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La sanzioni non toccano le compagnie di petrolio e gas russe

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L’aumento dei prezzi dell’energia e l’indebolimento del rublo hanno fatto salire i profitti delle tre più importanti aziende di settore nel secondo trimestre dell’anno

Le sanzioni contro la Russia non stanno togliendo il sonno alle compagnie di petrolio e gas del paese. L’aumento dei prezzi dell’energia e l’indebolimento del rublo hanno fatto salire, infatti, i profitti delle tre più importanti aziende di settore russe nel secondo trimestre, evidenziando una stagione di forti guadagni per l’industria energetica del paese.

AUMENTI DEI RICAVI PER GAZPROM, LUKOIL E SURGUTNEFTEGAS

Gazprom, il maggiore produttore mondiale di gas, ha dichiarato che i profitti del secondo trimestre sono aumentati del 440 per cento all’anno grazie all’aumento delle esportazioni verso l’Europa e alla salita dei prezzi medi. Lukoil, il secondo produttore di petrolio del paese, ha registrato un aumento dei profitti del 21%, mentre sono più che triplicati quelli di Surgutneftegas, il quarto produttore di greggio del paese. “Come altri produttori di petrolio russi, Lukoil ha beneficiato di un aumento del 20% del prezzo del petrolio rispetto al rublo”, ha dichiarato Kirill Tachennikov, analista senior di BCS Global Markets al Financial Times.

IL BOOM DOVUTO AL MIX DEL PREZZO DEL GREGGIO PIÙ ALTO E INDEBOLIMENTO DEL RUBLO CAUSATO DALLE SANZIONI

Questi risultati hanno incrementato gli stock energetici alla borsa di Mosca, con l’indice di petrolio e gas in crescita dell’1,7 per cento. Le azioni di Gazprom sono aumentate dell’1 per cento, quelle di Lukoil dell’1,3 per cento e quelle di Surgutneftegas dell’1,7 per cento. In sostanza, un prezzo del greggio più elevato garantito attraverso l’accordo tra Opec e Russia per frenare la produzione e un rublo più debole causato dalle sanzioni degli Stati Uniti contro Mosca, hanno finito per aumentare i profitti in tutte le società energetiche russe con conseguente aumento dei dividendi e riacquisti di azioni. Nel trimestre aprile-giugno il prezzo medio del petrolio è stato superiore dell’11% rispetto all’anno precedente, mentre il rublo è risultato più debole del 9%.

AL VIA PROGRAMMA DI RIAQUISTO AZIONI PER LUKOIL E ROSNEFT rosneft

Lukoil ha annunciato proprio in queste ore l’inizio del suo programma di riacquisto di azioni da 3 miliardi dollari, come parte di una serie di recenti iniziative a favore degli investitori dei gruppi energetici del paese. L’azienda, in qualità di primo produttore privato di greggio del paese, ha dichiarato che il riacquisto si svolgerà dal 3 settembre al 30 dicembre 2022. Rosneft ha annunciato un riacquisto di azioni per 2 miliardi di dollari, mentre la società controllata dal Cremlino e produttore privato di gas Novatek ha recentemente annunciato un aumento dei pagamenti di dividendi.

GAZPROM HA VENDUTO 57 MLD DI MC DI GAS IN EUROPA E IN ALTRI PAESI NON CSI, AD UN PREZZO MEDIO DI 238,40 DOLLARI

Le sanzioni hanno avuto, dunque, un impatto molto limitato sulla produzione e sulle esportazioni di petrolio e gas russo. Gazprom, che detiene il monopolio delle esportazioni russe tramite gasdotti, ha venduto quantità record di gas all’Europa nel 2017 e prevede di aumentare ulteriormente le spedizioni quest’anno. L’azienda controllata dal Cremlino ha ammesso che i profitti del secondo trimestre hanno raggiunto i 3,8 miliardi di dollari ben al di sopra delle stime degli analisti. Nel corso del trimestre Gazprom ha venduto 57 miliardi di metri cubi di gas in Europa e in altri paesi non appartenenti alla Csi, ad un prezzo medio di 238,40 dollari per milione di metri cubi. Un anno fa, gli stessi paesi avevano acquistato 53,5 miliardi di dollari al prezzo di 192,40 dollari al mc. Ma mentre da un lato il rublo più debole aumenta i profitti, dall’altro l’azienda paga pegno per i grandi prestiti in dollari e in euro che ha in pancia. Lo stesso colosso energetica ha confermato perdite per circa 2 miliardi di euro in valuta estera fino al 30 giugno.

AD AGOSTO LA PRODUZIONE PETROLIFERA RUSSA DOVREBBE RIMANERE ALLO STESSO LIVELLO DI QUELLA DI LUGLIO

Ad agosto la produzione petrolifera russa dovrebbe rimanere allo stesso livello di quella di luglio secondo quanto affermato dal ministro dell’Energia Alexander Novak in dichiarazioni raccolte da Reuters. La produzione di petrolio russo è aumentata di 150.000 barili al giorno in luglio rispetto al mese precedente, superando la quantità che Mosca aveva promesso di aggiungere dopo la riunione di Vienna con i paesi Opec. Con un primo accordo tra produttori Opec e non Opec, Mosca aveva accettato di tagliare 300.000 barili al giorno rispetto al livello di produzione pari a 11.247 milioni di bpd raggiunto dalla Russia nell’ottobre 2016.