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Sogin, Artizzu: commesse record e costi sotto la media. “Siamo un’eccellenza, non un peso”

L’amministratore delegato rivendica il ruolo strategico del gruppo nel decommissioning nucleare e annuncia un balzo dei contratti nel 2026, puntando sulla trasparenza dei dati contro i pregiudizi.

Un giro d’affari che punta ai 400 milioni di euro per il 2026, costi di smantellamento inferiori alla media europea e una competenza tecnica che l’estero ci invidia, ma che in patria fatica a essere riconosciuta. È questa la fotografia scattata da Gianluca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, durante l’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Il manager ha difeso con forza l’operato della società incaricata della bonifica dei siti nucleari italiani, denunciando un paradosso comunicativo: quello di un’azienda considerata un modello a livello internazionale, ma spesso bersagliata in Italia da critiche definite ingiustificabili alla luce dei fatti.

IL PARADOSSO DELLA REPUTAZIONE E LA GESTIONE MANAGERIALE

Secondo quanto spiegato dall’Ad Artizzu, esiste una frattura profonda tra la percezione pubblica interna e la realtà operativa. “Sogin, pur con i suoi difetti, è riconosciuta come eccellenza del settore a livello internazionale realizzando uno scarto enorme, probabilmente senza uguali in Italia, tra la reputazione all’estero e quella nazionale”, ha sottolineato il manager.

LA SFIDA DEL PROGETTO CEMEX

Il dossier più complesso è quello del CEMEX di Saluggia, un impianto vitale per il decommissioning più volte rallentato negli anni. “La verifica del bando CEMEX ha richiesto 5 mesi e ha consentito anche l’emersione di un certo numero di problemi interni”, ha chiarito l’amministratore delegato.

NUMERI IN FORTE CRESCITA E STATO DI SALUTE DELL’AZIENDA

Al di là delle riorganizzazioni interne, i dati produttivi segnano un cambio di passo netto rispetto al passato. Al 31 dicembre 2025, l’avanzamento complessivo delle attività ha raggiunto il 47,7%.

IL DEPOSITO NAZIONALE: UN IMPIANTO TECNOLOGICO, NON UNA DISCARICA

Infine, l’intervento si è concentrato sul Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, tema caldo per i territori. Artizzu ha tenuto a precisare il perimetro d’azione della società: “Sogin è soggetto attuatore non decisore sulla localizzazione del sito né sulla definizione dei criteri per la scelta”.

La notizia completa è visionabile nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito.

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