Se la politica di prezzi più aggressivi in Francia porterà ad un recupero significativo delle immatricolazioni, Stellantis potrebbe adottarla anche in altri mercati chiave
Stellantis ha avviato una riduzione dei prezzi su modelli chiave dei marchi Fiat e Peugeot, segnando un cambio di approccio rispetto alla linea seguita negli ultimi anni, incentrata sulla redditività per unità venduta.
STELLANTIS TAGLIA I PREZZI IN FRANCIA (E ANCHE IN ITALIA?)
Secondo quanto riportato da diverse testate economiche, gli sconti sono stati introdotti progressivamente a partire dalla fine del 2025 e rafforzati all’inizio del 2026, con l’obiettivo di riconquistare quote di mercato in uno dei Paesi più strategici per il gruppo in Europa. La Francia, infatti, rappresenta un mercato ad alta competizione, molto sensibile al prezzo ed essenziale per i segmenti B e C.
La strategia di ribasso dei prezzi riguarda soprattutto le citycar e le utilitarie, fondamentali per sostenere i numeri complessivi del gruppo e mantenere una massa critica produttiva negli stabilimenti europei.
Gli analisti considerano la strategia francese un possibile precedente per altri Paesi europei, Italia inclusa. Se la politica di prezzi più aggressivi porterà ad un recupero significativo delle immatricolazioni, Stellantis potrebbe adottarla anche in altri mercati chiave, ridefinendo l’equilibrio tra volumi e margini nell’intera regione.
A MAGGIO L’INVESTOR DAY DI STELLANTIS
Molte (se non tutte) le domanda che ad oggi sono senza risposta (tra cui i nuovi modelli in arrivo per Alfa Romeo, Lancia e Maserati, la strategia sull’elettrificazione post nuove politiche europee e i target sui volumi di vendita e i margini operativi) troveranno risposta il prossimo 21 maggio, quando ad Auburn Hills (Michigan, USA) si terrà il secondo Investor Day dalla creazione di Stellantis, nata dalla fusione tra PSA e FCA.
L’investor Day 2026 di Stellantis dovrà dare risposte soprattutto su alcuni brand italiani, come Alfa Romeo: nel 2028 verrà lanciata la seconda generazione di Stelvio e, a seguire, di Giulia. I due progetti sono tornati in fase di progettazione per adattare i sistemi e l’architettura ad un’offerta prevalentemente ibrida, anziché fondata sull’elettrico.
IL TARGET DI UN MILIONE DI VEICOLI AL 2030
Nel dicembre 2023, in un tavolo di confronto fra Stellantis, governo e sindacati, era stato stabilito l’obiettivo (condiviso) di riportare la produzione di auto in Italia al milione entro il 2030. A due anni di distanza, però, l’obiettivo sembra irraggiungibile: secondo i dati raccolti dal sindacato Fim-Cisl, nel 2025 la produzione Stellantis in Italia è crollata a 379.706 unità. I volumi italiani sono ormai un terzo rispetto alla Slovacchia (un milione), un quarto rispetto alla Francia e alla Repubblica Ceca (1,4 milioni) e meno di un sesto rispetto alla Spagna (2,2 milioni).
Il problema – spiega Il Corriere della Sera – è che, per produrre auto, bisogna venderne. Negli ultimi anni, però, Stellantis ha faticato più degli altri costruttori europei, anche in Italia. Considerando la somma dei marchi di FCA e PSA, in 10 anni il gruppo ha perso oltre 250 mila immatricolazioni nel Paese.
Il dato sconta il crollo generale del mercato nazionale che, fra calo del potere d’acquisto e politiche di incentivi oscillanti, è passato da oltre 1,9 milioni di vendite nel 2019 a poco più di 1,5 milioni nel 2025. La scarsa penetrazione dell’elettrico in Italia, fermo al 6,2%, non ha poi aiutato Stellantis che aveva puntato molte fiche sulle vetture a batteria. Tuttavia, anche considerando questi fattori, la frenata dell’azienda è stata assai brusca, tanto che la sua quota di mercato, in un decennio, è scesa dal 43,1% al 27,9%.
LA SITUAZIONE NELLO STABILIMENTO STELLANTIS DI ATESSA
Per quanto riguarda la situazione degli stabilimenti Stellantis in Italia, ad Atessa (Chieti), a partire da febbraio, verrà avviato nuovamente il ciclo produttivo su tre turni. Alla ex Sevel i rappresentanti sindacali di FIM, UILM e FISMIC hanno annunciato la riapertura parziale del terzo turno produttivo (detto anche “Turno C”) già a partire da lunedì 2 febbraio.
Il riavvio del terzo turno coincide con un rinnovato assetto produttivo relativo ai reparti lastratura, montaggio, verniciatura, qualità e finizione. In questo modo si punta a un valore produttivo che porti il dato giornaliero a 840 furgoni realizzati ogni 24 ore.
Il terzo turno era stato cancellato nel luglio 2025, in accordo con la riduzione della domanda di mercato e anche per ottimizzare la produzione nel periodo estivo. Con l’attuale terzo turno in arrivo si interverrà su un incremento dei volumi derivante da alcune linee strategiche definite, ragionando poi gradualmente sulle altre linee.
LA FABBRICA DI CASSINO
Riguardo invece lo stabilimento Stellantis di Cassino (Frosinone), i lavoratori sarebbero dovuti rientrare dopo la pausa natalizia che si è conclusa il 2 gennaio scorso, ma sono stati poi coinvolti in un prolungamento del fermo produttivo fino al 16 gennaio, che ha comportato il passaggio agli ammortizzatori sociali per le figure impegnate nei reparti lastratura, verniciatura e montaggio.
Allo stesso tempo, Stellantis comunicava che il rientro non risultava pianificabile a partire dal 16 gennaio, allungando lo stop fino al 27 gennaio. Nelle scorse ore è poi giunta poi la comunicazione che oggi, 30 gennaio, il reparto lastratura si fermerà, mentre dal 2 febbraio al 6 febbraio lo stop, oltre al reparto lastratura, coinvolgerà anche la verniciatura e il montaggio. Una decisione che ha già provocato indignazione da parte dei sindacati coinvolti.

