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Petrolio: fatti e numeri degli interventi in manovra sulle Royalties

Petrolio

Come funziona e quali sono le cifre delle royalties sul petrolio e il gas italiano secondo il dossier degli esperti del Servizio Studi del Senato

Sono due gli interventi principali del governo nel settore idrocarburi italiano contenuti in manovra: il primo chiama Imposta municipale propria delle piattaforme marine o IMPi e si trova all’interno del decreto fiscale. Il secondo sterilizza le esenzioni dal pagamento delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi per i versamenti dovuti per il triennio 2020-2022. Due misure che il Servizio Studi del Senato ha messo sotto la lente verificandone pro e contro.

COSA PREVEDE LA NORMA

petrolioLa manovra prevede una sterilizzazione delle esenzioni dal pagamento delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi per i versamenti dovuti per il triennio 2020-2022. In particolare, la disposizione interviene sul decreto legislativo 25 novembre 1996, n.625 prevedendo la non applicazione, per gli anni dal 2020 al 2022, delle soglie di esenzione dal pagamento delle aliquote. Inoltre viene previsto espressamente che il gettito aggiuntivo derivante dalla sospensione triennale delle esenzioni sia interamente versato all’entrata del bilancio dello Stato.

QUANTO SI PAGA PER LE ROYALTIES IN ITALIA

Secondo quanto emerge dalla relazione tecnica all’analisi dei dati di produzione dell’ultimo triennio (2016-2018) il maggior gettito, per lo Stato, generato dall’azzeramento della franchigia applicato alle produzioni di olio e gas di concessioni in mare e in terra è attestato a 40 milioni di euro. La tendenza osservata in questi anni e che si prevede continui anche nei prossimi anni è di una progressiva riduzione del volume di produzione nazionale dì olio e gas, che potrebbe essere compensata dall’entrata dì esercizio di alcuni siti specifici. In Italia, le imprese private che, in dipendenza dell’attribuzione di una concessione, effettuano la produzione di idrocarburi corrispondono aliquote di tali produzioni (Royalties) allo Stato, alle Regioni e ai Comuni interessati. Per le produzioni di idrocarburi (liquidi e gassosi) in terraferma, compresi i pozzi che partono dalla terraferma, a decorrere dal 1º gennaio 2009, le royalties sono pari al 10 per cento del valore della produzione. Il titolare unico o contitolare di ciascuna concessione è tenuto a versare le somme corrispondenti al valore dell’incremento di aliquota ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato e tali somme sono interamente riassegnate al Fondo per la promozione di misure di sviluppo economico e all’attivazione di una social card per i residenti nelle regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Per le produzioni in mare, le royalties sono del 7% per il gas e del 4% per il petrolio, e sono applicate sul valore di vendita delle quantità prodotte.

LE ESENZIONI

Il d.lgs. n. 625/1996 prevede, invece, un’articolata disciplina delle esenzioni. La norma dispone che, per ciascuna concessione siano esenti dal pagamento dell’aliquota, al netto delle produzioni disperse, bruciate, impiegate nelle operazioni di cantiere o nelle operazioni di campo oppure reimmesse in giacimento, i primi 20 milioni di Smc di gas e 20.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in terraferma, e i primi 50 milioni di Smc di gas e 50.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in mare. Per le produzioni ottenute a decorrere dal 1° gennaio 2002 vengono previsti una serie di casi in cui il valore unitario dell’aliquota è ridotto. In particolare in terraferma, nel caso di vettoriamento il valore unitario è ridotto dei costi fatturati di vettoriamento fino al punto di riconsegna, mentre nel caso di trasporto mediante sistema di proprietà del concessionario la riduzione è pari a 1 lira per ogni 5 km di condotta, a partire dalla centrale di raccolta e trattamento, con esclusione dei primi 30 km e con un massimo di 30 lire per Smc di gas o per chilogrammo di olio; per produzioni di idrocarburi con caratteristiche di marginalità economica causata da speciali trattamenti necessari per portare tali produzioni a specifiche di commerciabilità, ai concessionari può essere riconosciuta dal Ministero, a determinate condizioni, una ulteriore detrazione, in ogni caso non superiore ai costi aggiuntivi sostenuti; tale detrazione può essere altresì riconosciuta per i costi sostenuti per il flussaggio di olii pesanti. La norma precisa che, per le produzioni di gas ottenute a decorrere dal 1° gennaio 2002, al fine di tenere conto di qualunque onere, compresi gli oneri relativi alla coltivazione, al trattamento e al trasporto, l’ammontare della produzione annuale di gas esentata dal pagamento dell’aliquota per ciascuna concessione di coltivazione è stabilita in 25 milioni di Smc di gas per le produzioni in terraferma e in 80 milioni di Smc di gas per le produzioni in mare.

Le riduzioni per gli anni successivi sono determinate, invece, tenendo conto delle variazioni annuali dei prezzi della produzione di prodotti industriali e del costo del lavoro per unità di prodotto nell’industria,con decreto del Mise. petrolio

A QUANTO AMMONTANO E COME VENGONO SUDDIVISE LE ROYALTIES

Secondo quanto risulta dal sito istituzionale del MISE, le royalties per le produzioni di idrocarburi in terraferma sono ripartite per il 55% alle Regioni, il 30% allo Stato e il 15% ai Comuni. Tuttavia per le Regioni a statuto ordinario comprese nell’ex Obiettivo 1 (le regioni del Sud Italia tra cui la Basilicata, principale produttore italiano di petrolio) anche la quota del 30% dello Stato è assegnata direttamente alle Regioni. Per le estrazioni offshore la suddivisione è per il 45% allo Stato e per il 55% alla Regione adiacente per le produzioni ottenute entro la fascia delle 12 miglia (mare territoriale), mentre oltre tale limite le royalties sono interamente dello Stato. Le somme raccolte dallo Stato vengono in massima parte distribuite tra le Regioni e i Comuni interessati dalle attività di estrazione degli idrocarburi. Sulla base dei dati disponibili nella Relazione sull’attività svolta nell’anno 2017, pubblicata dall’UNMIG-MISE nel 2018, i versamenti per royalties sono stati pari nel 2017, complessivamente a 127,4 milioni di euro circa, ripartiti tra i diversi destinatari.

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