Presentata la Relazione annuale 2025: raddoppiato il corpo ispettivo e controlli a tappeto su 17 siti nazionali. Il Direttore Campanella: “Gestiamo già il presente in totale sicurezza, siamo pronti alla sfida dei nuovi reattori”.
L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) rivendica un ruolo di primo piano nella definizione della nuova strategia energetica dell’Italia, proponendosi come un asset tecnico e scientifico imprescindibile per il Governo e il Parlamento. Durante la presentazione della Relazione annuale 2025, svoltasi presso il Senato della Repubblica, i vertici dell’ente hanno delineato un quadro di efficienza operativa e vigilanza rigorosa, confermando che l’Italia è già oggi un Paese capace di gestire con i massimi standard internazionali le complessità del settore nucleare, dal decommissioning alla medicina radiologica.
La relazione, in particolare, sottolinea un potenziamento senza precedenti delle attività di controllo: nel solo 2025 sono state effettuate 80 attività di monitoraggio in situ e raddoppiato il numero degli ispettori tecnici rispetto agli anni precedenti, con l’obiettivo di superare le 20 unità entro il prossimo biennio.
LA VISIONE STRATEGICA E LA CULTURA DELLA SICUREZZA
Maria Siclari, coordinatrice della Consulta ISIN, ha aperto l’audizione sottolineando la necessità di consolidare l’ente come una risorsa moderna e autorevole. “Occorre organizzare, rafforzare e incrementare le attività di monitoraggio ambientale, la cui efficacia assicura i necessari livelli di sicurezza per le installazioni in decommissioning, ma anche per i centri sanitari e di ricerca industriale”, ha affermato Siclari, precisando che l’obiettivo è “agire con trasparenza e indipendenza, rafforzando l’identità di istituzione tecnico-scientifica di riferimento in Italia, promuovendo tra i cittadini una reale cultura della sicurezza nucleare”.
Secondo la coordinatrice, l’Ispettorato è pronto a evolvere per gestire le problematiche autorizzative dei reattori a fissione innovativi: “L’Isin auspica una propria valorizzazione per approcciare nei giusti termini i reattori modulari di piccole dimensioni e la fusione nucleare, allineando le proprie competenze all’evoluzione tecnologica globale”.
I NUMERI DELLA VIGILANZA E LA GESTIONE DEI RIFIUTI
Il bilancio operativo del 2025 restituisce la fotografia di un ente in forte crescita. L’Ispettorato ha vigilato su 17 installazioni nucleari licenziate distribuite lungo lo stivale, rilasciando oltre 50 titoli autorizzativi. Nel dettaglio, l’attività di controllo ha visto 45 ispezioni e 35 sopralluoghi tecnici, con l’aggiunta di 11 verifiche straordinarie su impianti critici.
Fondamentale si è rivelata la piattaforma digitale STRIMS, attraverso la quale sono stati eseguiti 260 accertamenti documentali e tracciate oltre 325.000 comunicazioni relative al trasporto e alla detenzione di materiali. I dati sull’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi registrano una presenza complessiva di 33.767 m³, con un incremento del 3,3% rispetto al 2024, dovuto principalmente all’avanzamento delle attività di smantellamento. L’Isin monitora inoltre 4.031 sorgenti sigillate ad alta attività (HASS), garantendo che la loro movimentazione avvenga senza incidenti significativi, come confermato dai rapporti inviati alla IAEA e all’Euratom.
L’ITALIA E LA REALTÀ DEL NUCLEARE PRESENTE
Il Direttore dell’ISIN, Francesco Campanella, ha voluto sgombrare il campo da equivoci sul ruolo attuale del nucleare in Italia. “L’Italia oggi non è solo un Paese che sta decidendo quale strada intraprendere, ma è una nazione che gestisce già quotidianamente una fitta matrice di trasporti di materie radioattive e installazioni mediche dall’elevatissimo impatto sociale”, ha dichiarato Campanella.
Il Direttore ha evidenziato come l’Ispettorato operi in sinergia con il MASE e il MAECI per assicurare una posizione nazionale solida nei tavoli internazionali: “Operiamo da decenni nel silenzio, grazie a professionalità eccellenti che garantiscono standard ragguardevoli. Abbiamo il dovere di informare la collettività in modo chiaro, illustrando un ruolo che non può non essere di discreta ma convinta leadership”.
COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE E TRANSIZIONE DIGITALE
Un passaggio cruciale della Relazione riguarda il rapporto tra ISIN e Sogin, la società incaricata dello smantellamento degli impianti. Campanella ha registrato un avanzamento positivo nei complessi lavori di cementazione dei rifiuti liquidi ad alta attività a Saluggia e Rotondella, sottolineando l’importanza di una dialettica costruttiva. “Il confronto, anche quando presenta disallineamenti fisiologici, è condotto nella piena onestà intellettuale delle parti per addivenire a visioni definitive nell’interesse del Paese”, ha aggiunto il Direttore. Sul fronte interno, l’Ispettorato ha completato il passaggio dei propri server su cloud attraverso il Polo Strategico Nazionale, utilizzando le risorse del PNRR per rafforzare la cybersicurezza e la dematerializzazione documentale. Questo percorso di modernizzazione è supportato da protocolli d’intesa con l’Arma dei Carabinieri, i Vigili del Fuoco e diverse Università, finalizzati a creare un ecosistema integrato di competenze.
PROSPETTIVE FUTURE E INDIPENDENZA FINANZIARIA
In chiusura, Siclari ha ribadito l’impegno per una governance che rispecchi la natura di autorità indipendente dell’Isin, auspicando l’attivazione definitiva del sistema tariffario a carico degli operatori, previsto per legge ma ancora in attesa di finalizzazione. Questo passaggio garantirebbe all’ente la necessaria autonomia finanziaria per affrontare le sfide del 2026, anno in cui è prevista una missione internazionale di revisione dell’IAEA.
“Se Governo e Parlamento vorranno puntare su Isin per la nuova Autorità nucleare, non se ne pentiranno”, ha concluso Campanella, “potranno contare su ogni stilla della nostra energia per proseguire con l’impegno che ha contraddistinto questi anni di vigilanza e protezione della salute pubblica”.

