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In Cile continua a calare la produzione di rame

bhp

Nel primo trimestre del 2021 l’output di rame in Cile, il maggiore produttore al mondo, è calato del 2,2 per cento su base annua

A marzo l’output di rame in Cile, il maggiore produttore al mondo, è calato per il decimo mese consecutivo. L’Instituto Nacional de Estadísticas (INE), l’organismo governativo che si occupa di statistica, ha fatto sapere che a marzo la produzione di rame è diminuita dell’1,3 per cento, arrivando a 491.720 tonnellate.

UN CALO CONTINUATIVO

Si tratta di calo modesto ma continuativo, iniziato poco dopo lo scoppio dell’epidemia di coronavirus nel paese. E che coincide con l’introduzione di una serie di nuove restrizioni agli spostamenti e alle attività commerciali.

IL CILE MEGLIO DEI PAESI VICINI

Reuters scrive che le miniere cilene hanno avuto performance molto migliori rispetto a quelle nei paesi vicini, dato che le aziende estrattive hanno saputo adattarsi rapidamente alla crisi pandemica attraverso l’adozione di misure sanitarie e limitando il personale presente in loco.

RALLENTAMENTI NELLE GRANDI MINIERE

Tuttavia, alcune delle più grandi miniere di rame del paese – come Escondida, la più grande al mondo, gestita dalla società australiana BHP – hanno visto calare i loro livelli produttivi negli ultimi mesi.

MANUTENZIONE, MA NON SOLO

L’INE ha spiegato che il rallentamento dell’output in alcune di queste miniere è dovuto anche ai lavori di manutenzione e al calo del grado del minerale grezzo.

I DATI SULLA PRODUZIONE

Nel primo trimestre del 2021 la produzione di rame in Cile è calata del 2,2 per cento su base annua, arrivando a 1,4 milioni di tonnellate.

L’INE ha specificato che l’output manifatturiero complessivo è cresciuto del 3,9 per cento nel mese di marzo, stimolato dalla produzione nel settore beverage.

IL RAME E LA SICUREZZA NAZIONALE

Secondo Robert Friedland – uno dei più importanti imprenditori del settore minerario al mondo, co-presidente della società canadese Ivanhoe Mines –, l’accaparramento del rame è diventata una questione di sicurezza nazionale. Per le sue qualità di conduttore di elettricità e di calore, il rame è infatti un metallo cruciale nel processo di elettrificazione dell’economia mondiale.

Anche considerate le previsioni sull’aumento della domanda e l’insufficienza dell’offerta, recentemente i prezzi del rame hanno superato i 10.000 dollari a tonnellata.