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Sogin dà il via allo smantellamento della centrale nucleare di Latina

Sogin

“Oggi comincia una tappa fondamentale del decommissioning della centrale”, ha spiegato ai presenti Agostino Rivieccio, Responsabile Sogin per la Disattivazione della centrale di Latina.

È partita ufficialmente questa mattina, presso la centrale nucleare di Latina, la demolizione degli schermi dei generatori di vapore (boiler) dell’edificio reattore da parte di Sogin. Un intervento che rappresenta un passaggio significativo per il decommissioning dell’impianto pontino che avvia, di fatto, le attività di smantellamento dell’edificio reattore.

RIVIECCIO: COMINCIA UNA TAPPA FONDAMENTALE PER IL DECOMMISSIONING

“Oggi comincia una tappa fondamentale del decommissioning della centrale”, ha spiegato infatti ai presenti Agostino Rivieccio, Responsabile Sogin per la Disattivazione della centrale di Latina.

LO SMANTELLAMENTO

Gli schermi sono le strutture in calcestruzzo armato che isolavano dall’esterno le condotte superiori di collegamento fra i sei boiler e l’edificio reattore. Ogni schermo è costituito da due parti: un elemento superiore orizzontale, collegato all’edificio reattore, di circa 145 tonnellate e uno inferiore verticale, in uscita dai boiler, di circa 50 tonnellate.

La tecnica adottata da Sogin per la loro rimozione è la demolizione controllata con taglio in quota, a circa 50 metri d’altezza, mediante disco diamantato, e la successiva movimentazione a terra dei blocchi sezionati, di circa 2 tonnellate ciascuno, con gru a torre appositamente installata. In seguito è previsto il trasferimento dei singoli blocchi in un’area attrezzata per separare il ferro dal calcestruzzo.

RECUPERO PER Il 93% DEL MATERIALE, GRUPPO DI STUDIO CON LA FRANCIA PER SMANTELLARE LE BARRE DI GRAFITE

Questa soluzione ingegneristica garantisce la massima sicurezza nello svolgimento dei lavori e il minimo impatto per le strutture. “Recupereremo della centrale di Latina, nell’ambito dello smantellamento, il 93% del materiale convenzionale con cui la centrale è stata prodotta”, ha spiegato Rivieccio che stima circa 319mila tonnellate di materiale recuperabile. A cui occorre aggiungere 19.160 tonnellate da considerarsi radioattivo. Quello che resta da smantellare della parte interna sono le barre di grafite e come ha sottolineato Rivieccio, sono in corso gruppi di studio con la Francia per individuare le modalità migliori.

CONCLUSIONE DEI LAVORI NEL GENNAIO 2021

I lavori si concluderanno nel gennaio 2021 e produrranno complessivamente circa 1.200 tonnellate di materiale che, dopo gli opportuni controlli radiometrici, verranno allontanate dal sito e inviate a recupero.

UN PO’ DI STORIA SULLA CENTRALE DI LATINA

La centrale nucleare di Latina, è stata la prima a essere realizzata in Italia e appartiene alla prima generazione di impianti nucleari, con un reattore a gas grafite, GCR-Magnox. Costruita dall’Eni all’inizio del 1958, dopo appena 5 anni, nel maggio 1963, ha iniziato a produrre energia, con una potenza elettrica di 210 MWe che l’ha resa, all’epoca dell’entrata in esercizio, la centrale nucleare più grande d’Europa. È stata fermata nel 1987, all’indomani del referendum. Nella sua vita ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di energia elettrica.