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Nucleare Reattori Nucleari

Perché il nucleare può essere la soluzione per decarbonizzare e abbassare le bollette (e non solo)

Le audizioni sul nucleare alla Camera di Monica Tommasi presidente di Amici della Terra, Alberto Zerbinato, rappresentante di Anima Confindustria meccanica e Luca Romano, esperto di energia nucleare: ecco cosa hanno detto

Il nucleare? Può essere la soluzione per decarbonizzare il paese evitando consumo di territorio, ma anche per abbassare le bollette ai cittadini, mettere in sicurezza gli approvvigionamenti energetici e dare lavoro alle industrie di casa nostra. Nell’ultima audizione prima di Pasqua in Commissione Attività produttive della Camera, Monica Tommasi presidente di Amici della Terra, Alberto Zerbinato, rappresentante di Anima Confindustria meccanica e Luca Romano, esperto di energia nucleare ma anche divulgatore scientifico sui social con lo pseudonimo di Avvocato dell’Atomo, hanno affrontato il tema nel corso dell’indagine conoscitiva sul ruolo dell’energia nucleare nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione avviato qualche settimana fa dalla commissione di Montecitorio.

AMICI DELLA TERRA: IN CONGRESSO DIBATTITO PER RIESAMINARE NOSTRA POSIZIONE

“Amici della Terra tra 10 giorni terrà il suo congresso e ci sarà un dibattito per riesaminare la nostra posizione storica anti-nucleare dal 1976 visti i numerosi fatti che sono avvenuti in questi anni, come la guerra di Putin e la necessità di una sicurezza energetica che abbia fonti costanti e flessibili. In assenza di nucleare queste caratteristiche sono ancora quelle dei combustibili fossili” ha detto Tommasi. “Le politiche contro i cambiamenti climatici hanno ottenuto una forte affermazione in questi anni e sono diventate prioritarie senonché a livello mondiale queste strategie sono disattese”, ha aggiunto Tommasi. “Per noi il danno più grande è il consumo del suolo ovvero dalla dimensione dei danni collaterali al paesaggio e alla biodiversità, già oggi con 35 mila MW installati sono state deturpate grandi porzioni di territorio pregiato”, ha chiarito la presidente di Amici della Terra. “Il Pniec prevede che gli impianti siano triplicati entro il 2030 solo per cominciare. I dati sono dunque chiari: le rinnovabili elettriche intermittenti con i loro costi e impatti elevatissimi hanno mostrato che non risolvono i problemi energetici e il loro contributo alla decarbonizzazione è risibile, quindi per ridurre l’uso dei fossili la soluzione non potrà che essere il nucleare, non possiamo far finta di non volerlo e poi utilizzare quello francese. Solo a febbraio abbiamo importato 6,1TWh sui 25 richiesti dal paese, il 25% del totale” e “accettare che il nucleare rientri nei piani energetici nazionali”, ha concluso Tommasi.

ANIMA CONFINDUSTRIA MECCANICA: OPPORTUNITÀ PER INDUSTRIA ITALIANA DA IMPIANTI SMR

“Fa piacere che si torni a parlare di nucleare nel nostro paese perché ci sembra che la soluzione con sole e rinnovabili non sia possibile” ha affermato nel suo intervento Alberto Zerbinato. “La Francia come sapete è molto focalizzata sul nucleare punta a decarbonizzare con uno sviluppo del nucleare che arriverà al 70% anche se non sono chiare le percentuali nel programma a medio termine, mentre la Germania sul lato opposto si sta orientando sullo sviluppo delle rinnovabili che oggi è arrivato al 55%. Dicono che faranno energia per l’80% con fonti rinnovabili specializzandosi su eolico e combustione di biomasse”, ha aggiunto Zerbinato. “L’Italia ci sembra possa difficilmente arrivare a obiettivi di questo genere con il solo rinnovabile, a noi manca l’eolico”, ha aggiunto. “Inoltre i percorso autorizzativi per i termovalorizzatori sono complicati”.

“Il nucleare ha al momento costi elevati legati all’iper-regolamentazione, un’inattività industriale soprattutto da parte dei paesi intorno come noi nel comparto industriali e per la dimensione degli impianti”, ha chiarito Zerbinato. “L’opportunità che oggi è interessante anche per il nostro paese è quella dei generatori modulari, gli SMR. Che sono impianti nucleare di fissione” possono realizzati “in tre-quattro anni e si prestano ad essere industrializzati. E questo è il punto focale per la nostra industria”.

LUCA ROMANO: FALSO CHE SIA INQUINANTE, PERICOLOSA O COSTOSA

“È falso che l’energia nucleare sia una fonte inquinante e pericolosa” “o che il costo sia maggiore rispetto alle rinnovabili, se si considerano i dati della banca Lazard, secondo cui costi per stabilizzare l’intermittenza delle rinnovabili soprattutto nelle reti ad alta penetrazione di rinnovabili come quella californiana i costi esplodono sopra le più grandi centrali mai costruite”, ha sottolineato invece Luca Romano. “Quello di cui non si parla mai è che i costi sono una variabile che interessa i produttori non i cittadini che pagano un prezzo in bolletta che è deciso dai meccanismi di domanda e offerta della borsa elettrica. Ora quando le rinnovabili aumentano la penetrazione in rete si arriva a situazioni di saturazione – ha detto Romano – in cui le rinnovabili producono più del necessario e il prezzo va a zero. E non converrebbe produrla, per questo bisogna incentivarla. Questo costo non figura nei costi di produzione delle energie rinnovabili”, ha aggiunto Romano e addirittura bisogna incentivare anche l’energia che viene buttata. Quando poi il sole tramonta e il vento smette di soffiare vediamo che il prezzo di colpo si alza e lì devono intervenire impianti di backup solitamente centrali a gas ma nessuno costruirebbe un impianto di backup per lavorare solo poche ore al giorno quindi di nuovo questi impianti vanno incentivati in bolletta, cosa che già facciamo con il meccanismo del capacity market”.

“Il fatto poi che le rinnovabili lavorino in ore di bassa domanda e poi nelle ore di picco serale smettono di produrre, produce dei fenomeni di squeeze nella borsa elettrica cioè i prezzi dell’energia esplodono annullando il vantaggio dei prezzi bassi precedenti”, ha detto Romano. “Ora a cosa serve il nucleare? Il nucleare stabilizza i prezzi di rete perché diminuisce la distanza tra il picco della domanda e la quantità da fornire con il backup. Se andiamo a vedere i prezzi delle bollette dei paesi che fanno uso delle varie forme di energia, chi ha più rinnovabili come la California, ha i prezzi più alti degli Stati Uniti a parte del Hawaii – ha precisato Romano -. I 220 mld stanziati in Italia per le rinnovabili non hanno impedito di avere le bollette tra le più alte d’Europa, siamo al quarto posto e i 600 mld stanziati dalla Germania non gli hanno impedito di essere il terzo paese con le bollette più alte del Continente. I paesi che hanno energia nucleare hanno sicuramente investito costi più alti ma hanno delle bollette più basse come la Francia, la metà, la Svezia e la Finlandia. E anche per le imprese la situazione non cambia. La mancanza di competitività industriale è quella che sta facendo soffrire la Germania”.

“Il nucleare è una fonte nucleare con un costo capitale importante ma che consente un abbassamento dei prezzi finali perché stabilizza i meccanismi di domanda e offerta, le rinnovabili hanno dei costi capitale bassi e sono convenienti dal punto di vista del produttore ma hanno il grosso difetto di causare meccanismi di squeeze e di causare costi aggiuntivi che alla fine rendono l’elettricità più cara e il paese meno competitivo”, ha concluso Romano.

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