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Petrolio, nel 2020 aumentano gli investimenti offshore nel Mare del Nord

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Un report della Norwegian Oil and Gas Association prevede un aumento degli investimenti nel settore del petrolio nel Mare del Nord del 3,8 per cento a 21,4 miliardi di dollari

Le compagnie petrolifere e del gas che operano al largo della Norvegia dovrebbero aumentare i loro investimenti nel 2020 del 3,8 per cento a 21,4 miliardi di dollari (194,6 miliardi di corone norvegesi), principalmente a causa delle stime dei costi più elevati per alcuni progetti. Lo ha affermato la Norwegian Oil and Gas Association in un report.

JOHAN SVERDRUP AL TOP

Nessun progetto sulla Norwegian Continental Shelf (NCS) può avvicinarsi al gigante Johan Sverdrup, secondo quanto riferito dalla lobby petrolifera norvegese nel suo rapporto. Johan Sverdrup, il colosso del Mare del Nord come l’ha soprannominato il suo operatore Equinor, sta già producendo 350 mila bg e produrrà 660 mila bg — circa un terzo dell’intera produzione norvegese di greggio — quando la seconda fase di sviluppo, attualmente in corso di realizzazione, sarà operativa.

Con risorse attese di 2,7 miliardi di barili di petrolio equivalente, Johan Sverdrup è una delle più grandi scoperte sulla piattaforma continentale norvegese (NCS) mai realizzata e uno dei più grandi progetti industriali in Norvegia da cinquant’anni, secondo Equinor. Johan Sverdrup aumenterà la produzione di petrolio norvegese fino alla metà degli anni ’20, ma il paese ha bisogno al più presto di scoperte petrolifere sempre più grandi per evitare un altro calo della produzione dopo la metà degli anni ’20.

NEL 2021, GLI INVESTIMENTI DOVREBBERO CROLLARE DEL 12,3 PER CENTO ANNO SU ANNO

Johan Sverdrup e altri piccoli progetti dovrebbero aumentare la spesa sulla piattaforma norvegese l’anno prossimo, ma poi nel 2021, gli investimenti dovrebbero crollare del 12,3 per cento anno su anno, prima di stabilizzarsi nel 2022 e nel 2023. In numeri assoluti, l’associazione petrolifera ha aumentato le previsioni di spesa per il periodo 2020-2024 rispetto alle precedenti proiezioni dello scorso anno. Tuttavia, dopo il 2020, solo il 2023 vedrà una leggera crescita annuale degli investimenti, mentre i livelli di spesa sono ridotti su base annuale nel 2021, 2022 e 2024. L’associazione, che comprende le maggiori compagnie petrolifere e i fornitori di servizi petroliferi che operano al largo della Norvegia al largo, è ottimista sul fatto che potrebbero essere approvati più progetti attualmente in una fase iniziale di pianificazione, aumentando così gli investimenti fino al 2024.

IN NORVEGIA PRESENTE ANCHE ENI CON VAR ENERGI

Sugli investimenti nel Mare del Nord è interessata anche l’Italia attraverso Eni. Var Energi ha infatti rafforzato nei giorni scorsi la propria posizione insieme a HitecVision, completando l’acquisizione degli asset upstream di ExxonMobil in Norvegia, siglata lo scorso 26 settembre 2019. I giacimenti acquisiti, per la maggior parte operati da Equinor, rappresentano per l’azienda una produzione addizionale di circa 150 mila barili di petrolio equivalente al giorno (boepd). La nuova produzione totale sarà di circa 300 mila boepd, in crescita organica fino a circa 350 mila boepd nel 2023. Con questa acquisizione Var Energi diventa la seconda più grande società E&P in Norvegia dopo Equinor, con riserve totali e risorse pari a circa 1.900 milioni di boe.