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Shale, per i trivellatori Usa 42 mld di dollari di bond per abbattere il debito più oneroso

Chesapeake

I rendimenti medi delle obbligazioni energetiche non-investment grade sono scesi al minimo storico di meno del 5% il mese scorso, da quasi il 24% a marzo dello scorso anno.

I trivellatori di scisto – alcuni dei quali appena usciti dalla bancarotta – hanno accumulato l’incredibile cifra di 42 miliardi di dollari di nuovi debiti –più precisamente bond – nella prima metà dell’anno. È quanto riporta Bloomberg secondo cui le aziende attive nel settore shale non stanno, tuttavia, ripetendo i costosi errori che li hanno finire nei guai con gli investitori, e costrette all’insolvenza nel corso degli ultimi cinque anni.

CREDITO A BASSO COSTO PER ABBATTERE IL DEBITO

Secondo quanto riferisce il sito americano, i produttori shale “stanno mantenendo la linea sulla produzione, aumentando i rendimenti degli investitori e ora stanno attirando i rendimenti obbligazionari più bassi che si siano mai visti. E invece di usare il credito a basso costo” per un nuovo boom, “lo stanno usando per far regredire il debito più oneroso”.

TUTTI I PRODUTTORI SULLA STESSA LINEA

“Siamo entrati quest’anno con troppi debiti e abbiamo in programma di ripagarlo – ha detto la scorsa settimana ad analisti e investitori l’amministratore delegato dell’esploratore shale APA Corp., John Christmann -. La prima priorità è stata il debito, e chiaramente siamo a un ritmo molto più veloce di quanto avremmo previsto all’inizio dell’anno”. La posizione di APA, che è ciò che gli investitori vogliono sentire, è stata sostenuta anche da altri importanti produttori come EOG Resources Inc., Pioneer Natural Resources Co. e Continental Resources Inc. durante le call delle semestrali, secondo quanto riferito da Bloomberg.

RENDIMENTI OBBLIGAZIONI AL MINIMO STORICO

I rendimenti medi delle obbligazioni energetiche non-investment grade sono scesi al minimo storico di meno del 5% il mese scorso, da quasi il 24% a marzo dello scorso anno. Secondo Bloomberg Intelligence, la patch delle aziende shale è passata da 230 obbligazioni scambiate nell’aprile dello scorso anno a meno di 15 oggi. L’industria è anche pronta a generare più di 30 miliardi di dollari di liquidità quest’anno, un altro record, grazie a un’impennata dei prezzi del greggio.

POSSIBILI AUMENTI DI SPESA

Il problema, ha spiegato Bloomberg, è semmai dettato dal fatto che essendo le obbligazioni energetiche meglio posizionate per resistere al prossimo crollo, su questo punto potrebbe nascondersi la tentazione di incrementare le spese. Ad esempio, il secondo più grande appaltatore di impianti di perforazione d’America, Patterson-UTI Energy Inc., sta aumentando la propria spesa quest’anno del 22% seguito di un’interlocuzione con i clienti in vista di una maggiore attività futura.

 

 

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