Mentre la domanda globale rallenta al +1,3%, l’elettrificazione corre trainata da veicoli elettrici e data center. L’AIE certifica la fine del primato dei combustibili tradizionali nella crescita dell’offerta energetica.
Nel corso del 2025, il panorama energetico mondiale ha attraversato una trasformazione senza precedenti: per la prima volta nella storia, il solare fotovoltaico è diventato il principale motore della crescita dell’offerta energetica globale. Secondo l’ultimo rapporto “Global Energy Review” pubblicato oggi, dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), la domanda totale di energia è cresciuta a un ritmo più contenuto rispetto all’anno precedente, fermandosi all’1,3%.
Tuttavia, questo rallentamento della “fame” energetica complessiva, dovuto a una crescita economica meno brillante e a temperature meno estreme in alcune aree del pianeta, nasconde un’accelerazione impetuosa dell’elettrificazione. Il consumo di elettricità è infatti aumentato del 3%, viaggiando a una velocità doppia rispetto alla domanda totale di energia e confermando un mutamento strutturale profondo nei consumi globali.
L’ELETTRIFICAZIONE TRAINATA DA VEICOLI ELETTRICI E DATA CENTER
Il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha evidenziato come la tendenza verso l’espansione elettrica delle economie sia ormai inequivocabile. “Il consumo di elettricità sta crescendo molto più velocemente della domanda energetica complessiva”, ha dichiarato Birol, precisando che il solare fotovoltaico da solo ha coperto oltre un quarto dell’intero incremento della fornitura energetica mondiale, superando persino il gas naturale. Questa spinta è stata alimentata in modo significativo dalla diffusione dei veicoli elettrici — le cui vendite hanno superato i 20 milioni di unità nel 2025, rappresentando un’auto su quattro vendute nel mondo — e dall’espansione dei data center, oltre che da una crescita costante nei settori industriali e dell’edilizia. Per Birol, “i Paesi che daranno priorità alla resilienza e alla diversificazione saranno i meglio posizionati per gestire la volatilità e garantire energia sicura e accessibile”.
IL RUOLO DEL GAS E IL CONTRIBUTO DEL NUCLEARE
Sebbene le fonti pulite stiano guadagnando terreno, il mix energetico del 2025 ha visto anche un ruolo rilevante per le fonti tradizionali. Il gas naturale ha mantenuto la seconda quota più alta nella crescita dell’offerta, pari al 17%, grazie alla sua funzione di stabilizzatore nella generazione di energia elettrica. Complessivamente, il binomio composto da rinnovabili e nucleare ha soddisfatto quasi il 60% dell’intero aumento della domanda energetica. In particolare, la produzione di energia da queste fonti ha superato la crescita totale della domanda elettrica, erodendo lo spazio per i combustibili più inquinanti. Anche il nucleare ha mostrato segnali di risveglio: nel corso dell’anno è stata avviata la costruzione di oltre 12 gigawatt di nuovi reattori, segnando un rinnovato slancio per l’atomo in diverse regioni geografiche.
DIVERGENZE STRATEGICHE TRA STATI UNITI E CINA
Sotto i dati aggregati, il rapporto dell’Agenzia evidenzia traiettorie opposte tra le maggiori potenze economiche. Gli Stati Uniti hanno registrato la seconda crescita più alta della domanda energetica di questo secolo, spinti non solo dal boom tecnologico e industriale, ma anche da un inverno particolarmente rigido. Al contrario, in Cina il tasso di crescita della domanda è sceso bruscamente all’1,7%: un calo guidato dall’efficienza energetica e dalla massiccia sostituzione del carbone con le rinnovabili. Anche l’India ha mostrato una dinamica peculiare: grazie a una stagione dei monsoni insolitamente forte, il Paese è riuscito a contenere le emissioni di CO2, che sono rimaste piatte per la prima volta dagli anni ’70, escludendo il periodo della pandemia.
EMISSIONI E CLIMA: LE ECONOMIE AVANZATE IN CONTROTENDENZA
Sul fronte ambientale, la crescita delle emissioni globali di anidride carbonica legate all’energia ha subito un forte rallentamento, assestandosi su un incremento dello 0,4%. Tuttavia, per la prima volta dagli anni ’90, le emissioni delle economie avanzate sono cresciute più velocemente di quelle dei mercati emergenti (+0,5% contro +0,3%). Questo dato anomalo è imputabile principalmente alle condizioni climatiche: il freddo estremo ha costretto i Paesi più sviluppati ad aumentare l’uso di combustibili fossili per il riscaldamento. Nonostante ciò, l’adozione cumulativa di tecnologie a basse emissioni a partire dal 2019 ha permesso di evitare un consumo di fossili pari all’intera domanda energetica dell’America Latina, con solare, eolico e pompe di calore che oggi rimpiazzano una quantità di gas pari alla metà delle esportazioni globali annue di GNL.
IL BOOM DELLO STORAGE E LE NUOVE FRONTIERE TECNOLOGICHE
Il 2025 sarà ricordato anche come l’anno dei record per i sistemi di accumulo. La tecnologia delle batterie è stata la più veloce a crescere nel settore elettrico, con circa 110 gigawatt di nuova capacità installata. Si tratta di un volume che supera l’incremento annuale del gas naturale, fornendo la flessibilità necessaria per integrare l’enorme massa di energia solare prodotta.
Solo la generazione fotovoltaica ha aggiunto 600 terawattora a livello mondiale, segnando il più grande aumento strutturale mai registrato per una singola tecnologia in un solo anno. Questo sforzo tecnologico collettivo sta contribuendo in modo decisivo al declino della generazione elettrica a carbone su scala globale, nonostante in alcune aree, come gli Stati Uniti, l’alto prezzo del gas abbia temporaneamente invertito la rotta verso il combustibile fossile più solido.


