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Energetica

Perché la contraddizione energetica Ue pesa sui target climatici (e le casse degli Stati europei)

In Europa la tassazione energetica è più alta per le fonti decarbonizzate e sono presenti sussidi ai combustibili fossili: ma al prossimo Consiglio Affari economici e finanziari previsto per giovedì 22 febbraio a Gand potrebbe esserci la svolta per la proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dell’energia, presentata a luglio 2021.

In Europa c’è una forte contraddizione quando si parla di tassazione nel settore energetico: se il primo pensiero va all’idea che siano più tassate le fonti maggiormente inquinanti rispetto a quelle più ‘green’ si finisce per incappare in un errore: il carbone è infatti tassato in media a 2,9 euro per megawattora, mentre il gas naturale è tassato a 7 euro/MWh. L’elettricità, in confronto, è tassata a 32,1 euro/MWh secondo i dati sono di una recente relazione della Corte dei Conti europea.

SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI: 55 MLD L’ANNO IN UE

Non solo. I sussidi ai combustibili fossili – come le tasse basse su benzina e diesel – sono rimasti costanti nell’ultimo decennio, nonostante gli impegni della Commissione Europea e di alcuni Stati membri dell’Ue a eliminarli gradualmente.

Nel complesso, i sussidi per i combustibili fossili ammontano a più di 55 miliardi di euro all’anno e 15 Stati membri dell’Ue spendono più in sussidi ai combustibili fossili che in quelli alle energie rinnovabili, ha osservato la Corte – una cifra che non tiene conto del sostegno finanziario fornito alle famiglie povere durante l’attuale crisi del gas.

LE TASSE RAPPRESENTANO OLTRE IL 40% DELLA BOLLETTA

A rincarare la dose ci hanno pensato gli ultimi dati dell’associazione di categoria Eurelectric, secondo cui tasse e imposte rappresentano circa il 41% delle bollette elettriche degli europei.

LA DIRETTIVA SULLA TASSAZIONE ENERGETICA UE NON DECOLLA

Per questi motivi la Commissione Europea sta cercando da tempo di chiarire la situazione con una proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dell’energia, presentata a luglio 2021. L’obiettivo della Commissione è basare la tassazione sulle prestazioni ambientali, per garantire che le tasse siano inferiori per l’energia decarbonizzata rispetto a quelle applicate ai combustibili fossili.

Negli ultimi due anni, però, le discussioni si sono arenate a causa della regola dell’unanimità, che si applica alle questioni fiscali nell’Ue. La tassazione è di competenza esclusiva degli Stati membri, dando a ciascun Paese un diritto di veto.

“SITUAZIONE URGENTE” PER L’ELECTRIFICATION ALLIANCE, DI CUI EURELECTRIC È MEMBRO

In ogni caso, la situazione sta diventando urgente, afferma l’Electrification Alliance, di cui Eurelectric è membro.

“Finché ritarderemo questi negoziati, l’Ue non potrà affermare di aver completato il Green Deal o di aver affrontato in modo globale la crisi energetica”, ha affermato l’alleanza in una lettera inviata alla presidenza belga dell’UE il 15 febbraio.

IL 22 FEBBRAIO DIRETTIVA UE IN ODG A CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI DI GAND

Ma nei prossimi giorni le cose potrebbero accelerare. Secondo un insider del settore energetico, citato da Euractiv, la direttiva sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Affari economici e finanziari previsto per giovedì (22 febbraio) a Gand. Si prevede poi che la presidenza belga presenti una nuova proposta di compromesso entro la fine di febbraio.

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