Il documento impegna l’esecutivo a promuovere il negoziato in Unione Europea. Sima e Consumerismo evidenziano i risparmi energetici, i benefici per il commercio e la riduzione degli incidenti stradali.
È stata illustrata nel corso di una conferenza stampa alla Camera, la risoluzione per impegnare il governo a sperimentare un orario unico permanente, con l’obiettivo di fare dell’Italia un apripista in Europa per il superamento del doppio passaggio stagionale tra ora legale e ora solare. L’iniziativa è promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e da Consumerismo No Profit, organizzazioni promotrici della petizione online “Ora legale per sempre” su Change.org, che ha raccolto quasi 360mila firme. Primo firmatario del documento è l’onorevole Andrea Barabotti (Lega), che ha condotto l’indagine parlamentare sull’ora legale permanente presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera.
GLI IMPEGNI RICHIESTI AL GOVERNO
Nello specifico, il testo prende atto della convergenza unanime registrata in Italia sullo stop al cambio d’ora e chiede all’esecutivo di promuovere nelle competenti sedi dell’Unione europea la ripresa e la conclusione del negoziato sulla proposta COM(2018) 639 relativa alla soppressione dei cambi stagionali, sostenendo per l’Italia l’adozione dell’ora legale permanente. Il documento impegna inoltre il governo a trasmettere alla Commissione europea i risultati dell’indagine conoscitiva e delle analisi acquisite, nonché a sostenere una sperimentazione europea dell’ora legale permanente con la partecipazione italiana, previa definizione della necessaria base giuridica e introducendo un monitoraggio degli effetti energetici, sanitari ed economico-sociali.
I VANTAGGI ENERGETICI ED ECONOMICI
L’indagine parlamentare ha messo in luce i molteplici benefici legati all’adozione di un orario unico. Sulla base dei contributi forniti da Terna, per il 2026 il regime vigente di sette mesi di ora legale comporterà una riduzione dei consumi di circa 302 GWh, a cui si aggiungerebbero altri 160 GWh circa in caso di estensione ai mesi invernali, per un beneficio complessivo annuo di circa 462 GWh. Calcolando il risparmio sul costo medio del kilowattora per il cliente domestico tipo secondo i dati ARERA, il beneficio economico per il sistema ammonterebbe a circa 120 milioni di euro per il 2026. Terna ha inoltre escluso criticità significative per la gestione e il bilanciamento del sistema elettrico, mentre il CODACONS ha evidenziato la riduzione degli oneri organizzativi legati al cambio d’ora.
IMPATTI SUL COMMERCIO, SUL TURISMO E SULLE CONDIZIONI DI LAVORO
Le organizzazioni della distribuzione e del commercio hanno sottolineato che una maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore di punta dei consumi favorisce la frequentazione degli spazi urbani e commerciali, stimolando la spesa, il benessere sociale e la percezione di sicurezza. Benefici analoghi sono stati segnalati dai settori del turismo e della ristorazione, grazie all’estensione della finestra di luce utile nei periodi autunnale e invernale per la fruizione di centri storici, borghi e attività all’aperto.
Sul fronte della sicurezza stradale, la SIMA ha richiamato uno studio secondo cui l’ora legale tutto l’anno può ridurre le morti di pedoni fino al 13% nelle fasce orarie 5-10 e 16-21. Le organizzazioni sindacali hanno tuttavia posto come condizione che i vantaggi di luce non si traducano in peggioramenti delle condizioni lavorative, estensioni d’orario o compressioni dei tempi di recupero. Dal punto di vista medico-scientifico, la medicina del sonno individua nell’ora solare permanente l’opzione più coerente con i ritmi circadiani, mentre contributi di carattere medico-epidemiologico hanno espresso valutazioni favorevoli o non ostative al mantenimento dell’ora legale permanente.

