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Il piano degli Stati Uniti per salvare le centrali nucleari

Stati Uniti Centrali Nucleari

Se gli Stati Uniti vorranno raggiungere l’obiettivo di azzeramento netto delle emissioni al 2050, avranno bisogno di mantenere aperte le centrali nucleari

Stando a fonti sentite da Reuters, di recente la presidenza degli Stati Uniti avrebbe segnalato a legislatori e stakeholder di essere interessata a promuovere delle sovvenzione alle centrali nucleari per mantenerle in attività: la loro chiusura, al contrario, renderebbe più complesso il raggiungimento degli obiettivi climatici perseguiti dall’amministrazione di Joe Biden.

CREDITI D’IMPOSTA SULLA PRODUZIONE

Le stesse fonti hanno detto che tali sovvenzioni avranno la forma di “crediti d’imposta sulla produzione” e saranno probabilmente inserite nel piano di Biden sulle infrastrutture da oltre duemila miliardi di dollari, l’American Jobs Plan. I produttori eolici e solari già possono accedere a questi rimborsi sulla base dei livelli di energia che generano.

IL RUOLO DELLE CENTRALI NUCLEARI PER BIDEN

Biden vuole che il sistema elettrico degli Stati Uniti sia alimentato al cento per cento da fonti “pulite”, che non generano emissioni, entro il 2035. Vorrebbe estendere, o creare, crediti di imposta per i produttori eolici, solari e di batterie.

Gli Stati Uniti sono primi al mondo per numero di reattori nucleari – ce ne sono più di novanta sul loro territorio –, che rappresentano la principale fonte di energia a zero emissioni del paese. Ma questi impianti stanno invecchiando, e alcuni sono stati chiusi o per ragioni di sicurezza o perché non riuscivano a sostenere la concorrenza delle centrali a gas e degli impianti eolici e solari, più economici.

Una fonte ha detto a Reuters che l’amministrazione Biden sa di avere bisogno dell’energia nucleare se vorrà raggiungere l’obiettivo di azzeramento netto delle emissioni entro il 2050. La Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

UNA QUESTIONE DI OCCUPAZIONE

Lo scorso 30 aprile la centrale nucleare di Indian Point, a New York, di proprietà di Entergy, ha chiuso il suo ultimo reattore. Nell’Illinois, la Exelon ha detto che potrebbe chiudere quattro reattori in due centrali entro il mese di novembre, in assenza di sussidi.

La questione nucleare non è soltanto energetica, ma anche occupazionale: le centrali sostengono centinaia di lavori tutelati da sindacati e ben pagati.

LE PROPOSTE DI BIDEN

L’idea di introdurre dei crediti di imposta per le centrali nucleari piace al senatore del Partito democratico Joe Manchin, dello stato della West Virginia, ricco di risorse naturali: Manchin è ritenuto una figura cruciale per l’approvazione delle politiche climatiche-energetiche di Biden al Senato, diviso a metà tra Democratici e Repubblicani.

Biden ha proposto un aumento della spesa nella ricerca sul nucleare avanzato di nuova generazione, ma – come i suoi predecessori Trump e Obama – sta faticando a definire un meccanismo per il salvataggio dei reattori esistenti.

La sua amministrazione è però favorevole all’istituzione di uno Standard per le energie pulite: si tratta di una normativa federale che obbliga le società energetiche ad aumentare la quota di fonti pulite nella generazione di elettricità. Potrebbe pertanto rivelarsi un meccanismo positivo per le centrali nucleari e combinabile ai crediti di imposta.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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