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Serviranno più navi cisterna per i volumi di petrolio offshore, dice Rystad Energy

Romania

Le prospettive sul petrolio offshore per i principali mercati delle navi cisterna. Il rapporto

Parola chiave: crescita. L’ultimo report di Rystad Energy parla di una necessità di aumentare le navi cisterna. Secondo le previsioni, infatti, la produzione petrolifera offshore crescerà del 35% entro il 2030.

I DETTAGLI

Solo nel 2021, si legge nel comunicato, l’aumento di produzione petrolifera è stato pari al 3,5% e così dovrebbe essere fino alla fine del decennio. L’analisi si riferisce ai maggiori bacini d’utenza: Brasile, Canada, Norvegia, Uk e Russia.

Perché sono importanti le navi cisterna? Il report ricorda che servono a trasportare i liquidi dai pozzi petroliferi alle raffinerie e ai terminali. E’ facile intuire come più aumenterà la produzione, più navi occorreranno per sostenere tutta la filiera.

“L’estrazione di petrolio greggio continuerà per molti anni a venire e, data la solida economia e la competitività dell’industria offshore, è probabile che i nuovi investimenti nella produzione offshore continuino a costruire, garantendo un futuro brillante per l’industria delle navi cisterna”, ha affermato Oddmund Føre, vicepresidente senior della ricerca sui servizi energetici di Rystad Energy.

IL BRASILE

In Brasile, ad esempio, l’uso delle navi cisterna è cresciuto del 55% negli ultimi otto anni. Se, infatti, come da report di Rystad Energy nel 2013 i barili trasportati erano 696 milioni, nel 2021 si è registrato un livello pari a 1,07 miliardi. Per il paese sudamericano, entro il 2030 si dovrebbe raggiungere un tasso di trasporto pari a 1,84 milioni di barili. L’aumento sarebbe così pari al 72% rispetto ad oggi.

NORVEGIA E REGNO UNITO

Se il paese verdeoro rimarrà leader indiscusso della scena, da meno non sono Norvegia e Regno Unito. Sempre dal report, infatti, si legge come le previsioni per i due paesi parlano di un livello di trasporto rispettivamente assestatosi sui 763 e 312 milioni di barili. In confronto, le navette cisterna canadesi hanno trasportato solo 96 milioni di barili e le navette russe ne hanno trasportate 213 milioni. Tuttavia, specifica il comunicato di Rystad Energy, il mercato russo è destinato a sperimentare cali costanti nei prossimi anni, scendendo di quasi la metà a 122 milioni di barili entro il 2030.

IL MERCATO DELLE NAVI

Rimane uno dei segmenti di mercato delle spedizioni più piccoli e rilevabili, si legge ancora. Il Mare del Nord e la parte norvegese del Mare di Barents hanno circa 25 navi cisterna in funzione e costituiscono il 25% del mercato globale. Sebbene il mercato del Mare del Nord offra una maggiore diversificazione rispetto ad altri mercati, Equinor e Petoro di proprietà statale sono responsabili di oltre il 35% dei volumi trasportati dai giacimenti petroliferi.

Il Brasile ha 40 navi, con il dominio di Petrobras e una forma di regolamentazione specifica, dice il report. Mentre le compagnie internazionali devono lasciare il Brasile ogni 90 giorni per soddisfare le normative locali sui contenuti, Petrobras può operare in modo più efficiente con un numero significativamente maggiore di viaggi per nave rispetto ai suoi concorrenti internazionali.

In Russia, il mercato delle navi cisterna navetta ha le stesse dimensioni del Mare del Nord, ma è diviso nei mercati della Russia artica e della Russia dell’Estremo Oriente. A causa della classe relativamente leggera delle navi cisterna russe e del fatto che sono classificate come ghiaccio, tende ad esserci una maggiore intensità di navi per barile prodotta nella regione rispetto ad altri mercati.

GLI SCENARI

Dunque, il quadro che si prospetta indica la  crescita del mercato delle navi cisterna e un assoluto protagonismo del Mare del Nord. Da monitorare, conclude il report, sarà anche la voglia di maggior indipendenza da parte del Brasile, dove peraltro anche altri attori internazionali potranno avere un ruolo. In ogni caso, la domanda di navi cisterna è destinata a crescere.

 

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