Territori

Sorgenia, F2i e Asterion convincono le banche

Sorgenia

F2i punta a creare un polo energetico apportando impianti eolici e centrali a biomasse e una ricca valutazione di Sorgenia (oltre 1 miliardo)

Trattativa in esclusiva in tempi brevi con F2i sulla partita Sorgenia. Le banche che siedono nella holding che controlla il gruppo dell’energia Sorgenia hanno deciso di dare il via libera a F2i e Asterion. Nuova Sorgenia Holding, veicolo con cui le principali banche italiane controllano il gruppo dell’energia, ha infatti accettato l’offerta del gestore di fondi infrastrutturali secondo quanto riferisce una nota.

La scelta è stata effettuata in considerazione sia del prezzo riconosciuto ai venditori sia della valenza industriale del progetto presentato da F2i/Asterion, che consentirà fin da subito “una significativa crescita di Sorgenia nel campo della produzione da fonti rinnovabili”. Il contratto preliminare di compravendita, prosegue la nota, verrà sottoscritto non appena possibile e, al più tardi, entro il mese di gennaio 2020 e allo stesso verrà data esecuzione immediatamente dopo l’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti per la tutela della concorrenza e del mercato.

F2I IN VANTAGGIO?

Tra i partecipanti alla ‘gara’ eranopresenti Iren, A2A in consorzio con la ceca Eph, il fondo F2i assieme agli spagnoli di Asterion e il gruppo inglese ContourGlobal.

COSA PREVEDE IL PROGETTO DI F2I

Il progetto di F2i “punta a creare un polo energetico apportando impianti eolici e centrali a biomasse” grazie anche “a una ricca valutazione di Sorgenia (oltre 1 miliardo) consente alle banche azioniste (Mps, Banco Bpm, Ubi e Unicredit) una adeguata valorizzazione dell’asset”, precisa Radiocor. Qualche giorno fa in un’intervista di Renato Ravanelli sul Sole 24 Ore, l’amministratore delegato aveva ammesso di puntare su tre fattori: il rilancio industriale di Sorgenia, il mantenimento della sua indipendenza e il controllo italiano di assets strategici per il mercato. “Se risultassimo vincitori apporteremo subito altri 500 megawatt tra l’eolico di Veronagest e le biomasse, come base di partenza. Poi siamo in grado di fornire tutto il supporto finanziario che servirà per lo sviluppo futuro, con opportunità che possono spaziare sul fronte estero. Non abbiamo vincoli finanziari. F2i ha da poco vinto la gara internazionale per la gestione dei 500 milioni del fondo Ania. E poi all’inizio del 2020 partiremo con un quinto round di raccolta, di taglia più rilevante”, le parole di Ravanelli.