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taglio accise

Perché secondo Matteo Villa il taglio delle accise è una misura sbagliata

Per l’head of policy lab di Ispi si rischia di ripetere l’esperienza del Governo Draghi

“Il taglio delle accise è una misura sbagliata. L’ho spiegato a oltranza durante la crisi energetica del 2022-2023, quando al governo c’era Draghi. Lo ripeto oggi. In una crisi di offerta non si deve mai, mai, mai, intervenire direttamente sul prezzo del bene scarso”. Non usa giri di parole Matteo Villa di Ispi in un post sui social, in relazione al taglio delle accise deciso dal Governo ieri sera.

MEGLIO ABBASSARE IL PREZZO DI ALTRI BENI DI PRIMA NECESSITA’

“Quello che si può ed è spesso giusto fare, con gli stessi soldi, è abbassare il prezzo di altri beni di prima necessità (per es. riducendo IVA solo per quelli). Il taglio delle accise: – essendo generalizzato, aiuta anche (e in buona parte) chi NON ne ha bisogno; – non lascia ridurre a sufficienza la domanda del bene scarso, il che fa risalire il prezzo, erodendo il beneficio per tutti proprio mentre lo Stato perde gettito”, ha detto Villa.

In un post di risposta l’head of policy lab ha indicato come possibili “target” “alimentari di base (pane, pasta, uova), beni essenziali non alimentari (sapone, carta igienica, assorbenti), servizi essenziali a bassa intensità energetica (retta scolastica, sanità di base, trasporti). Oppure bonus energia solo a redditi bassi, anche se più complicato”.

I DUE TERZI DEL TAGLIO DELLE ACCISE NEL 2022 ANDO’ ALLA META’ PIU’ RICCA DELLA POPOLAZIONE

“Per non dimenticare. Il taglio delle accise del 2022 costò 9 miliardi di euro, e i DUE TERZI del beneficio andò alla metà più ricca della popolazione. Francamente, uno scandalo. Quel che è peggio, uno scandalo del tutto prevedibile. Che oggi abbiamo deciso di ripetere”, ha concluso Villa.

 

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