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Il Fondo norvegese “salva” gli investimenti in petrolio e gas

Veduta di Oslo con bandiera della Norvegia

Il rapporto della commissione incaricata dal governo favorevole a proseguire negli investimenti in stock energetici ma l’ultima parola spetta al Parlamento norvegese al momento propenso a uscire dal settore idrocarburi

Il Fondo sovrano norvegese da 1 trilione di dollari dovrebbe continuare a investire in azioni di petrolio e gas. È quanto emerge dal rapporto commissionato dal governo che ha esaminato le richieste dei vertici del fondo stesso, intenzionati a disinvestire negli idrocarburi.

IL GOVERNO NON È OBBLIGATO A SEGUIRE I CONSIGLI DELLA COMMISSIONE

Il governo di centrodestra di Oslo non è obbligato a seguire la relazione, ma è pronto a dare la propria risposta nei prossimi mesi. “La cessione delle scorte energetiche non è un’assicurazione efficace contro un calo permanente del prezzo del petrolio. Gli stock energetici contribuiscono solo marginalmente al rischio di prezzo del petrolio in Norvegia”, ha dichiarato Oystein Thogersen, presidente della commissione incaricata dall’esecutivo.

LA DECISIONE VERRÀ PRESA DAL PARLAMENTO NORVEGESE AL MOMENTO FAVOREVOLE ALLA VENDITA DEGLI STOCK ENERGETICI

Norvegia petrolioIl dibattito si è incentrato per gran parte sull’esposizione finanziaria totale della Norvegia al petrolio e al gas piuttosto che sugli aspetti ambientali. Thogersen, dal canto suo, ha affermato, tuttavia, che il compito principale della commissione era quello di esaminare se le scorte energetiche del fondo petrolifero avrebbero dovuto essere cedute come assicurazione contro un calo permanente del valore delle restanti risorse petrolifere della Norvegia. Siv Jensen, ministro delle Finanze norvegese, si è invece rifiutato di esprimere posizioni pur sottolineando che la commissione ha esaminato le considerazioni finanziarie e non quelle ambientali. Sarà comunque il Parlamento norvegese ha prendere la decisione finale e vi sono indicazioni secondo cui una maggioranza esigua sarebbe favorevole alla vendita di stock energetici.

IL DIBATTITO È PARTITO LO SCORSO NOVEMBRE

Il fondo petrolifero ha innescato il dibattito lo scorso novembre, quando affermò che abbandonare le proprie partecipazioni in società del calibro di Royal Dutch Shell e ExxonMobil avrebbe reso la ricchezza del paese “meno vulnerabile a un calo permanente dei prezzi del petrolio e del gas”.