Scenari

Per i bacini pre-salt brasiliani tutto rinviato al 2020

Secondo i calcoli degli esperti, questi blocchi hanno il potenziale per aumentare il volume attuale delle riserve petrolifere del Brasile di ben il 50%

Il governo ha rinviato al prossimo anno la discussione sulla definizione dei blocchi esplorativi di petrolio e gas in una promettente area di pre-salt situata oltre i limiti della Zona Economica Esclusiva (ZEE), 200 miglia nautiche al largo della costa brasiliana. La questione non sarà, quindi, discussa durante riunione del Consiglio nazionale per la politica energetica (CNPE), che rimanda l’argomento al 2020.

RISERVE NELL’ORDINE DEI 13 MILIARDI DI BARILI

Secondo i calcoli degli esperti, questi blocchi hanno il potenziale per aumentare il volume attuale delle riserve petrolifere del Brasile di ben il 50%, attualmente nell’ordine di 13 miliardi di barili. Prima delle scoperte pre-salt, le riserve brasiliane ammontavano a 11,4 miliardi di barili di petrolio.

LA QUESTIONE DELLA ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA

Il problema principale riguarda la collocazione delle riserve: in genere la piattaforma continentale di un paese è un termine legale che coinvolge lo spazio in mare su cui il paese ha diritto ed esclusività nell’esercizio di un’attività economica ed è all’interno 200 miglia nautiche. In questi casi si parla di Zone economica esclusiva. Il margine continentale, invece, è un concetto geologico. E in alcuni casi, supera le 200 miglia. In queste situazioni, il paese può chiedere all’Onu di esplorare quest’area, pagando royalties del 5%. Il Brasile ha presentato il suo caso nel 2004 ma la discussione non è ancora conclusa. Una volta terminato il contenzioso, il paese potrebbe offrire queste aree al mercato.