Scenari

Chi c’era e di cosa si è parlato al Russian Energy Week in corso a Mosca

Gas russo fondamentale per l’Ue. Lo confermano i consumi e le previsioni di domanda. Novak: Non vogliamo fare i monopolisti. La situazione con la Cina e l’Iran la questione greggio: Accordo segreto per Mosca e Riad per abbassare i prezzi?

Gazprom e il gas russo rimangono cruciali per la crescente domanda di combustibile in Europa e il colosso russo, incrementando costantemente le sue forniture, si conferma un player chiave per il Vecchio Continente che abbisogna di nuovi gasdotti. Lo ha detto Alexander Medvedev, vice amministratore delegato di Gazprom durante la Russian Energy Week evento durante il quale tutto la filiera dell’energia russa ha fatto il punto della situazione energetica, dai problemi con Stati Uniti ed Europa, agli approvvigionamenti verso la Cina.

COS’È E CHI PARTECIPA ALLA SETTIMANA RUSSA DELL’ENERGIA

gazpromoilIl Forum Internazionale della Settimana Russa dell’Energia si tiene ogni anno per dimostrare le prospettive dell’industria russa del petrolio e del gas e liberare il potenziale della cooperazione internazionale nel settore energetico. Il Forum funge da piattaforma di discussione sulle principali sfide che il settore energetico deve affrontare. Tra i presenti di quest’anno il ministro dell’energia e dell’industria del Qatar Mohammed Saleh Al Sada, il ministro nordcoreano dell’industria elettrica Kim Man Su, il ministro serbo dell’energia e delle miniere Aleksandar Antic, il ministro dell’energia bielorusso Viktor Karankevich, il ministro delle miniere e degli idrocarburi della Guinea Equatoriale Gabriel Mbaga Obiang Lima, il ministro ungherese degli affari esteri e del commercio Peter Szijjarto, il ministro dell’energia dell’Azerbaigian Parviz Shahbazov. Gli organizzatori prevedono che alla Settimana Russa dell’Energia parteciperanno più di 10.000 rappresentanti dell’industria tra cui l’ad di Enel Francesco Starace. Il suo programma comprende più di 60 eventi aziendali, tra cui tavole rotonde, conferenze e incontri aperti.

QUEST’ANNO IL RECORD DI FORNITURE ALL’UE. NEI PROSSIMI DIECI ANNI CRESCITA PER ALTRI 100 MILIARDI DI METRI CUBI

“Quest’anno batteremo un altro record, ma questo record ci avvicinerà di fatto al volume di gas contrattuale con l’Ue che è di circa 204,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno”, ha detto Medvedev parlando al Russian Energy Week International Forum di Mosca secondo quanto riferisce il sito della televisione russa RT. Questo significa che l’Europa avrà bisogno di più gas naturale che arriverà attraverso nuovi gasdotti, ha detto il top manager di Gazprom. “Pertanto, sia Nord Stream 2 sia Turkish Stream sono vitali per l’Europa, per soddisfare la domanda supplementare di gas. Il nostro gas era, è e rimarrà il gas più competitivo in Europa, non c’è dubbio”, ha detto Medvedev. Il progetto del gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia alla Germania raddoppierà la capacità annuale del gasdotto esistente di 55 miliardi di metri cubi mentre il Turkish Stream, concordato da Russia e Turchia nell’ottobre 2016 fornirà gas ai consumatori turchi e ai paesi dell’Europa meridionale e sudorientale visto che Gazprom sta progettando di estendere il gasdotto a Bulgaria, Ungheria e Serbia. Il potenziale di crescita delle importazioni di gas russo verso l’Europa nei prossimi 10 anni è stimato in 100 miliardi di metri cubi, ha ammesso Novak citato dalla Tass.

NOVAK: LA RUSSIA NON VUOLE ESSERE UN MONOPOLISTA NELLE FORNITURE DI GAS

A placare gli animi di chi – come gli Usa o i paesi dell’Europa dell’Est – non vede di buon grado l’eccessiva ingerenza russa nel settore energetico europeo, ci ha pensato il ministro dell’Energia Alexander Novak: “La Russia non vuole essere un monopolista per quanto riguarda la fornitura di gas ai consumatori europei. Si parla di divieti introdotti sulle forniture di gas russo, ma la realtà è diversa. In realtà, vediamo che i consumatori europei sono interessati ad acquistare gas russo – ha detto Novak a Geoff Cutmore della CNBC in un panel moderato dalla stessa emittente americana sul mercato globale del gas -. Non siamo un monopolista sul mercato russo e non vogliamo essere un monopolio sul mercato europeo”. “Il consumatore dovrebbe avere il diritto di scegliere il paese che fornisce il gas e le rotte delle forniture e deve essere competitivo”, ha aggiunto Novak, prima di aggiungere che l’Europa è chiaramente desideroso di acquistare ancora più gas dalla Russia nonostante l’accresciuta pressione dell’amministrazione Trump.

IN CINA SI PUNTA A ESPANDERE LA CAPACITÀ DEL GASDOTTO SAKHALIN-KHABAROVSK-VLADIVOSTOK

Per quanto riguarda l’altro versante delle forniture, quello rivolto alla Cina Gazprom prevede, invece, di espandere la capacità del gasdotto Sakhalin-Khabarovsk-Vladivostok, che esporterà gas in Cina, di 8 miliardi di metri cubi all’anno, ha dichiarato Novak secondo quanto riferito da Interfax che ha ricordato come le condizioni principali per le forniture di gas dall’Estremo Oriente russo verso la Cina sono state firmate nel dicembre 2017, e Gazprom mira a firmare un contratto con la China National Petroleum Corp. entro il 2018.

RUSSIA INTERESSATA A PROSEGUIRE LA COOPERAZIONE CON L’IRAN

Sempre Novak ha parlato anche dei rapporti con l’Iran, altro paese nel mirino delle sanzioni Usa. “Mosca è interessata a continuare la cooperazione con l’Iran – ha detto il ministro dell’Energia russo -. L’Iran è nostro partner economico di lunga data….. Naturalmente, abbiamo bisogno di trovare nuove forme di cooperazione e lavorare insieme per l’attuazione di progetti comuni”, ha ammesso il ministro secondo quanto riportato da Reuters.

Putin all'inaugurazione di un gasdotto a Vladivostok

PUTIN: BENE FORCHETTA DI PREZZO DEL BARILE DEL PETROLIO TRA 65 E 75 DOLLARI. MA SI PARLA DI INTESA SEGRETA TRA RIAD E MOSCA SULLA PRODUZIONE PER ABBASSARE IL PREZZO DEL GREGGIO

Per quanto riguarda il petrolio, infine, è stato lo stesso presidente Vladimir Putin a giudicare “soddisfacente” per la Russia una forchetta di prezzo del barile del petrolio tra 65 e 75 dollari dopo la fiammata dei prezzi del petrolio ai massimi da 4 anni. “E’ un prezzo normale per garantire il funzionamento efficiente delle società energetiche e il processo di investimento” replicando indirettamente alle accuse del presidente degli Stati Uniti DonaldTrump contro l’Opec colpevole, a suo dire, di essere responsabile dei prezzi elevati: “Se il presidente Trump ha detto che il prezzo del petrolio è alto, ha in parte ragione – ha detto Putin -. Ma un prezzo del petrolio così alto è essenzialmente il risultato delle attività dell’attuale amministrazione americana, della sua politica irresponsabile che ha un impatto diretto sull’economia globale”. Ma secondo un’esclusiva Reuters Mosca e Riad avrebbero già siglato un’intesa riservata a settembre per l’aumento della produzione di petrolio di circa 500.000 barili al giorno, così da abbassarne il prezzo di mercato. I due Paesi avrebbero informato gli Usa dell’accordo poco prima di un meeting con i produttori di greggio ad Algeri.