ‘spalmato’ sui contribuenti adempienti. La decisione, assunta dopo una serie di sentenze, scatenò molte polemiche in particolare da parte del Codacons che aveva preparato un ricorso al Tar della Lombardia. Nella stessa occasione si puntò l’attenzione anche sulla vaghezza del concetto di ‘oneri di sistema’”.

SONO DEDUCIBILI IN BILANCIO?

“Il Tar della Lombardia aveva successivamente respinto il ricorso confermando, pertanto, che la socializzazione degli oneri di sistema non versati era legittima”. In questo senso, scrive Bignami, “l’Enel (della quale il Ministero dell’economia e delle finanze rimane il principale azionista) e l’Eni (i cui principali azionisti sono Cassa depositi e prestiti e Ministero dell’economia e delle finanze) sono due società per azioni; pertanto i cosiddetti oneri dovrebbero essere deducibili dal bilancio. In tal modo, si creerebbe una ‘partita di giro’ singolare e tale per cui, da un lato, le società incasserebbero gli oneri dagli utenti e, dall’altro, deducendo tali oneri, verserebbero importi verosimilmente molto più ridotti allo Stato in termini di tassazione”. Da qui la richiesta del parlamentare ai due dicasteri.