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Shell punta sullo shale per dare flessibilità alla transizione energetica

Il capo dell’azienda americana dice che la produzione di petrolio e gas fungerà da ‘equilibratore’ per i progetti in acque profonde.

La crescente produzione di petrolio e gas dai giacimenti di shale fungerà da “equilibratore” per i progetti in acque profonde. È l’annuncio del nuovo responsabile business della Royal Dutch Shell, Gretchen Watkins dopo gli impegni presi dalla società in vista della transizione verso combustibili più puliti.

UN BUON EQUILIBRATORE PER LO SVILUPPO DELLE RISORSE IN ACQUE PROFONDE

Watkins, si legge in un articolo del Financial Times, ha ammesso che le trivellazioni in acque profonde nel Golfo del Messico, in Brasile e in Nigeria hanno garantito entrate a lungo termine, ma lo sfruttamento delle riserve di shale in Stati Uniti, Canada e Argentina hanno permesso di prendere le decisioni in modo più semplice. “Il ruolo che il business dello shale gioca nel portafoglio Shell è quello di essere un buon equilibratore per lo sviluppo delle risorse in acque profonde”, ha detto Watkins nella sua prima intervista da quando è entrata a maggio nella major anglo-olandese. I progetti ad alta intensità di capitale per le acque profonde richiedono tempo per essere sviluppati, ma sono visti come investimenti redditizi nel lungo termine. I progetti shale, invece, richiedono modeste iniezioni di cassa per essere avviati, ma i flussi sono più rapidi. “Si può essere molto più agili nelle decisioni di investimento”, ha detto Watkins, aggiungendo che le spese e le operazioni nel settore shale possono essere aumentate o diminuite, a seconda delle mosse del mercato. “Si tratta di una copertura naturale del portafoglio”, ha precisato la manager responsabile del business shale della compagnia.

LA SHELL, STA SCOMMETTENDO PER FARSI TROVARE IN “MODALITÀ CRESCITA” AL TERMINE DELLA TURBOLENTA FASE DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA.

Gli investimenti in shale bituminosi sono aumentati, in generale, dopo che le società energetiche sono state messe sotto pressione per contenere i costi, rimborsare i debiti e aumentare i rendimenti per gli investitori attraverso dividendi e riacquisti di azioni. Anche i progetti a breve termine sono diventati più interessanti in un contesto di incertezza sulla domanda futura di combustibili fossili e per il previsto spostamento globale verso forme di energia più pulita. La Shell, ha detto Watkins, sta facendo delle scommesse per farsi trovare in “modalità crescita” al termine della turbolenta fase della transizione energetica. L’azienda destina ogni anno tra i 2 e i 3 miliardi di dollari al settore shale, che rappresenta circa il 10 per cento della spesa annuale in conto capitale dell’azienda fino al 2020 e la metà della spesa prevista per i progetti in acque profonde. Tuttavia, rispetto al passato, visto che i costi dei progetti in acque profonde scendono e possono generare profitti con prezzi del petrolio ben al di sotto dei 40 dollari al barile, sono sempre più in competizione con i progetti shale per l’utilizzo di capitale.

SHELL STA RECUPERANDO MA È ANCORA IN RITARDO RISPETTO A EXXONMOBIL, CHEVRON E BP

Shell sta concentrando gli investimenti nel bacino permiano del Texas e del New Mexico e a Duvernay in Alberta. La produzione non convenzionale di petrolio e gas è destinata a raddoppiare rispetto ai 250.000 barili di petrolio equivalente al giorno dello scorso anno entro il 2020. Ma le prospettive di produzione statunitense della compagnia al 2030 sono ancora in ritardo rispetto a ExxonMobil, Chevron e BP, hanno dichiarato gli analisti della società di consulenza WoodMackenzie. Mentre ExxonMobil ha il maggior numero di terreni, la Chevron ha il portafoglio più prezioso, dominato dalla sua impareggiabile posizione permiana. Anche la recente acquisizione di BHP da parte di BP di giacimenti shale ha dato un notevole impulso all’azienda.