Il mandato si concluderà il 1° febbraio dopo tre anni segnati dalla trasformazione del Gestore in motore della transizione energetica. Nel 2025 erogati 16 miliardi di incentivi e sbloccati 10 GW di nuove rinnovabili.
“Dopo quasi 3 anni di mandato e molti traguardi raggiunti assieme, dal 1° febbraio 2026 lascerò la Presidenza del Gestore dei Servizi Energetici. La decisione non è stata facile, ma è arrivato il momento di intraprendere nuove sfide professionali. Ringrazio i colleghi del CdA e i membri del Collegio Sindacale, con i quali vi è stata da subito e costantemente piena armonia e totale condivisione nelle scelte strategiche che hanno fatto evolvere il ruolo del GSE a soggetto centrale, motore e abilitatore della transizione energetica al servizio del Paese. E questo è molto importante. Ringrazio sentitamente tutto il personale, a partire dal mio staff, una squadra di donne e uomini, molti giovanissimi, oltre 700 persone che, in questi quasi tre anni alla guida del GSE, ho osservato operare quotidianamente, apprezzandone competenza, responsabilità, passione, spirito innovativo e profondo senso delle Istituzioni: valori non comuni, che conserverò con stima e riconoscenza. Oggi il GSE ha un volto nuovo, riconosciuto da molti. Non è più percepito come un ostacolo burocratico allo sviluppo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, ma come un alleato prezioso al servizio di cittadini, imprese, operatori, associazioni e Pubbliche Amministrazioni. Insieme abbiamo lavorato e investito per rafforzare il dialogo con il territorio, diffondere la cultura della sostenibilità, colmare la distanza con i nostri interlocutori, migliorare l’accessibilità agli strumenti di sostegno per la transizione energetica e consolidare il ruolo del GSE come partner tecnico affidabile ed efficiente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Governo. Un sentito grazie ai Ministri Giorgetti e Pichetto Fratin per la fiducia accordata nell’avermi indicato alla Presidenza del GSE”. Così Paolo Arrigoni in un post sui social. “Il Consiglio di Amministrazione ringrazia il Presidente Paolo Arrigoni per l’attività svolta e per il contributo fornito nel corso del mandato”, si legge invece in una nota ufficiale del Gestore dei servizi energetici.
I NUMERI DI UN 2025 DA RECORD E LA RIVOLUZIONE DEL GSE
Il bilancio operativo che Arrigoni lascia in dote al suo successore è impressionante e descrive una società che nel corso dell’ultimo anno ha letteralmente cambiato pelle. “Nel 2025 abbiamo dato impulso alla transizione energetica del Paese, trasformando il GSE da semplice soggetto attuatore a facilitatore e abilitatore di investimenti”, aveva dichiarato recentemente Arrigoni tracciando le linee guida per il futuro. Sotto la sua presidenza, i meccanismi di sostegno gestiti sono passati da circa venti a ben quarantatré, arrivando a erogare sedici miliardi di euro di incentivi a imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini. A questi si aggiungono i 4,4 miliardi legati ai bandi del PNRR, gestiti con una puntualità che ha evitato i temuti ritardi europei. Grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale e alla riorganizzazione delle procedure interne, i tempi delle istruttorie sono stati drasticamente ridotti, nonostante un organico rimasto pressoché invariato.
ENERGY RELEASE E COMUNITÀ ENERGETICHE: IL LASCITO TECNICO
Non si tratta solo di freddi numeri contabili, ma di strumenti strutturali che stanno determinando la competitività del sistema Italia. Arrigoni è stato l’architetto dell’Energy Release, il meccanismo che ha permesso alle imprese energivore di accedere a 24 TWh annui di energia a prezzi calmierati (65 euro al MWh), e del bando FERX transitorio, che con un’unica procedura ha sbloccato quasi 10 GW di nuova capacità rinnovabile tra fotovoltaico ed eolico. “Un risultato che porterà a un abbattimento di circa 350 milioni all’anno per vent’anni degli oneri generali di sistema nelle bollette degli utenti”, sottolineava il presidente uscente durante gli ultimi tavoli istituzionali. Sotto la sua guida, anche le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono finalmente decollate, superando le 2600 configurazioni operative e uscendo da una fase di stallo burocratico che durava da anni.
UN RITORNO ALLA PROFESSIONE?
Dal 1° febbraio, Arrigoni dovrebbe tornare a occuparsi di automazione industriale e consulenza energetica da libero professionista. Il GSE perde così – con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del mandato prevista in occasione dell’approvazione del Bilancio d’esercizio 2026 – una guida tecnica capace di dialogare con i settori “Hard to Abate” e di formare gratuitamente oltre 42mila tecnici per la pubblica amministrazione. Resta ora da capire chi erediterà la gestione del Conto Termico 3.0, la misura da 900 milioni di euro annui appena varata, e chi garantirà il rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 per la firma degli atti d’obbligo del PNRR. In un momento in cui l’Italia avrebbe bisogno di stabilità e competenza per vincere la sfida del cambiamento climatico, la politica sceglie ancora una volta di regolare i conti interni, rinunciando a una delle sue eccellenze più preparate.

