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Perché le rinnovabili sono ferme al palo

Rinnovabili

Il Gse ha poca responsabilità. Gi indirizzi arrivano sempre da governo e politica che, spesso e volentieri, chiede al gestore di ‘stringere’ la cinghia

“Sono considerate dagli ambientalisti le grandi assenti nella programmazione energetica del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, ma soprattutto da qualche anno sono le grandi assenti nel mercato energetico italiano. Tra progetti per il gas, idrogeno e aperture al mini-nucleare, delle fonti di energia rinnovabile e delle sue infrastrutture ci si ricorda quasi esclusivamente quando diventano il centro di contestazioni tra istituzioni locali, aziende governo”. È quanto scrive il Fatto Quotidiano che fa un excursus sulla storia recente delle rinnovabili nel nostro paese e in particolare delle prime aste: “A quel tempo le aste andavano benissimo, arrivavano operatori dall’estero, gli impianti si moltiplicavano e pian piano anche i costi iniziavano ad abbassarsi. Poi, i problemi. ‘Fra il terzo e il quarto Conto Energia, l’Italia non ha saputo abbassare gradualmente gli incentivi al fotovoltaico- spiega l’avvocato Francesco Arecco, che da anni si occupa di questi temi -. Meccanismi di accesso entro terminivstrettissimi a incentivi molto
alti hanno richiamato gli speculatori. La reazione di politica e amministrazione è stata lenta ma molto forte: si è deciso di verificare tutti gli impianti già ammessi agli incentivi, anche a distanza di anni. E si sono revocati incentivi anche sulla base di criteri meramente formali, colpendo spesso gli operatori in perfetta buona fede. Questo – si legge sul quotidiano – ha reso l’Italia un Paese considerato ad alto rischio di investimento’. In pratica, nell’ultimo decennio c’è stato chi ha investito davvero e fondi che hanno speculato, con gli incentivi costruito mnagari impianti enormi dichiarandone invece tanti microscopici. Il paradosso: l’imprenditore serio, che magari aveva pianificato un rientro dell’investiemen-
to nel giro di 5-8 anni si è trovato a dover ricominciare tutto da zero, lo speculatore ha invece guadagnato, ha fatto una srl veicolo, l’ha fatta fallire, ha lasciato l’impianto in un campo e se n’è andato coi guadagni. Ovviamente il Gse ha poca responsabilità su questa gestione. Gi indirizzi arrivano sempre da governo e politica che, spesso e volentieri, chiede al gestore di ‘stringere’ la cinghia”, ha concluso il quotidiano.

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