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Recovery fund: Cosa chiede il Pd su energia e clima

Germania

Le osservazioni del Pd

È fondamentale “rafforzare la componente degli investimenti, finalizzando le risorse ai progetti con maggiore impatto trasformativo e capaci di sviluppare filiere nei settori più avanzati dal punto di vista tecnologico, della sostenibilità ambientale, dell’innovazione sociale e culturale”. È quanto si legge nelle osservazioni formulate dal Pd al piano di Recovery Fund.

EX ILVA

“In particolare riguardo alla siderurgia appare indispensabile tenere conto dell’avvio del piano di decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto. Per noi si tratta di un primo passo, indispensabile ma parziale, che va accompagnato da investimenti mirati per spingere più avanti il processo di produzione di acciaio verde, ecosostenibile e compatibile con la salute e la vita dei cittadini. L’ambizione di Taranto capitale della green economy deve trovare impegni significativi e coerenti nel recovery plan”, si legge nel testo.

UNA VERA TRANSIZIONE ECOLOGICA

“Sul terreno della sostenibilità ambientale le risorse messe a disposizione dal Next Generation EU sono ingenti e richiedono per questo una capacità di utilizzo particolarmente efficace e incisiva, per cambiare in profondità il sistema produttivo e economico del Paese. Per questo lo scenario entro cui collocare le scelte del Piano non può che guardare ai nuovi obiettivi climatici definiti dall’Unione europea che richiedono un necessario e urgente adeguamento del PNIEC. È fondamentale confermare e rafforzare alcune leve centrali del processo di transizione: gli investimenti in efficienza energetica, anche del patrimonio edilizio pubblico e dell’edilizia sociale, delle energie rinnovabili con progetti che prevedano l’impiego di tecnologie avanzate e con la previsione di procedure autorizzative rapide e efficaci, del trasporto pubblico locale sostenibile che può essere ulteriormente sostenuto anche dirottando risorse oggi previste per il trasporto privato”, sottolinea il Pd.

ECONOMIA CIRCOLARE

“Analogamente per quanto riguarda l’economia circolare va precisata meglio la direzione di marcia, cogliendo tutte le potenzialità delle tecnologie applicate a quest’ambito, si pensi a quelle più innovative come quelle legate alla depurazione e necessarie alla riconversione in chiave green di interi settori produttivi come la siderurgia, l’automotive e i settori ETS. Sull’economia circolare è necessario investire risorse nel potenziamento e innalzamento tecnologico della raccolta differenziata, in particolare della frazione organica dei rifiuti, e nell’ammodernamento e realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati finalizzati al recupero di materia e alla produzione di biometano da impiegare nel trasporto pubblico”, prosegue il testo.

“Queste politiche di investimento devono anche servire a colmare il divario tra le diverse aree territoriali del Paese, in particolare tra nord e sud, accompagnando i livelli di governo territoriali nella realizzazione degli investimenti anche con procedure semplificate e automatiche. Positive sono le scelte indicate in materia di risorse idriche, così come sulla cura del territorio e del contrasto al dissesto idrogeologico, che andrebbe rafforzato nella sua dimensione finanziaria e nell’efficacia delle procedure esecutive degli interventi. Le città sono ambiti privilegiati di investimento per le politiche green, dal trasporto alle misure di adattamento ai cambiamenti climatici e di riduzione delle emissioni; per questo sono da sostenere investimenti in politiche di forestazione urbana, rigenerazione urbana e abbattimento dell’inquinamento atmosferico”, si legge ancora.

AGRICOLTURA SETTORE STRATEGICO PER IL CLIMA

“L’agricoltura è un settore strategico per il raggiungimento degli obiettivi climatici e per l’attuazione dell’economia circolare; le misure attualmente previste dal piano non appaiono sufficienti a realizzare il progetto di transizione agroecologica di cui l’agricoltura italiana dovrebbe rendersi protagonista. Per questo riteniamo opportuno sostenere i processi di digitalizzazione delle aziende agricole, sviluppare un piano di efficientamento energetico degli edifici rurali e di sostituzione dei mezzi agricoli che consentano un uso più sostenibile delle risorse energetiche e naturali, sviluppare un piano per la creazione di una piattaforma digitale per la disintermediazione dei prodotti agricoli italiani”, prosegue il testo.

ASPETTI METODOLOGICI E GOVERNANCE

“Riteniamo che per ogni singola azione vanno specificati meglio gli indicatori, in grado di definire l’impatto ambientale, sociale, di genere, territoriale dei singoli progetti. Riguardo al tema della governance del Piano riteniamo corretto impostarlo nella forma della sussidiarietà, ma non della sostituzione delle prerogative dell’amministrazione centrale e periferica dello stato. Tutti i progetti di investimento e i trasferimenti avranno una ricaduta sui territori; per questo occorre costruire da subito un forte e proficuo dialogo con essi. Lo sviluppo del Piano rappresenta l’occasione per migliorare la capacità operativa e di spesa della pubblica amministrazione a tutti i livelli, obiettivo che dovrà proseguire e svilupparsi attraverso un forte investimento in competenze e professionalità nella macchina pubblica, con l’innesto di una nuova generazione di tecnici e professionisti”, ha concluso il testo del Pd.

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