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Stoccaggi, prezzi e flussi. La guerra del gas Mosca-Ue continua

Flussi Gas Gazprom

Gazprom ha comunicato a Eni che oggi fornirà solo il 50% delle richieste di fornitura. I ricatti russi continuano sui flussi di gas

Non è un buon giorno, neanche oggi. Dopo l’escalation di ricatti da parte di Gazprom e quindi del governo russo nelle ultime quarantotto ore, in mattinata è arrivato un nuovo stop ai flussi. La metà delle richieste italiane verranno disattese, per la giornata odierna. Eni ha richiesto 63 milioni di metri cubi ma il colosso petrolifero moscovita ne garantirà soltanto il 50% (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri).

CINGOLANI SUI FLUSSI DI GAS: CONTROMISURE PRONTE. STOCCAGGI AL 54%

Già dopo lo smacco di ieri, parlando al Forum PA, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani aveva predicato calma. “Abbiamo tutte le contromisure pronte ma la prima cosa è vedere se questa situazione si stabilizza o no. Quindi, vediamo cosa succede nei prossimi 3 giorni, nel weekend, e a inizio settimana prossima decideremo”. L’approccio italiano è quindi fatto di calma, rapidità nelle scelte ma senza essere “precipitosi”. Il monitoraggio continua, anche dopo l’annuncio di stamani. Anche perché serve a poco stare a guardare le singole spiegazioni che arrivano da Mosca.

Spiegazioni che non aggiungono nulla, disorientano e si inseriscono nel contesto della propaganda made in Russia. L’Italia, allora, deve pensare a se stessa. Abbiamo “raggiunto un tasso di riempimento negli impianti di stoccaggio di gas pari al 54% della capacità totale”, ha chiarito Cingolani al Forum. Anche Draghi e da Italgas sono arrivate parole di rasserenamento sulla situazione attuale.

FLUSSI DI GAS IN CALO ANCHE PER PARIGI…

Ma non c’è solo l’Italia tra i bersagli della Russia. Anche Francia e Germania sono coinvolte. “I flussi di Gas verso la Francia dalla Germania sono stati interrotti dal 15 giugno”, ha comunicato sempre oggi l’operatore di gasdotti francese GRTgaz. “GRTgaz rimane vigile per il prossimo inverno e invita gli spedizionieri a continuare a riempire il più possibile i loro impianti di stoccaggio nazionali”, ha affermato in una nota l’operatore di rete del gruppo Engie. “Dal 15 giugno, GRTgaz ha notato un’interruzione del flusso fisico tra Francia e Germania. Questo flusso è stato
circa 60 GWh/giorno (gigawattora al giorno) all’inizio del 2022, che è solo il 10% della capacità del punto d’interconnessione”, ha proseguito.

I rischi in vista dell’estate ci sono e sono quelli a preoccupare di più. Per il momento, a compensare i deficit dalla Germania sono le entrate spagnole e le capacità dei terminal di metano. Gli stoccaggi francesi attualmente toccano quota 56%, un valore che per il momento tranquillizza la stessa GRTgaz.

… E BERLINO

Citando Berlino, arriviamo poi al terzo e forse maggior bersaglio degli ultimi ricatti russi sul gas. Tre giorni fa, Gazprom ha annunciato che sta tagliando il flusso di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1 del 60%, incolpando Siemens di non aver restituito in tempo le unità di compressione che erano state inviate per la riparazione, così come altre difficoltà tecniche alla stazione di compressione di Portovaya.

Dopo Bulgaria, Polonia e Danimarca, dunque, Mosca ha cominciato a colpire i grandi dell’Europa. “La ragione della Russia è solo un pretesto”, ha detto il vice cancelliere tedesco Robert Habeck. “La loro strategia è ovviamente quella di turbare e far salire i prezzi”. Il gasdotto Yamal-Europe, che in genere fornisce gas siberiano in Polonia e Germania, pompa per lo più con quantità al ribasso da dicembre, e la Polonia ha anche terminato il suo accordo con la Russia sul transito attraverso il gasdotto.

Guardando più a lungo termine, Berlino vuole accelerare il percorso che la renderebbe indipendente da Mosca. Ecco perché si ragiona sull’ex giacimento di gas naturale di Bierwang a Unterreit, che funge da uno dei più grandi impianti sotterranei di stoccaggio. Un sito che contiene più di 800 milioni di metri cubi di gas, tanto da poter alimentare la città di Monaco per otto mesi.

La recente misura legislativa adottata dall’esecutivo guidato da Scholz sul tetto del 90% di stoccaggi entro novembre è il segnale che questi ricatti russi terranno banco ancora per un po’. Intanto, il livello di stoccaggi è pari a circa il 55%. Un dato “migliore rispetto agli anni precedenti, ma ancora non sufficiente”, ha detto il capo dell’Agenzia federale tedesca per le reti Klaus Mueller.

PREZZI DEL GAS IN CALO IN EUROPA

Infine, per chiudere il cerchio sulla giornata di oggi, il prezzo del gas ha registrato un calo in
Europa, dopo che ieri i future sul gas al Ttf sono saliti al di sopra della soglia dei 150 euro per megawattora. All’hub di riferimento europeo stamani i future sono in calo dell’1,10% a 123 euro per
MWh.

 

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