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Pichetto

Il ministro Pichetto sul deposito delle scorie nucleari: i Comuni avranno più tempo per autocandidarsi

Lo scorso 12 gennaio, ultimo giorno utile per comunicare la propria disponibilità al Mase, il sindaco del Comune di Trino Vercellese, Daniele Pane, aveva inviato l’autocandidatura per ospitare il Deposito 

Arrivano novità sul Deposito nazionale delle scorie nucleari. Oggi, rispondendo ad un’interrogazione a risposta immediata alla Camera, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato che “è intenzione del Ministero ampliare i termini per la presentazione delle autocandidature, considerato il rinnovato interesse manifestato dalle comunità locali circa i benefici di un deposito nazionale”.

LE INDICAZIONI SUL DEPOSITO CONTENUTE NEL DL ENERGIA

Il DL Energia, ha aggiunto Pichetto, “prevede che, entro 30 giorni dal recepimento dell’elenco delle autocandidature, la Sogin proceda alle valutazioni di competenza volte a verificare l’eventuale idoneità dei territori. In questa fase, la Società dovrà accertare la conformità di tali aree esclusivamente ai criteri tecnici della Guida Tecnica n. 29 dell’ISPRA (oggi ISIN) e, pertanto, non sono previste ulteriori analisi, eccetto la verifica del rispetto dei suddetti criteri. Successivamente, l’ISIN, acquisite le risultanze del processo di valutazione effettuato dalla Sogin, avrà trenta giorni di tempo per esprimere il proprio parere e trasmetterlo alla società”.

IL RUOLO DI SOGIN E LA CARTA NAZIONALE DELLE AREE AUTOCANDIDATE (CNAA)

Quest’ultima, ha proseguito il ministro, “a conclusione del processo di valutazione, predisporrà la proposta di Carta Nazionale delle Aree Autocandidate (CNAA), entro i trenta giorni successivi, con l’ordine di idoneità. La CNAA sarà poi trasmessa al Mase che, prima della sua approvazione con decreto interministeriale, avvierà la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), intervenendo incidentalmente sul procedimento esistente con una rinnovata valutazione degli effetti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale. Le risultanze della VAS permetteranno a Sogin di aggiornare la proposta di CNAA (o di CNAI, in caso di mancanza di autocandidature) e il relativo ordine di idoneità. Auspichiamo pertanto in un processo partecipato che possa concludersi in tempi ragionevoli, per risolvere una questione che, come Paese, ci trasciniamo da troppo tempo e che garantirà finalmente ai cittadini la sicurezza del territorio”.

LA CANDIDATURA DEL COMUNE DI TRINO VERCELLESE

Il Comune di Trino Vercellese, in Piemonte, pochi giorni fa è stato il primo Comune italiano ad auto-candidarsi ad ospitare il Deposito nazionale delle scorie nucleari. A Trino, 6.000 abitanti, sorge infatti una delle 4 ex centrali italiane che, insieme a quelle di Caorso (Piacenza), Sessa Aurunca (Caserta) e Latina, furono spente dopo il referendum del 1987. Il deposito, a regime, dovrà ospitare 78.000 metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media intensità e stoccare temporaneamente 17.000 metri cubi di rifiuti ad alta intensità.

L’ARCIDIOCESI DI VERCELLI DICE “NO” ALLE AUTOCANDIDATURE PER IL DEPOSITO

Ieri però, in un comunicato, l’arcidiocesi di Vercelli ha detto “no” alle autocandidature. “La possibilità di autocandidature – si legge nella nota – aperta anche ai territori già esclusi dalla CNAI perché ritenuti non idonei, introdotta in modo inaspettato e poco comprensibile dall’attuale governo nel dicembre scorso, complica ulteriormente un percorso già di per sé non semplice. Riteniamo pertanto che l’individuazione definitiva del sito prosegua esclusivamente sulla base dei criteri scientifici sino ad ora adottati, ritenendo che non siano, invece, da perseguire decisioni che rispondano a logiche diverse”. Il comunicato reca la firma del Direttore della Pastorale Sociale e Salvaguardia del Creato della Arcidiocesi di Vercelli, Marina Rasore, e del Vicario episcopale per la Pastorale Sociale e la Salvaguardia del Creato della Arcidiocesi di Vercelli, Don Davide Besseghini.

LA PROPOSTA DI TRASFORMARE L’ISIN IN AGENZIA PER IL NUCLEARE

Il deputato e responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia, Luca Squeri, è il primo firmatario di un emendamento al Dl Energia che propone di trasformare l’Istituto per la sicurezza nucleare (ISIN) in Autorità. “Forza Italia – ha dichiarato ieri Squeri – sostiene, con pragmatismo, la necessità di rilanciare il nucleare nel nostro Paese. Da qui la proposta di modifica al Dl Energia per concretizzare il rilancio di questa fonte. Sono fiducioso che il governo ci sostenga. Abbiamo bisogno di un’Autorità che si occupi di autorizzazioni e certifichi tutto il processo. Siamo convinti che l’Italia sia pronta per questo passaggio, l’opinione pubblica sul nucleare è cambiata”.

Critico invece il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, secondo cui la proposta di Squeri “è una decisione è arretrata e ignora il futuro e la modernizzazione energetica dell’Italia. Il nucleare, infatti, è una scelta che impone costi elevati a carico di famiglie, imprese e Stato. Richiede ingenti investimenti pubblici e lunghi tempi di realizzazione”.

I deputati del M5S in Commissione Attività Produttive, Emma Pavanelli, Chiara Appendino e Enrico Cappelletti, si chiedono invece “per quale motivo bisogna propinare agli italiani la strada più costosa e impattante sul fronte energetico? I cittadini del Belpaese si sono già espressi in ben due campagne referendarie sull’argomento, e in modo molto netto”. Per i nuovi reattori nucleari, hanno aggiunto i deputati pentastellati, “tra iter autorizzativi e costruzione, servono almeno tre decenni di iter, ammesso che il cosiddetto “nucleare di ultima generazione” veda mai la luce”.

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