Approvato il piano per permessi rapidi, investimenti transfrontalieri e sicurezza contro i sabotaggi. Si punta a un accordo definitivo con l’Europarlamento entro la fine del 2026.
Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato oggi a Bruxelles la posizione negoziale del Consiglio sul “pacchetto reti europee“, una riforma strutturale necessaria per allineare l’infrastruttura continentale agli obiettivi di neutralità climatica. Il provvedimento, che prevede la revisione del regolamento sulle infrastrutture energetiche transeuropee (TEN-E) e una nuova direttiva sulle autorizzazioni, mira a modernizzare ed espandere le connessioni elettriche, del gas e dell’idrogeno per sostenere una decarbonizzazione accelerata.
Michael Damianos, Ministro dell’Energia, del Commercio e dell’Industria della Repubblica di Cipro, ha sottolineato l’importanza strategica dell’intesa dichiarando: “L’accordo odierno apre la strada all’elettrificazione dell’Europa verso il raggiungimento della neutralità climatica. Accelerando le procedure di autorizzazione e potenziando le interconnessioni garantiamo energia pulita a prezzi accessibili e rafforziamo la sicurezza energetica per tutti i cittadini europei”. Secondo Damianos, questo pacchetto concretizza l’impegno per un’Europa autonoma e aperta.
PIANIFICAZIONE COORDINATA PER ELETTRICITÀ, IDROGENO E GAS
Il Consiglio promuove la creazione di un quadro comune per la pianificazione dello sviluppo delle reti, superando la gestione compartimentata dei diversi vettori energetici. La Commissione Europea sarà incaricata di elaborare uno “scenario centrale” basato sui dati forniti dagli Stati membri e dai portatori di interesse. Questo strumento servirà a individuare con precisione le carenze infrastrutturali e le strozzature su scala continentale nel lungo periodo. Nella definizione di tale scenario, si terrà conto non solo dei piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC), ma anche delle specificità regionali e delle disparità di prezzo tra i vari mercati, con analisi di sensitività biennali per rispondere prontamente alle evoluzioni del settore.
REINVESTIMENTO DEI PROVENTI DA CONGESTIONE
Un punto cardine dell’accordo riguarda l’uso dei proventi derivanti dalla congestione di rete, ovvero i fondi generati dai limiti di capacità tra diverse zone di offerta. Gli Stati membri hanno concordato di reinvestire una quota di questi proventi non spesi in progetti transfrontalieri, garantendo così un finanziamento stabile e prevedibile per la riduzione dei colli di bottiglia. La norma prevede un aumento graduale dell’assegnazione di tali ricavi: si inizierà con il 10% dal 1° gennaio 2028, incrementando la quota di 5 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il 25% entro il 2031. Sono esclusi da questo meccanismo i ricavi generati ai confini nazionali o i fondi raccolti prima dell’entrata in vigore del regolamento. I fondi rimasti inutilizzati dopo otto anni torneranno nella disponibilità degli Stati per essere impiegati secondo le norme vigenti sul mercato elettrico.
DIFESA DELLE INFRASTRUTTURE DA ATTACCHI FISICI E INFORMATICI
In risposta al mutato scenario geopolitico e al moltiplicarsi delle minacce intenzionali, come sabotaggi e attacchi cyber, i Ministri dell’Energia hanno introdotto una categoria specifica di progetti prioritari. Questi investimenti saranno dedicati esclusivamente al rafforzamento della sicurezza e della resilienza delle infrastrutture esistenti. Il nuovo regime permetterà di finanziare l’acquisto e la gestione di componenti critici necessari per le riparazioni di emergenza degli interconnettori elettrici, assicurando la continuità del servizio anche in situazioni di crisi estrema.
AUTORIZZAZIONI RAPIDE E SILENZIO-ASSENSO
Per abbattere i tempi di realizzazione delle opere, il Consiglio ha dato il via libera a procedure di autorizzazione più rapide e trasparenti, basate sulla digitalizzazione. Saranno creati portali unici per semplificare l’iter burocratico e i progetti legati all’elettricità e alle rinnovabili saranno designati come di “interesse pubblico prevalente”. Questo status conferisce una priorità assoluta nelle fasi di approvazione. Inoltre, gli Stati membri avranno la facoltà di introdurre il meccanismo della tacita approvazione: se le autorità competenti non risponderanno entro i termini fissati per le fasi intermedie, il permesso sarà considerato concesso. L’obiettivo è evitare che vaste aree vengano escluse a priori dallo sviluppo delle energie verdi, garantendo una diffusione capillare degli impianti.
COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI E BENEFICI LOCALI
La posizione del Consiglio non trascura l’impatto sociale delle grandi opere, introducendo misure per migliorare l’accettazione dei progetti da parte delle popolazioni locali. Viene promosso il ricorso a facilitatori indipendenti per gestire il dialogo tra sviluppatori e cittadini, assicurando che le comunità limitrofe possano beneficiare direttamente della presenza degli impianti. La condivisione dei benefici economici e sociali diventa quindi una leva per facilitare la transizione energetica sul territorio, integrando le esigenze industriali con quelle degli abitanti. Sotto la prossima presidenza irlandese, il Consiglio avvierà i negoziati con il Parlamento Europeo per arrivare alla firma definitiva del testo legislativo entro l’autunno del 2026.

