Energie del futuro

Rinnovabili, idrogeno, cattura e stoccaggio. Ecco la ricetta dell’industria Oil&gas britannica

idrogeno

Decarbonizzare la società richiederà “un’azione costruttiva, collettiva e coordinata” secondo l’associazione industriale dell’Oil&gas britannica basata su idrogeno, rinnovabili e cattura e stoccaggio della Co2

L’industria petrolifera e del gas offshore del Regno Unito è pronta a contribuire per sostenere l’obiettivo ‘emissioni zero’ di CO2 entro il 2050 del governo britannico, prevedendo di raggiungere lo stesso target nel medesimo periodo. Ad affermarlo è stata Deirdre Michie, CEO dell’associazione industriale Oil & Gas UK, secondo quanto riferito da S&P Platts.

UNA OPPORTUNITÀ DI TRASFORMAZIONE

Michie, parlando ad un pubblico di politici, ed elettori a Edimburgo, ha dichiarato che l’associazione ha creato un gruppo a livello industriale per coordinare gli sforzi, identificare lacune e guidare l’azione “alla ricerca di un obiettivo impegnativo ma che rappresenta anche un’opportunità di trasformazione”.

La pressione sull’industria petrolifera e del gas ad agire è in aumento, con Tim Eggar, presidente del regolatore dell’industria del Regno Unito, che ha avvertito all’inizio di questo mese che la “licenza sociale per operare” dell’industria petrolifera e del gas del Regno Unito è seriamente minacciata.
Michie ha affermato, al contrario, che l’industria petrolifera e del gas offshore del Regno Unito non si sta allontanando dai target sul clima e anzi sta presentando proposte specifiche per la transizione verso un futuro dell’energia a basse emissioni di carbonio.

SERVE UN’AZIONE COLLETTIVA E COORDINATA

Michie ha ammesso che decarbonizzare la società richiederà “un’azione costruttiva, collettiva e coordinata” specialmente considerando che la domanda globale di energia crescerà fino al 30% entro il 2050.
Ma, ha aggiunto, ridurre le emissioni di carbonio a zero entro il 2050 nel Regno Unito potrebbe essere un’opportunità per l’industria petrolifera e del gas del Regno Unito.
Descrivendo i passi per raggiungere l’obiettivo zero nel Regno Unito, Michie ha aggiunto che l’industria dovrebbe ridurre le emissioni da 14 milioni di tonnellate – attualmente il 3% delle emissioni totali di gas serra del Regno Unito – a 0,5 milioni di tonnellate.
Ciò, ha affermato, richiederà “investimenti significativi, nuove tecnologie e una stretta collaborazione con il settore delle energie rinnovabili in Scozia e nel Regno Unito”.

I PUNTI DELLA ROAD MAP

L’associazione sta sviluppando una road map dettagliata per la riduzione delle emissioni che Michie ha annunciato, verrà pubblicata presto. Tra i punti salienti del piano, la riduzione delle emissioni negli impianti di petrolio e gas utilizzando elettricità prodotta da rinnovabili. Ma non solo.

LA STRATEGIA DI CATTURA E STOCCAGGIO DELLA CO2

Michie ha affermato che l’industria dell’oil&gas britannica sosterrà anche lo sviluppo della tecnologia di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS) “su vasta scala”. E infatti, proprio per questo, ha ricordato che l’industria sta già cercando di lavorare con il governo e le autorità di regolamentazione per portare avanti cinque progetti CCUS in tutto il Regno Unito, “che ora devono passare alla fase successiva”.
Uno è il progetto Acorn da 293 milioni di dollari, che dovrebbe essere operativo entro il 2024 con il potenziale di immagazzinare 16,2 milioni di tonnellate / anno di CO2.

LA SFIDA DELL’IDROGENO

In aggiunta, Michie ha spiegato che l’industria sta anche lavorando con governi e regolatori per chiarire politiche e regolamenti su CCUS e idrogeno, compreso il miglioramento della comprensione di ciò che è necessario fare per riutilizzare le risorse esistenti di petrolio e gas da utilizzare in un mondo a basse emissioni di carbonio.
In particolare, molto dovrà essere fatto per esplorare le opportunità dell’idrogeno – che Michie ha descritto come “un giocatore potenzialmente disruptive nel mix di energia pulita” -. Secondo Michie l’idrogeno blu derivato dal gas potrebbe competere con l’idrogeno verde ottenuto da fonti rinnovabili, ma entrambi sono da considerarsi comunque necessari per soddisfare la domanda di energia del Regno Unito.
“Combinato con CCS, l’idrogeno prodotto da gas potrebbe ridurre le emissioni è i costi di produzione dell’idrogeno da energia pulita”, ha detto.
Per questo, Michie ha chiesto al governo britannico una “strategia energetica globale per il Regno Unito”.