Scenari

Perché i mercati dell’energia scommettono sul freddo

mercati inverno

La possibilità di un inverno freddo, unita al fatto che molte più persone passeranno del tempo a casa a causa della pandemia, fa ben sperare i mercati energetici

Questa settimana i prezzi spot per il gas naturale liquefatto in Asia hanno raggiunto i massimi in oltre undici mesi. Il rialzo si spiega con le previsioni di un inverno più freddo del normale, che potrebbe far crescere la domanda di combustibile per il riscaldamento. Ma quello asiatico non è l’unico esempio: la settimana scorsa i prezzi spot del propano negli Stati Uniti hanno toccato i valori più alti dall’inizio dell’anno, e in Europa il gas naturale è salito ad un livello che non si vedeva dall’inizio della pandemia di coronavirus.

LE CAUSE DELL’AUMENTO DEI PREZZI

I traders stanno scommettendo che il prossimo inverno sarà più rigido del solito, vista la formazione di un fenomeno climatico nell’Oceano Pacifico noto come La Niña che – al contrario del Niño – causa un raffreddamento delle acque. Ci si aspetta, dunque, che La Niña porti temperature invernali sotto la media nell’Europa meridionale, nell’Asia settentrionale, nel Canada occidentale e in alcune zone nel nord degli Stati Uniti.

Questa situazione, unita al fatto che molte più persone passeranno del tempo a casa – per lavorare o per studiare, ma anche per rilassarsi – a causa della pandemia da coronavirus e delle nuove restrizioni agli spostamenti, fa ben sperare i mercati energetici.

VERSO UN DOPPIO RISCALDAMENTO?

Visti i maggiori consumi per il riscaldamento e l’elettricità, si prevede che nei prossimi mesi la domanda domestica di energia aumenterà. Se anche la domanda energetica degli edifici commerciali dovesse mantenersi su buoni livelli – al momento, molti uffici sono ancora aperti – si potrebbe verificare una situazione di “doppio riscaldamento”, scrive Bloomberg.

Sul ragionamento pesa però una grande incognita. Non è chiaro cioè se questo “doppio riscaldamento” (domestico + commerciale) possa bastare a compensare il calo della domanda energetica da parte delle industrie, che solitamente sono le maggiori consumatrici di elettricità e di gas naturale.

TROPPA INCERTEZZA

Secondo gli esperti, i consumi di energia saranno più alti se ci sarà una divisione tra il lavoro da casa e quello in ufficio. Ma ancora non sappiamo quanto saranno rigide le nuove restrizioni e quanto dureranno, né quale impatto avranno sull’organizzazione lavorativa.

Sebbene lo smart working potrebbe far salire i consumi per il riscaldamento domestico in caso di ondate di freddo, non sappiamo a quanto ammonterà questa crescita. Più che un aumento generalizzato della domanda, poi, potrebbero esserci solo dei picchi occasionali.

Nei prossimi mesi, insomma, la domanda energetica risentirà dell’incertezza causata dalla situazione generale. Inoltre, nonostante i recenti rialzi, i prezzi del gas naturale in Europa e in Asia sono comunque ai livelli minimi stagionali in oltre un decennio.