Skip to content
sostegno Italia ucraina

Quattro anni di resistenza: l’Italia conferma il sostegno multidimensionale a Kiev tra diplomazia ed energia

Il Governo Meloni rinnova la solidarietà all’Ucraina nel quarto anniversario del conflitto, puntando su sicurezza e resilienza civile. Dalla fornitura di caldaie e generatori mobili fino agli accordi strategici per la ricostruzione verde, ecco il bilancio dell’impegno di Roma.

Nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa, l’Italia ribadisce il proprio posizionamento strategico al fianco di Kiev, definendo la risoluzione del conflitto come un interesse prioritario per la stabilità dell’intero continente europeo. In una nota ufficiale di Palazzo Chigi, il Governo sottolinea come stia accompagnando attivamente il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti, partecipando contestualmente alla “Coalizione dei volenterosi” per definire garanzie di sicurezza solide e durature. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta in video-collegamento con i leader internazionali, confermando che l’obiettivo resta il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina.

SOLIDARIETÀ E STRATEGIA NELLA NOTA DI PALAZZO CHIGI

Il messaggio diffuso oggi dalla Presidenza del Consiglio non si limita alla condanna della “ingiustificata e brutale aggressione russa”, ma delinea un impegno che si muove su binari politici, umanitari e industriali. Il Governo ha espresso una vicinanza profonda alle Istituzioni e ai cittadini ucraini, ricordando quattro anni di difesa della libertà portati avanti insieme agli alleati occidentali.

In questa prospettiva, l’impegno umanitario attuale è descritto come il presupposto logico per la futura ricostruzione, alla quale l’Italia intende partecipare come protagonista, forte dell’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina tenutasi nel luglio 2025. Oltre alla diplomazia, l’attenzione si concentra sulle necessità immediate: programmi per la salute materna e infantile nelle zone più colpite e interventi massicci per stabilizzare il sistema energetico, devastato dai bombardamenti sulle infrastrutture civili.

L’EMERGENZA ENERGETICA E L’ARRIVO DEI GENERATORI DI ALTA POTENZA

Proprio sul fronte della resilienza energetica, le ultime ore hanno segnato un passo concreto. Ieri sono giunti a Kiev dieci generatori elettrici di elevata potenza, donati dal Dipartimento della Protezione Civile. Questi dispositivi, con una capacità complessiva di 1.500 kVA e montati su unità mobili, garantiscono una flessibilità operativa fondamentale in contesti di blackout improvvisi. L’ambasciatore italiano in Ucraina, Carlo Formosa, ha evidenziato come queste risorse siano immediatamente attivabili per proteggere i più vulnerabili.

IL PIANO CALDAIE PER RISCALDARE 90 MILA ABITAZIONI

L’invio dei generatori è solo l’ultimo tassello di una programmazione più ampia. Già lo scorso 28 gennaio, l’Italia aveva completato la consegna del primo lotto di 78 caldaie industriali, parte di un contingente totale di 378 unità previste per le prossime settimane. Si tratta di un impegno che era stato assunto personalmente da Giorgia Meloni con il Presidente Zelensky durante il Consiglio Europeo dell’ottobre 2025. Una volta completato, questo programma metterà a disposizione una capacità di circa 900 MW termici, sufficiente a garantire calore a 90.000 abitazioni o a un centro urbano di 250.000 abitanti, servendo reti danneggiate, ospedali e servizi pubblici essenziali. Questo sforzo governativo si affianca a numerose iniziative del settore privato che hanno moltiplicato l’invio di piccoli generatori su tutto il territorio ucraino.

SINERGIE INDUSTRIALI E IL RUOLO DI SNAM NELLA RICOSTRUZIONE

Ma risalendo la cronologia degli interventi, l’Italia sta contribuendo attivamente da diverso tempo. Durante l’Ukraine Recovery Conference di Roma dello scorso luglio, Snam e l’operatore ucraino Gtsou hanno siglato un memorandum di cooperazione volto a integrare i mercati del gas naturale. L’accordo, firmato dai vertici Agostino Scornajenchi e Vladyslav Medvediev, punta a consolidare la sicurezza energetica regionale attraverso la ricerca tecnologica e la manutenzione delle reti. Al centro dell’intesa figurano lo studio del potenziale del gas naturale liquefatto (Gnl) e l’utilizzo dei siti di stoccaggio ucraini, con una visione rivolta alla futura transizione verso gas decarbonizzati.

LA PARTNERSHIP PER L’ENERGIA SOSTENIBILE E LE MICRORETI

Il percorso di assistenza tecnica e finanziaria non si ferma qui ma ha radici profonde, come dimostra l’accordo siglato il 4 febbraio 2025 tra l’Italia e l’UN Environment Programme (UNEP). Finanziata con due milioni di euro, questa iniziativa mira a supportare la ricostruzione secondo il principio del “Build Back Better”, ossia ricostruire meglio e in modo più sostenibile. Il progetto, sostenuto dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), prevede lo studio di microreti e l’integrazione di impianti solari fotovoltaici per rendere le città ucraine energeticamente autonome. Come sottolineato dal titolare di AICS Kiev, Pietro Pipi, l’obiettivo è costruire un sistema resiliente e allineato agli standard europei, superando la logica della semplice emergenza per pianificare lo sviluppo futuro. Questo fondo specifico fa parte di un pacchetto complessivo di 125 milioni di euro deliberato dall’Italia per la sicurezza energetica e la ripresa dell’Ucraina.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su