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Gas

La Russia valuta percorsi alternativi per traportare il gas verso l’Europa

Mentre l’Ucraina ha già fatto sapere che non intende avviare colloqui per un’estensione dell’accordo di transito del gas, la Russia sta già valutando rotte alternative per inviare gas naturale tramite gasdotto verso l’Europa 

Le forniture di gas russo all’Europa sono crollate dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ma alcuni clienti europei dell’Europa centrale continuano a ricevere il gas russo attraverso il percorso che attraversa l’Ucraina e un gasdotto che passa per la Turchia.

La Russia, però, mette le mani avanti sulla possibilità di un mancato rinnovo dell’accordo sul transito del gas con Ucraina e avverte sulla possibilità di utilizzare rotte alternative per inviare gas naturale tramite gasdotto verso l’Europa. Cià potrebbe comportare grandi cambiamenti in tutte le catene di approvvigionamento.

UNA VIA ALTERNATIVA PER IL GAS RUSSO

La Russia sembrerebbe essere pronta ad utilizzare rotte alternative per inviare gas naturale tramite gasdotto verso l’Europa se l’attuale accordo sul transito del gas tra Russia e Ucraina non verrà prorogato oltre la sua data di scadenza; prevista alla fine del 2024. Queste indiscrezioni arrivano dalle dichiarazioni fatte dal il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che l’agenzia di stampa russa TASS ha riportato pochi giorni fa.

L’Ucraina ha già fatto sapere che non intende avviare colloqui con la Russia per un’estensione dell’accordo.

“Naturalmente, ci sono rotte esistenti collegate alla Turchia, ci sono forniture di GNL, che è molto richiesto in questo momento”, ha detto Peskov. “Ci sono rotte alternative, ma, innanzitutto, sono già tutte in overbooking e questo porterà a cambiamenti in tutte le catene di approvvigionamento”, ha affermato il portavoce del Cremlino.

“La posizione della parte ucraina è inequivocabile: il contratto di transito scade alla fine dell’anno”, ha detto a Bloomberg News l’ufficio stampa del primo ministro ucraino Denys Shmyhal dopo che la Slovacchia aveva lasciato intendere che i negoziati potevano essere una possibilità.

LE IMPORTAZIONI VERSO L’EUROPA CONTINUERANNO A DIMINUIRE NEL 2023

Le stime rese note di recente da Reuters, basate sui dati del gruppo europeo di trasporto del gas Entsog e sui rapporti giornalieri di Gazprom sul transito del gas attraverso l’Ucraina, hanno mostrato che le esportazioni medie giornaliere di gas russo verso l’Europa sono scese a 77,6 milioni di metri cubi nel 2023 da 174,8 milioni di metri cubi nel 2022.

Secondo i dati, le esportazioni di gasdotto di Gazprom verso l’Europa sono crollate del 55,6% nel 2023, dopo che la Russia ha tagliato le forniture a diversi paesi dell’UE e Nord Stream è stato fatto saltare nel Mar Baltico alla fine del 2022.

LE IMPORTAZIONI DI GAS RUSSO IN ITALIA E IL RUOLO DEL QATAR

Come ha evidenziato di recente un approfondimento di Energia Oltre sulla questione, il piano dell’Italia per abbandonare il gas russo procede a gonfie vele. Come ha scritto lo scorso 25 gennaio su X Matteo Villa, Head of DataLab dell’ISPI, “le importazioni di gas russo in Italia sono crollate del 90%. Il gas negli stoccaggi italiani è ancora moltissimo, e il prezzo fa segnare -77% rispetto alla media del 2022”. “Bye bye, Mosca – aggiunge Villa al suo post, con un velo di ironia –, anche quest’anno moriremo di freddo l’anno prossimo”.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento da altri Paesi, l’ISPI stima che a gennaio in Italia arriverà dal Qatar circa il 70% in meno, ma “dipenderà da molti fattori. Al momento però non si rilevano problemi per la fine dell’inverno. Per l’Italia, il GNL qatarino “rappresenta circa il 10% dei consumi nazionali” ed è dunque “una risorsa fondamentale”.

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