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Ecco come la siccità impatta sulla crisi energetica. L’analisi di Schroders

Siccità Mix Energetico

Secondo il gruppo finanziario globale, l’emergenza “evidenzia l’importanza di un mix energetico ben diversificato”

“Quando si pensa all’impatto della siccità sull’attività economica, il primo settore a venire in mente è quello agricolo, per la sua sensibilità alla variabilità meteorologica e perché il calo della produzione agricola è il primo danno diretto della carenza d’acqua. Ma l’attività agricola non è l’unica ad essere colpita: anche i settori dell’energia e dei trasporti sono colpiti dalla siccità”. Dall’analisi di Irene Lauro, economista di Schroders, emerge un reticolato molto complesso. Fili intrecciati che collegano la scarsità di piogge, e quindi acqua (in primis) per le coltivazioni, la crisi energetica e quella economica dei prezzi.

IL CASO ITALIA

“Nel nord Italia – esemplifica Lauro – le temperature più elevate hanno innescato quest’estate la peggiore siccità degli ultimi 70 anni. La crisi idrica sta avendo un forte impatto sull’accumulo di energia del sistema idroelettrico italiano”. Basta un primo dato comparato a capirlo. “Se a inizio 2022 il valore dell’energia immagazzinata nei bacini italiani era del 22% inferiore alla media dei sette anni precedenti, ora è inferiore di oltre il 40%”. Bisogna poi tener conto di altro. Per esempio: “Oltre l’85% delle 4.000 centrali idroelettriche in Italia si trova nelle regioni settentrionali. L’idroelettrico è la più antica fonte di energia rinnovabile, rappresenta circa il 35% della produzione totale di energia verde e di solito soddisfa oltre il 15% della domanda energetica italiana”.

LE DIMENSIONI GLOBALI DEL RETICOLATO

“Un problema che riguarda tutto il mondo”, però, ricorda Irene Lauro. Che “non riguarda solo l’Europa. In Cina, la siccità sta causando gravi interruzioni nella produzione di energia idroelettrica. In particolare, nel Sichuan, una provincia che ricava oltre l’80% dell’energia dall’idroelettrico, si sta verificando la peggiore siccità degli ultimi 50 anni”.

E tra i paesi occidentali lo sguardo va anche oltreoceano. “Anche gli Stati occidentali degli USA sono stati colpiti dalla siccità. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha recentemente evidenziato che, a causa di oltre 10 anni di siccità, i due maggiori bacini idroelettrici degli Stati Uniti sono attualmente ai livelli più bassi di sempre. L’Agenzia statunitense per l’informazione sull’energia (EIA) ha analizzato gli effetti della siccità in California, la quale dovrà importare più elettricità dalle regioni vicine per far fronte alla riduzione della produzione idroelettrica, mettendo sotto pressione le forniture di energia in altri mercati”.

L’ANALISI EIA E I RISCHI FISICI DEL CLIMA

Cosa dice l’analisi dell’Agenzia americana? Scrive Lauro, “evidenzia come i rischi fisici del clima possano aggiungere pressioni sui prezzi, in un momento in cui molte economie stanno combattendo con un’inflazione già elevata. Il passaggio al gas per sostituire la perdita di produzione idroelettrica rischia anche di peggiorare la crisi climatica, in quanto comporta un aumento delle emissioni di carbonio”.

Come risolvere il problema delle emissioni carboniche? L’analisi di Schroders sottolinea come “i Paesi potrebbero ricorrere ad altre fonti di energia a zero emissioni di carbonio. La Francia, ad esempio, soddisfa il 70% del suo fabbisogno elettrico con l’energia nucleare. Tuttavia, anche la Francia è in difficoltà perché la produzione di energia nucleare è limitata dalla siccità”.

Questo il commento di Irene Lauro, Economista, Schroders (fondato nel 1804, quotato alla Borsa di Londra dal 1959 e parte dell’indice FTSE 100, è uno dei principali gruppi finanziari globali, con un patrimonio gestito e amministrato pari a €898,4 miliardi al 30.06.2022) sulla connessione tra siccità, crisi energetica e climatica attuali.

“I reattori nucleari francesi dipendono dai fiumi per il raffreddamento e la produzione deve essere ridotta quando le temperature dei fiumi raggiungono determinate soglie. Questo – continua Lauro per garantire che l’acqua utilizzata per raffreddare gli impianti non danneggi l’ambiente quando viene reimmessa nei corsi d’acqua”.

GLI EFFETTI SULLE NAVI CHE TRASPORTANO CARBONE E PETROLIO

“I trasporti sono un altro settore dell’economia che può essere colpito dalla siccità”, ricorda l’analisi. “In particolare le vie navigabili interne. I bassi livelli dell’acqua possono ridurre la navigabilità delle navi, che devono operare a capacità limitata e con limitazioni al carico trasportato. Le vie d’acqua interne svolgono un ruolo cruciale nel trasporto merci in molti Paesi del mondo, ma negli ultimi anni il problema è diventato più grave in Germania. Secondo il Ministero Federale dei Trasporti, circa 240 milioni di tonnellate di merci sfuse vengono trasportate ogni anno attraverso le vie navigabili federali tedesche, pari a quasi il 75% delle merci trasportate per ferrovia nel Paese”.

La Germania è rilevante perché “quasi il 70% del trasporto di merci industriali come carbone, petrolio grezzo, prodotti di cokeria e prodotti chimici avviene sul Reno, uno dei fiumi più lunghi d’Europa”. L’impatto sul settore energetico, dunque, è intuibile. “Poiché il Reno viene utilizzato per trasportare il carbon fossile dai porti di Amsterdam, Rotterdam e Anversa tramite chiatte. Il Reno si sta prosciugando a causa delle temperature più elevate e delle scarse precipitazioni, e i suoi livelli d’acqua criticamente bassi stanno causando difficoltà nella consegna del carbone alle centrali elettriche tedesche. Alcuni produttori di energia tedeschi hanno recentemente avvertito che saranno in grado di generare meno elettricità nelle loro centrali a carbone a causa della riduzione delle forniture di combustibile”.

QUANTO CONTANO LE RINNOVABILI VERSO IL MIX ENERGETICO

“L’eolico e il solare possono venire in soccorso”, allora. “I rischi fisici hanno già un impatto significativo sull’economia globale, ma la loro importanza è destinata ad aumentare. Con l’intensificarsi del riscaldamento globale, è probabile che nel prossimo decennio si verifichino siccità più frequenti. L’eolico e il solare non sono solo i vincitori della transizione energetica, ma possono anche migliorare la sicurezza energetica, isolando le economie europee dai rischi geopolitici riducendo la loro dipendenza dai combustibili fossili importati”.

Non solo. “Un maggiore utilizzo di fonti di energia a zero emissioni di carbonio come l’eolico e il solare contribuirà a limitare il riscaldamento globale e quindi l’impatto dei rischi fisici sull’attività economica nel lungo periodo. Inoltre, una volta sviluppata la tecnologia necessaria, queste fonti di energia saranno in grado di fornire una fonte di energia infinita, a differenza dell’energia da combustibili fossili. Tuttavia, presentano alcune limitazioni dovute alla loro variabilità: la capacità di soddisfare la domanda di elettricità con la generazione di energia eolica e solare dipende da fattori quali la posizione e il clima”.

IL MIX ENERGETICO CHE SERVE

In conclusione, “ciò evidenzia l’importanza di un mix energetico ben diversificato: soluzioni multi-tecnologiche, con diverse fonti di energia tendenzialmente non correlate, possono contribuire a garantire la stabilità del sistema. Inoltre, anche il miglioramento della flessibilità della rete e l’investimento in tecnologie di stoccaggio dell’energia devono essere parte della soluzione”. In particolare – dice infine Lauro – i meccanismi di accumulo e le centrali elettriche di riserva svolgeranno probabilmente un ruolo critico nei periodi di prolungata bassa velocità del vento e di scarsa esposizione al sole. Questi meccanismi possono risolvere il problema della stagionalità delle fonti rinnovabili. Infine, sono importanti anche i meccanismi di gestione della domanda, che riducono il consumo di energia attraverso investimenti per migliorare l’efficienza energetica”.

 

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