Scenari

Per FI operatori fotovoltaico a rischio: “Governo intervenga”

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“Chiediamo al Governo di valutare, se non una espressa rinuncia al divieto di cumulo, almeno un differimento del termine di versamento, dal 30 giugno al 31 dicembre” sul fotovoltaico

“Il prossimo 30 giugno, centinaia di operatori del fotovoltaico rischiano la chiusura, dovendo pagare all’erario ciascuno cifre medie nell’ordine dei 300 mila euro, che in alcuni casi raggiungono anche diversi milioni. Infatti, l’art. 36 del d.l. 124/2019 ha introdotto il divieto di cumulo fra la deduzione fiscale per i c.d. investimenti ambientali (il c.d. “Tremonti Ambiente” previsto dalla l.n. 388 del 2000) e gli incentivi del III, IV e V Conto Energia. Sennonché tale divieto di cumulo era stato in precedenza escluso dal giudice amministrativo, cui gli operatori economici sono adesso tornati a rivolgersi per far valere l’incostituzionalità di questo intervento legislativo ex post”. Così i deputati di Forza Italia Maurizio D’Ettore, Francesco Cannizzaro e Stefano Mugnai in un’interrogazione urgente alla Presidenza del Consiglio, al MEF e al MISE.

SI AVVICINA LA SCADENZA DEL 30 GIUGNO

“Ora, la scadenza del 30 giugno si avvicina inesorabile, i giudizi sono sospesi per la proposizione di una questione di giurisdizione e i titolari degli impianti fotovoltaici si trovano davanti alla tragica scelta di dover pagare, col pericolo di arrecare un danno irreversibile alla propria sopravvivenza sul mercato, oppure non rispettare la scadenza, con tutti i rischi che cio’ comporta, anche sotto il profilo della decadenza dagli incentivi”, sottolineano i tre forzisti.

SITUAZIONE PARADOSSALE

“La situazione è davvero paradossale: in un momento storico in cui l’emergenza sanitaria ha determinato ingenti danni all’economia del Paese, e in cui la strada della ripresa non potrà che passare per la valorizzazione delle energie rinnovabili, mettere a repentaglio una importante fetta degli imprenditori del comparto, peraltro con benefici molto ridotti (in proporzione al danno arrecato) per l’erario, è uno scenario che francamente non ci possiamo permettere. In perfetta consonanza con quanto fatto per molte altre scadenze, chiediamo al Governo di valutare, se non una espressa rinuncia al divieto di cumulo, almeno un differimento del termine di versamento, dal 30 giugno al 31 dicembre, per consentire la definizione dei giudizi pendenti e permettere comunque agli operatori economici di superare la congiuntura di crisi che stiamo attraversando prima di procedere alla eventuale restituzione. In ogni caso, dobbiamo dare risposte immediate e chiare alle imprese, nel rispetto del loro legittimo affidamento, già più volte calpestato anche in passato”, hanno concluso D’Ettore, Cannizzaro e Mugnai.