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Petrolio, Gazprom acquisisce il gigante social VK

Gazprom

La compagnia russa Gazprom ha conquistato la più grande rete di social media della Federazione, VKontakte. L’acquisto arriva dopo una serie di accordi per rilevare il miliardario russo Alisher Usmanov dalla holding della piattaforma

La compagnia russa Gazprom ha conquistato la più grande rete di social media della Federazione, VKontakte. Questa operazione fa sì che il Cremlino ottenga un ruolo fondamentale nel controllo della rete russa. Si conferma così la stretta del governo di Putin sulle piattaforme online già ampiamente criticata. Come riporta l’analisi pubblicata dal Moscow Times, la USM Holdings ha venduto una partecipazione del 45% dalla MF Technologies, controllante originaria di VK Group, alla compagnia assicurativa russa Sogaz.

La Sogaz altro non è che la compagnia fondata dalla Gazprom, beneficiaria di alleati e amici chiave proprio dei Vladimir Putin, fa sapere ancora il quotidiano moscovita.

L’ACCORDO

I termini dell’accordo non sono stati rivelati, prosegue il reportage. Ciò che si sa, per ora, è che Gazprombank, il braccio finanziario del colosso petrolifero russo, ha anche aumentato la sua quota di partecipazione in MF Technologies dal 36% al 45%.

Con questa mossa, tanto per capire, Gazprom avrà oltre la metà dei diritti di voto in VK, cioè uno dei portali più cliccati in Russia.

“Le entità affiliate a Gazprom stanno effettivamente diventando azionisti di controllo di VK”, ha dichiarato Vladimir Bespalov, analista di VTB Capital. Si prevedono scossoni tra i vari azionisti, come ammesso dallo stesso CEO uscente Dobrodeev.

GLI INTERESSI

Sogaz e Gazprom gestiranno in forma prioritaria la compagnia social, potendone indirizzare le future scelte. Secondo, il Moscow Times, però, gli interessi economici saranno minimi e che VK – a detta di Gazprom Media – “rimarrà una società indipendente”.

La notizia resta, perché VKontakte è soprannominato il “Facebook della Russia” con circa 100 milioni di utenti, si legge ancora nell’approfondimento.

IL CONTESTO

L’accordo arriva in un periodo non casuale. Come rivela lo stesso reportage moscovita, infatti, sono ormai anni che il governo putiniano avanza nella sua stretta sulla rete. I primi a cadere nella morsa del Cremlino furono i media tradizionali, poi via via tutto il resto.

Il panorama governativo russo è ormai assimilabile ad una oligarchia. Nel 2019, scrive ancora il MT, il colosso tecnologico Yandex aveva ceduto il controllo dei dati a un consiglio nominato da organi dello stato.

Più in generale, si legge ancora sul portale moscovita, Putin ha portato le aziende a inserire i dati dei rispettivi utenti in server russi. Dal 2022, inoltre, le società digitali dovranno avere obbligatoriamente delle sedi sul territorio nazionale.

In tutto questo, dunque, l’allineamento di Gazprom alle direttive zariste è assoluto: da ultimo, conclude il reportage del MT, ha creato una versione russa di Tik Tok per concorrere sul colosso mediatico cinese.

 

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