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Rinnovabili, la Consulta fa chiarezza sulle aree idonee: procedure certe e stop ai divieti assoluti

La sentenza 184/2025 tutela gli impianti già autorizzati e stabilisce il doppio binario tra iter semplificati e ordinari. ANIE Rinnovabili accoglie con favore la decisione: “Necessario garantire la certezza del diritto per la sicurezza energetica”.

La Corte Costituzionale ha emesso un verdetto cruciale per il futuro della transizione ecologica in Italia, ristabilendo l’ordine normativo in un settore spesso frammentato da interpretazioni contrastanti. Con la sentenza n. 184/2025, la Consulta ha definito con precisione il perimetro d’azione per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (FER), intervenendo sull’individuazione delle aree idonee e sull’applicazione dei recenti provvedimenti legislativi, tra cui il decreto-legge n. 175/2025 e il successivo decreto correttivo n. 178/2025. Come sottolineato in una nota ufficiale da ANIE Rinnovabili, l’associazione di categoria che ha accolto con estremo favore il pronunciamento, la decisione della Corte garantisce finalmente quel chiarimento necessario a sbloccare gli investimenti e a dare respiro a una programmazione energetica di lungo periodo.

PROCEDURE SEMPLIFICATE E ORDINARIE: IL DOPPIO BINARIO DELLA CONSULTA

La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la qualificazione di un’area come “idonea” non deve essere intesa come una condizione esclusiva per la sopravvivenza di un progetto, ma come uno strumento di accelerazione. In questi ambiti territoriali, infatti, devono trovare applicazione procedure autorizzative semplificate e veloci, coerenti con gli impegni assunti dall’Italia in sede europea. Tuttavia, la vera svolta risiede nel chiarimento sugli spazi non classificati come idonei. La sentenza stabilisce che tali zone non sono escluse a priori dalla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Al contrario, queste aree restano pienamente accessibili attraverso iter autorizzativi ordinari, i quali dovranno comunque rispettare le consuete valutazioni ambientali, paesaggistiche e territoriali previste dal nostro ordinamento. Questo passaggio elimina il rischio di letture restrittive che avrebbero potuto paralizzare lo sviluppo del comparto al di fuori di perimetri troppo rigidi.

CERTEZZA DEL DIRITTO E SALVAGUARDIA DEI TITOLI AUTORIZZATIVI GIÀ RILASCIATI

Un altro pilastro della sentenza riguarda la stabilità dei provvedimenti amministrativi già perfezionati. I giudici costituzionali hanno sancito che i procedimenti conclusi sulla base della normativa precedente non possono essere messi in discussione da disposizioni introdotte successivamente. Secondo la Corte, un’azione retroattiva di questo tipo determinerebbe la vanificazione dei provvedimenti autorizzativi già rilasciati per la costruzione e l’esercizio degli impianti, minando la fiducia degli operatori nel sistema. La sentenza riafferma così un equilibrio necessario tra la tutela del territorio e la certezza del diritto, evitando che opere strategiche per la sicurezza energetica del Paese finiscano in un limbo burocratico a causa di mutamenti legislativi improvvisi.

OPERE STRATEGICHE PER LA COMPETITIVITÀ E LA SICUREZZA NAZIONALE

Il pronunciamento della Consulta non ha solo un valore tecnico-giuridico, ma si inserisce in una visione più ampia della strategia industriale italiana. Gli impianti FER sono stati riconosciuti come opere strategiche, fondamentali non solo per il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma anche per garantire la competitività del sistema produttivo nazionale. Lo sviluppo ordinato, costante e programmato di queste tecnologie è considerato un elemento chiave per la sicurezza degli approvvigionamenti, riducendo la dipendenza dall’estero e stabilizzando i costi energetici. Secondo quanto rilevato da ANIE Rinnovabili, questo assetto consente di superare visioni che avrebbero potuto compromettere la crescita del settore, confermando che la tutela ambientale può e deve coesistere con una gestione efficiente della transizione.

L’AUSPICIO DI ANIE RINNOVABILI PER UN DIALOGO CON LE ISTITUZIONI

A fronte di questo scenario, ANIE Rinnovabili ha espresso l’auspicio che l’attuazione del decreto-legge n. 175/2025 e del decreto correttivo n. 178/2025 prosegua ora senza ulteriori intoppi o interpretazioni fantasiose. L’obiettivo dell’associazione è che il ruolo delle aree idonee venga valorizzato come reale volano di accelerazione, evitando l’introduzione di automatismi escludenti che non troverebbero alcun fondamento nel diritto costituzionale. “L’Associazione rinnova l’auspicio di una maggiore apertura al dialogo con le istituzioni”, conclude la nota, sottolineando come sia vitale trovare un punto di incontro efficace tra le esigenze nazionali e le istanze dei governi regionali, affinché gli obiettivi di decarbonizzazione diventino un traguardo condiviso e raggiungibile attraverso un quadro normativo stabile e trasparente.

LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

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