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Pichetto al Consiglio Energia: stralciare l’articolo 18c sugli oneri di rete e tutelare i regolatori nazionali

Ai Paesi dell’Alleanza sul nucleare il ministro conferma che in Italia la legge delega è in vigore dal 15 ottobre e che i decreti attuativi sono in preparazione. Il governo sostiene la neutralità tecnologica nella decarbonizzazione.

L’Italia chiede di eliminare l’articolo 18c dalla proposta di regolamento europeo sugli oneri di rete e respinge l’idea di affidare alla Commissione il potere di fissare con atti delegati criteri armonizzati per le tariffe. Secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, l’articolo contiene norme di natura fiscale prive della base giuridica necessaria. La delega alla Commissione, invece, ridurrebbe l’autonomia degli Stati membri e l’indipendenza dei regolatori nazionali.

Il ministro ha espresso queste posizioni a Lussemburgo, durante il dibattito orientativo sul regolamento al Consiglio Energia dell’Unione europea. A margine della riunione, davanti ai Paesi dell’Alleanza sul nucleare, ha ribadito il sostegno dell’Italia alla neutralità tecnologica. Ha anche annunciato che la legge delega sul nucleare sostenibile è in vigore dal 15 ottobre e che i decreti attuativi sono in fase di preparazione. Le posizioni del ministro sono state diffuse dal Mase.

NO AGLI ATTI DELEGATI DELLA COMMISSIONE SULLE TARIFFE DI RETE

Il punto di partenza è il rapporto tra regole comuni e specificità nazionali. Per Pichetto Fratin “è fondamentale, nel rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà, che l’introduzione di criteri armonizzati non proceda a scapito della necessità di tener conto delle specificità dei sistemi elettrici nazionali e del ruolo delle Autorità di regolazione nazionali nella definizione degli assetti tariffari più adeguati ed efficienti”.

Proprio per questo il ministro ha contestato la proposta della Commissione di riservarsi il potere di adottare atti delegati per fissare criteri armonizzati sulle tariffe di rete. Questo strumento, ha sottolineato, “andrebbe a incidere in maniera significativa sull’autonomia regolatoria degli Stati membri e, in ultima analisi, sull’indipendenza dei regolatori nazionali, i quali devono disporre di un maggiore margine di discrezionalità nella valutazione dei differenti contesti nazionali”.

ARTICOLO 18C, IL NODO DELLA BASE GIURIDICA

Alla questione dell’autonomia si aggiunge un problema giuridico. Durante la discussione si è parlato anche della base giuridica del regolamento. Secondo Pichetto Fratin, la proposta “contiene disposizioni di natura fiscale (articolo 18c), senza l’utilizzo necessario della base giuridica di cui all’articolo 113 del TFUE, richiesto per le disposizioni di armonizzazione nel campo della fiscalità indiretta”. Da qui la richiesta italiana, riportata dal ministero, di stralciare l’articolo.

NUCLEARE, LEGGE DELEGA IN VIGORE E DECRETI ATTUATIVI IN ARRIVO

Prima del Consiglio, la giornata si era aperta con la consueta riunione dei Paesi dell’Alleanza sul nucleare. Lì il ministro ha confermato il sostegno italiano alla linea del gruppo. “Sosteniamo l’approccio del gruppo dell’Alleanza sul nucleare che si basa sul principio di neutralità tecnologica, che permetta agli Stati membri di valorizzare il proprio mix energetico e di scegliere un percorso di decarbonizzazione che rifletta le specificità dei propri sistemi energetici nazionali”, ha dichiarato. Pichetto Fratin ha poi aggiornato i colleghi sul percorso italiano. Il 15 ottobre è entrata in vigore la legge delega al governo sull’energia nucleare sostenibile, e sono in preparazione i decreti legislativi attuativi. Il loro obiettivo è definire un quadro normativo organico per l’eventuale sviluppo del nucleare in Italia.

ELETTRIFICAZIONE, IDROGENO E BIOCARBURANTI NELLA STRATEGIA ITALIANA

Neutralità tecnologica, per il ministro, significa puntare su più strumenti insieme. Pichetto Fratin ha ribadito “l’importanza dell’elettrificazione come asse portante della decarbonizzazione”. Ha ricordato anche “il contributo di idrogeno, gas rinnovabili, biocarburanti, cattura e stoccaggio del carbonio, tutti settori in cui l’Italia sta sperimentando ed investendo”.

PICHETTO, SERVE DIVERSIFICAZIONE, COORDINAMENTO E FLESSIBILITÀ CON UNO SGUARDO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Nell’ambito dello scambio di vedute del Consiglio Energia sul tema della sicurezza energetica, con uno sguardo all’inverno 2026/2027 e alle misure di lungo termine, il ministro Pichetto, ha riconosciuto che “le attuali tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno evidenziato la necessità di un approccio più globale, in particolare per quanto riguarda il mercato del gas, orientato a un’ampia diversificazione delle rotte del GNL”.

Ciò necessita – ha ribadito il ministro – di una risposta dell’UE coordinata che dovrebbe avvenire attraverso la stipula di contratti di fornitura a lungo termine con altri esportatori di energia e l’allentamento di alcuni vincoli previsti dall’attuale normativa dell’UE”. “Dal punto di vista dell’Italia – secondo Pichetto Fratin – emergono tre lezioni fondamentali: 1) la diversificazione rimane il principale strumento di sicurezza. L’Italia ha diversificato in misura sostanziale il proprio portafoglio di approvvigionamento di gas. 2) La trasparenza del mercato e il coordinamento rafforzano la resilienza. Il monitoraggio costante dei mercati e dei flussi consente di reagire in modo più rapido ed efficace alle interruzioni. 3) La flessibilità delle infrastrutture è fondamentale. I terminali GNL, le interconnessioni, gli impianti di stoccaggio del gas e le capacità di flusso inverso si sono dimostrati essenziali per la gestione dei rischi di approvvigionamento”. Nella prospettiva di una perdurante crisi nello stretto di Hormuz, il ministro ha indicato alcune priorità d’azione per l’Unione Europea: coordinamento del monitoraggio; potenziamento degli sforzi collettivi di approvvigionamento e diversificazione; diffusione di rinnovabili ed efficienza energetica. Ove dovessero essere necessarie misure di riduzione della domanda, il ministro ha sottolineato la necessità di sostenere “un approccio graduale, basato sulle dinamiche di mercato. In condizioni normali – per Pichetto Fratin – la riduzione volontaria della domanda dovrebbe rimanere l’opzione preferenziale”

Guardando alla sicurezza energetica, l’Italia considera la resilienza ai rischi legati al clima un pilastro sempre più importante nell’ottica di medio e lungo periodo. In tale contesto il ministro ritiene che “l’UE debba concentrarsi su quattro priorità: rendere la pianificazione delle infrastrutture a prova di clima; potenziare le reti elettriche; promuovere la resilienza attraverso la diversificazione; sostenere gli investimenti in materia di adattamento”.

EFFICIENZA ENERGETICA POST 2030: PICHETTO, EVITARE TARGET VINCOLANTI PER GLI STATI MEMBRI

Infine, il Consiglio Energia ha avuto un confronto di orientamento sugli obiettivi di efficienza energetica per il periodo successivo al 2030. Il ministro, ha evidenziato che “il consumo energetico, così come l’intensità energetica, sono parametri strettamente connessi ad altri indicatori esogeni come il PIL, la popolazione, l’andamento climatico e la forte crescita di nuovi business come, ad esempio, i data center”. Per tale motivo ha espresso la preferenza dell’Italia per “un indicatore meno condizionato da altri fattori esogeni, come già prevede la Direttiva sull’efficienza energetica che fissa un obiettivo obbligatorio in termini di risparmi generati dalle cosiddette politiche attive”. “Crediamo – ha aggiunto – che sia indispensabile che nel raggiungimento di tale obiettivo si tenga conto in maniera adeguata dei diversi punti di partenza degli Stati membri”. Soffermandosi in modo particolare sul caso dell’Italia, che già presenta livelli relativamente elevati di efficienza energetica e una bassa intensità energetica, il ministro ha evidenziato la necessità di tenere conto di margini di miglioramento più limitati rispetto ad altri Stati membri. In tale prospettiva, occorre evitare di “penalizzare gli Stati membri che hanno già realizzato significativi progressi in passato o sono storicamente più efficienti”. “Crediamo che la scelta sui futuri obiettivi dovrà concentrare il focus verso quelli più significativi, lasciando un adeguato margine di manovra agli Stati membri ed evitando il più possibile il ricorso a target vincolanti”. Per quanto riguarda l’elettrificazione, il ministro ha sottolineato che “dovrà essere ulteriormente sviluppata, tenendo conto delle specificità nazionali, come direttrice fondamentale della decarbonizzazione”. Inoltre, ha sostenuto il rafforzamento delle interconnessioni “che presentano una chiara rilevanza strategica per l’integrazione delle fonti rinnovabili e dei mercati energetici”. Il ministro ha concluso esprimendo preoccupazione per la riduzione dei fondi CEF “a cui stiamo assistendo nel negoziato in corso sul Quadro finanziario pluriennale dell’UE, considerata l’importanza di tali fondi anche alla luce dei numerosi progetti inclusi nella lista PCI/PMI”.

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