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Shell rilancia sul gas in Nigeria

Shell

La compagnia anglo-olandese pronta a sviluppare progetti per 3,7 miliardi di dollari e canalizzare gas a cominciare dai cluster industriali

Shell rilancia in Nigeria. Non più solo petrolio ma grandi progetti anche nel settore gas. La presenza della compagnia anglo-olandese nel paese africano è sempre stata controversa sopratutto per le questioni legate all’inquinamento del Delta del Niger e agli atti di vandalismo che hanno colpito gli oleodotti o le infrastrutture di produzione petrolifera.

SHELL PRONTA A SVILUPPARE PROGETTI NEL SETTORE GAS PER 3,7 MLD DI DOLLARI

NigeriaIl mese scorso, Shell ha firmato un accordo con la Nigeria National Petroleum Company e altre due società per lo sviluppo di progetti di gas naturale per un valore di circa 3,7 miliardi di dollari, come parte degli sforzi nigeriani per affrontare la incombente carenza di combustibile nel mercato interno. Ma sembra che questo accordo sia solo l’inizio di una strategia su scala molto più ampia. In una recente intervista a Bloomberg, l’amministratore delegato di Shell Gas Nigeria, Ed Ubong, ha dichiarato che l’azienda guarda a una completa trasformazione del sistema energetico nigeriano puntando allo sviluppo delle sue vaste riserve di gas, stimate da BP come le più grandi dell’Africa, pari a 5,2 trilioni di metri cubi.

PRODUZIONE GAS IN NIGERIA IN AUMENTO

La produzione di gas in Nigeria al 2017 è stata di circa 47,2 miliardi di metri cubi, in aumento rispetto ai 35 miliardi di metri cubi di dieci anni fa. Il consumo al 2016 è stato di 20 miliardi di metri cubi, che data la dimensione della popolazione nigeriana, rappresenta una quantità modesta. La ragione di questa domanda moderata di gas è semplice: mancanza di infrastrutture di distribuzione. Nel frattempo, gli investitori stanno rifuggendo la Nigeria come destinazione d’affari a causa della mancanza di una rete centralizzata e ben sviluppata. La spiegazione di questa mancanza è legata all’uso massiccio di generatori diesel e alla privatizzazione fallimentare del settore dell’energia elettrica del paese. Aspetti su cui Shell è intenzionata a intervenire.

LA STRATEGIA DI SHELL IN NIGERIA

Per cominciare, Shell si rivolgerà ai cosiddetti cluster industriali: aree ad alta concentrazione di attività manifatturiera in cui gli investitori stranieri potrebbero essere persuasi ad aprire un’attività. In tal caso, il fabbisogno energetico di questi cluster aumenterà in misura sufficiente da rendere redditizia la costruzione di un gasdotto. Se l’attività dovesse rivelarsi sufficiente, anche la costruzione di una centrale a gas potrebbe diventare redditizia, secondo i piani di Shell. Il vero problema è attirare gli investitori stranieri, ma Ubong è convinto che la domanda ci sia. gas

IL GOVERNO STA FACENDO LA SUA PARTE PER INCORAGGIARE L’INDUSTRIA LOCALE DEL GAS

Naturalmente una rete di distribuzione del gas contribuirebbe a risolvere più di un problema in Nigeria. Costituendo la base di quella che potrebbe diventare una rete nazionale centralizzata, in grado di stimolare gli investimenti stranieri e di conseguenza creare occupazione. Il governo sta facendo la sua parte per incoraggiare l’industria locale del gas. Recentemente, ha lanciato un Nigeria Gas Flare Commercialization Program che mira a incoraggiare gli investimenti nel gas naturale attraverso la gara d’appalto per i siti di gas-flaring. Anche il GNL è un segmento in crescita con la Nigeria Liquefied Natural Gas Ltd al momento quarta più grande esportatrice mondiale. La Nigeria’s Society of Petroleum Engineers ha recentemente indicato proprio nel gas il carburante del futuro. Oltre ad essere più pulito del petrolio, il gas naturale è anche più difficile da rubare, come ha osservato Ubong nella sua intervista a Bloomberg e abbondante in Nigeria. Potrebbe quindi gettare le basi per un paese più industrializzato se la strategia di Shell riuscisse a prendere piede.