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Energia

Pniec approda a Bruxelles, Italia all’avanguardia su nucleare e idrogeno, Iter: 2 miliardi contratti. Che c’è sui giornali

Pniec inviato a Bruxelles, Italia all’avanguardia su nucleare e idrogeno, Iter ricadute economiche di 2 miliardi di euro. La rassegna stampa

Il nuovo Pniec è approdato sui tavoli di Bruxelles. Il governo italiano ha inviato ieri l’aggiornamento del piano del 2019. La novità principale è la presenza della produzione di energia nucleare, che contribuirà “al 2050 circa l’11% dell’energia elettrica totale richiesta, con una possibile proiezione verso il 22%»”, secondo il piano. L’Italia si conferma all’avanguardia su reattori nucleari, elettrolizzatori e altre tecnologie green, protagoniste della Global Energy Transition Congress and Exhibition (Get). L’Italia accelera sul nucleare con il progetto Iter, nato con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità della produzione di energia da fusione su scala industriale, che si stima avrà ricadute economiche di 2 miliardi di euro.

ENERGIA, PNIEC INVIATO ALL’UE, NOVITÁ NUCLEARE

“Per decarbonizzare la produzione di energia elettrica e contrastare il riscaldamento globale l’Italia punta anche sul ritorno al nucleare. Il governo lo ha messo nero su bianco nel nuovo Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima che il ministero dell’Ambiente, insieme con quello delle Infrastrutture, ha inviato ieri a Bruxelles. Il piano aggiorna quello del 2019 all’insegna di un «grande pragmatismo, superando approcci velleitari del passato» dice il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Il documento (491 pagine), prosegue il ministro, «si concentra sulle grandi opportunità derivanti dallo sviluppo di tutte le fonti, senza preclusioni», incluso «lo scenario sull’energia nucleare, sia da fissione nel medio termine (a partire dal 2035) che da fusione (a ridosso del 2050)»”, si legge sull’edizione odierna de Il Corriere della Sera.

“Il Pniec contiene, «per la prima volta, una specifica sezione dedicata ai lavori della Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile che — continua il ministero dell’Ambiente — ha sviluppato delle ipotesi in cui si dimostra da un punto di vista tecnico-scientifico la convenienza energetica ed economica di avere una quota di produzione nucleare, in sinergia e a supporto delle rinnovabili». Quota che, secondo le ipotesi potrebbe fornire «al 2050 circa l’11% dell’energia elettrica totale richiesta, con una possibile proiezione verso il 22%». (…) I benefici, dice il governo, sarebbero certi perché gli impianti nucleari di ultima generazione garantirebbero «la sicurezza del sistema elettrico» e la «stabilità dei prezzi»”, continua il giornale.

“Non la pensano così le opposizioni e gli ambientalisti. «Il governo — dice il Pd — pensa solo al nucleare e rischia di vanificare gli impegni su rinnovabili e efficientamento». Pichetto Fratin — accusano i 5 Stelle — «fa rotta su gas e nucleare a favore delle lobby». Parlano di Pniec «irrazionale» Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Transport&Environment e Wwf, per le quali «l’operazione vera è mantenere lo status quo perché, dopo che in Italia due referendum si sono espressi in senso contrario, il nucleare avrebbe tempi ben più lunghi» di quelli per una «rapida decarbonizzazione, senza considerare i rilevanti rischi». Per il resto, il nuovo Pniec punta a raggiungere nel 2030 una quota di energia da fonti rinnovabili del 39,4%. Nel dettaglio, le rinnovabili dovranno coprire il 63% dei consumi elettrici, il 36% di quelli per il riscaldamento-raffreddamento, il 34% del fabbisogno dei trasporti e dovranno pesare per il 54% sul totale dell’idrogeno usato nell’industria. Nel 2030 le rinnovabili dovranno produrre 131 gigawatt, di cui 79 col fotovoltaico, 28, con l’eolico, 19 con l’idrico, 3 con le bionergie e più di 1 con fonti geotermiche. Nei settori «non-Ets» (civile, trasporti e agricoltura) il governo riconosce che i target europei sono ancora troppo sfidanti per l’Italia: (…) Per quanto riguarda il riscaldamento degli edifici si punterà sulle «pompe di calore» sostenute da «una riforma degli incentivi fiscali che identifichi priorità di intervento e differenzi i livelli di assistenza» in relazione al miglioramento della classe energetica e alla riduzione dei consumi”, si legge sul quotidiano.

TRANSIZIONE, ITALIA IN PRIMA LINEA SU IDROGENO E BOIFUEL

“Il progetto Arrowsmith Italy in Abruzzo ha l’obiettivo di produrre 12 tonnellate di idrogeno verde al giorno con un elettrolizzatore da 30 MW, grazie all’energia solare ed eolica, in valle Peligna, a Corfinio (L’Acquila), sviluppato da Infinite Green Energy, con cui Axpo ha poi firmato un accordo di sviluppo congiunto. Il progetto di carbon capture and storage (Ccs) a Ravenna di Eni e Snam, con la CO2 catturata all’origine, trasportata e immagazzinata nei giacimenti a gas esauriti di Eni, prevede di arrivare a una capacità di stoccaggio fino a 4 milioni di tonnellate all’anno. Sono due tra le iniziative più all’avanguardia sulla strada della transizione verde, scelte e presentate durante il programma Project X-Change, all’interno della prima edizione del Global Energy Transition Congress and Exhibition (Get), che si è aperto ieri a Milano”, si legge su Il Sole 24 Ore.

“(…) Ci sono anche i piccoli reattori modulari raffreddati al piombo di IV generazione di Newcleo, start up fondata da Stefano Buono che conta numerosi partner (tra cui Enea, Enel, Fincantieri, Maire, Rina, Walter Tosto), il progetto degli agri-feedstock di Eni in Africa che prevede la produzione di oli da semi oleaginosi per approvvigionare le bioraffinerie per produrre biofuel, lo strumento EcoView lanciato da Ethos Energy e sviluppato con il politecnico di Torino e di Milano per valutare la CO2 dei rotori delle turbine a gas, l’integrazione tra la tecnologia proprietaria di NextChem (Maire) dedicata all’ammoniaca verde e quella di stoccaggio dell’idrogeno Delphy di Vallourec, il progetto Hydra di Rina per sviluppare un’acciaieria a idrogeno”, continua il giornale.

“Chistopher Hudson, presidente di Dmg events che organizza la manifestazione – una tre giorni che coinvolge 300 tra ministri e amministratori delegati in 70 conferenze, con più di 2mila delegati, 250 espositori e 20mila visitatori attesi – ha spiegato il motivo per cui la prima edizione è stata a Milano: «L’Italia è uno dei pochi Paesi che stanno davvero provando ad affrontare la transizione energetica a testa alta. Stiamo investendo molto in tecnologia, in intelligenza artificiale, per esempio, che ci aiuta a predire l’uso di energia. L’Italia (…) riflette la leadership strategica che ha come Paese in termini di transizione energetica, gestendo le fonti energetiche esistenti ma anche guidando verso nuove fonti rinnovabili». Sul futuro, lascia aperta la possibilità che si torni a organizzare questo evento nel nostro Paese: «Abbiamo riportato Gastech nel 2025 a Milano. È tornato con Gastech Hydrogen e Gastech Climatetech & IA. Pensiamo che Get possa tornare a in Italia nei prossimi anni».”, continua il giornale.

NUCLEARE, 2 MILIARDI DI CONTRATTI ITER

“L’occasione è stata il completamento dei magneti superconduttori che saranno posizionati al centro del progetto e che parlano italiano essendo stati in gran parte realizzati dalla Asg Superconductors, una delle aziende della penisola impegnate nel cantiere di Cadarache, nel Sud della Francia. Dove l’industria tricolore e centri di ricerca qualificati come l’Enea hanno giocato e stanno giocando un ruolo di primo piano nella riuscita della più grande macchina al mondo sulla fusione nucleare, l’Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), tanto da essersi assicurate oltre 2 miliardi di appalti (sui 7 miliardi di euro totali investiti dall’Unione Europea). Ecco perché ieri il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha voluto partecipare alla cerimonia insieme al direttore generale del progetto Pietro Barabaschi. «Mai come in questo momento e di fronte a gravissime crisi che attaccano la pace e la nostra sicurezza, anche energetica, è evidente e pressante l’esigenza di proseguire lungo la via Iter verso un futuro di energia pulita, sicura e praticamente inesauribile», ha spiegato il ministro”, si legge su Il Sole 24 Ore.

“(…) Il progetto è nato con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità della produzione di energia da fusione su scala industriale, attraverso un processo in grado di replicare lo stesso meccanismo che fa brillare il Sole e le stelle. (…) un sito di 42 ettari che ospita il tokamak, una “macchina” sottovuoto a forma di ciambella che rappresenta il “cuore” del programma e che avrà un diametro e un’altezza di 30 metri e un peso di 23mila tonnellate. All’interno del tokamak avverrà il confinamento magnetico, vale a dire il processo che utilizza campi magnetici potentissimi per confinare un gas ionizzato ad altissima temperatura (il plasma), ottenuto da una miscela di deuterio e trizio, e portarlo poi alle condizioni di fusione con un ulteriore aumento della temperatura”, continua il giornale.

“Per render possibile questo percorso, però, risultano cruciali i magneti all’avanguardia completati ieri e realizzati dall’Asg Superconductors, il cui presidente, Davide Malacalza, ha voluto sottolineare come «la fusione nucleare possa diventare una grande piattaforma per il made in Italy». (…) Quanto a Iter, oltre ad Asg Superconductors, sono in prima fila imprese come Cecom, Delta Ti, Ansaldo Nucleare, Mangiarotti, Ocem Energy Technology, Simic, Walter Tosto, Tratos, Criotec, solo per citarne alcune. «L’Italia è il primo Paese per valore delle commesse ad alta tecnologia relative a Iter – spiega a Il Sole 24 Ore, Alessandro Dodaro, capo del Dipartimento Nucleare dell’Enea – a dimostrazione della lunga tradizione di ricerca e sviluppo in Italia nel campo della fusione». Inoltre, prosegue Dodaro, «l’Italia, è coinvolta in parallelo anche nella realizzazione della Divertor Tokamak Test Facility, un’altra infrastruttura di rilievo nel campo della fusione ideata principalmente da Enea e in costruzione presso il Centro Enea di Frascati, con l’obiettivo di dare risposte ad alcuni dei nodi ancora da sciogliere sul cammino della fusione. Il progetto (…) prevede investimenti per oltre 600 milioni di euro con ricadute economiche stimate in 2 miliardi di euro»”, continua il giornale.

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