Energie del futuro

Regno Unito, record di output rinnovabile ma problemi di rete

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Nel 2020 l’eolico ha prodotto un quarto dell’elettricità nel Regno Unito, ma ci sono stati problemi alla rete e necessità di bilanciamento

Il 2020 è stato un anno record per le rinnovabili nel Regno Unito. Per la prima volta, la quota di generazione da fonti pulite ha infatti superato quella da carbone e gas naturale nel mix energetico.

LO STUDIO DELL’IMPERIAL COLLEGE LONDON

Un recente studio realizzato dall’Imperial College London per la società elettrica britannica Drax Group sostiene però che, sebbene il paese abbia preso la giusta direzione per riuscire a raggiungere gli obiettivi climatici, c’è necessità di tecnologie come la cattura del carbonio, l’idrogeno e il nucleare che affianchino le rinnovabili nei momenti di mancanza di vento o di sole.

I PROBLEMI DI RETE

L’anno scorso l’eolico ha prodotto un quarto dell’elettricità nel Regno Unito. L’aumento dell’output ha tuttavia portato ad una spesa di oltre 250 milioni di sterline (circa 289 euro) per i costi di “rimozione” dell’energia in eccesso, in modo da bilanciare la rete.

Nel 2020 la domanda di elettricità nel Regno Unito è diminuita del 6 per cento: il calo più netto su base annua mai registrato. La generazione da fonti fossili è scesa al di sotto dei 100 terawattora per la prima volta dal 1960.

ANDARE OLTRE L’AUMENTO DELLA CAPACITÀ RINNOVABILE

Iain Staffell, docente all’Imperial College London ed esperto di energia, ha detto che “i prossimi passi che dobbiamo compiere verso un sistema energetico a zero emissioni nette saranno più impegnativi. Eliminare le ultime fonti fossili ci richiederà di andare oltre alla semplice disponibilità di più energia eolica e solare”.

Se non le si affianca a sistemi di accumulo, un maggiore affidamento sulle rinnovabili può significare esporre la rete a oscillazioni maggiori nella produzione di energia elettrica, con cali nella produzione quando le condizioni metereologiche saranno sfavorevoli. Una situazione del genere può portare ad un aumento dei prezzi dell’elettricità e a maggiori spese per il bilanciamento della griglia elettrica.

PROBLEMI NEI MESI INVERNALI

Secondo National Grid, operatore elettrico nel Regno Unito, i mesi invernali potrebbero essere i più problematici: sono quelli in cui la domanda energetica è generalmente più alta, e anche quelli in cui la produzione eolica e solare è di solito più bassa.

LE NOTTI E I WEEKEND

C’è anche il problema contrario: i periodi – cioè – in cui i livelli produttivi sono alti ma la domanda è bassa, ad esempio di notte o nei weekend. Anche in questo caso, è possibile che si verifichino incrementi dei costi per i consumatori, visto che gli impianti energetici dovranno venire pagati dall’operatore di rete per interrompere la produzione.

Stando ai dati di National Grid, in quest ultimi fine settimana l’output eolico in Regno Unito è arrivato a toccare un record di 14031 megawatt.